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ScuolaIl Ministero dell’Istruzione ha inviato ai dirigenti scolastici una nota per accompagnare l’attuazione del nuovo Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (Dpcm) firmato ieri.

Per le scuole dell’infanzia e le istituzioni scolastiche del primo ciclo l’attività didattica resta in presenza. Per le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado la soglia minima di erogazione dell’attività in didattica digitale integrata è incrementata, secondo le nuove disposizioni, ad almeno il 75%, anche qualora le ordinanze regionali rechino un limite inferiore. Particolare attenzione, nell’attuazione della misura, sarà posta agli alunni con disabilità, con disturbi specifici dell’apprendimento e altri bisogni educativi speciali.

Le scuole, spiega la nota, in considerazione della necessità di disporre del tempo sufficiente ad adeguare l’organizzazione didattica alle misure del nuovo Dpcm, provvederanno all’adozione degli atti necessari nella giornata di domani, lunedì 26 ottobre, con efficacia, poi, dal giorno successivo.

Il documento si chiude con un ringraziamento “per il lavoro che la comunità scolastica ha compiuto e per gli sforzi che ogni giorno le istituzioni scolastiche profondono per garantire l’effettività del diritto allo studio delle studentesse e degli studenti, in un momento di estrema complessità per il Paese”.

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Esame terza media 2020: Pubblicata ordinanza, tutte le indicazioni per  elaborato, presentazione orale a distanza e valutazione finale - Professionisti  ScuolaE' stata respinta l'istanza cautelare avversa all'ordinanza regionale firmata dal Governatore De Luca con la quale sono state sospese le attività in presenza fino al 30 ottobre prossimo. E' questo quanto appena stabilito con decreto monocratico dal presidente della Sezione Quinta del Tar Campania. Come si legge nel decreto, il Tar, ha ritenuto che “la espressa temporaneità della misura e il manifestato proposito, come rappresentato dalla difesa regionale di rimodulare il provvedimento impugnato alla luce del Dpcm emanato ieri, relativo alle attività didattiche” sia motivo sufficiente a respingere la richiesta cautelare e rinviare la decisione nel merito a successiva udienza collegiale. Nel testo del decreto di respingimento sono, infatti, riportate anche tutte le considerazioni utili che hanno portato il TAR a respingere la richiesta cautelare rinviando comunque la decisione nel merito al prossimo 17 novembre 2020.

Questo quanto si legge nel testo del decreto appena emesso dal TAR Campania:

lettere alla redazioneRiportiamo la lettera scritta dai Dirigenti Campani alla ministra Azzolina

Onorevole Ministro, in Campania, come Lei sa, a seguito dell’Ordinanza n.79 del Presidente della Regione, le attività didattiche in presenza sono sospese dal 16 ottobre fino al 30 ottobre (eccetto le scuole dell’Infanzia, che, con l’Ordinanza n. 80, possono riprendere le attività in presenza da lunedì 19 ottobre). Dal giorno 15 ottobre come Dirigenti Scolastici ci siamo preoccupati di far partire la Didattica a Distanza in tutte le scuole: qualcuno ci è riuscito bene e qualcun altro meno bene, sicuramente. Ci hanno molto colpito le Sue dichiarazioni a proposito degli studenti campani, che avrebbero, a Suo dire, affollato centri commerciali e strade. La rassicuriamo: i nostri studenti erano davanti ai computer, nelle loro case, a fare scuola e noi nelle scuole, insieme al personale ATA, a garantire che ciò avvenisse.

Scuole chiuse CampaniaMentre continuano le proteste dei genitori anche oggi a Napoli ed in Campania, i giudici della Quinta Sezione del Tribunale amministrativo della Campania hanno chiesto alla Regione tutti gli atti sui quali poggia l’ordinanza cautelare numero 79 firmata giovedì pomeriggio dal presidente Vincenzo De Luca con la quale ha disposto la chiusura di tutte le scuole (revocando, poi, dopo 24 ore la parte inerente asili nido e scuola per l’infanzia).

è questo quanto disposto dai giudici del Tar Campania su un ricorso promosso da alcuni ricorrenti che con motivazioni “in proprio e nell’interesse dei figli minori” impugnano l’ordinanza del Governatore. La decisione infatti, a giudizio dei ricorrenti, crea grave danno “per un verso, dalla impossibilità di attendere alle proprie attività professionali, dovendo assistere i propri figli, in regime di sospensione delle attività didattiche, e, per altro, dalla lesione del diritto all’istruzione degli stessi figli”.

Il giudice ha avvertito “la necessità che la Regione Campania depositi agli atti di causa la nota dell’Unità di crisi regionale richiamata nell’ordinanza impugnata e tutti gli atti istruttori sui quali la stessa è basata, ivi compresi quelli relativi alla, pure allegata, incompleta dotazione dei presidi scolastici deputati al distanziamento interpersonale, nonché ogni altro elemento utile ai fini della decisione” ed ha fissato il termine ultimo per presentare la documentazione alle ore 10 di lunedì 19 ottobre “ai fini della decisione sull’istanza cautelare in via monocratica”.

PSN Ripertura infanzia Campania
Il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, ha deciso di consentire l'attività didattica in presenza per i bambini della fascia 0-6 anni. Rimarranno aperti in Campania, quindi, scuola dell"infanzia e asili nido.
Le forti proteste di genitori sembrano aver sortito i primi effetti. Passo indietro di De Luca che torna sulle sue decisioni con una integrazione all'ordinanza n. 79 emenata nella giornata del 15 ottobre 2020.
A integrazione dell’Ordinanza n.79, su richiesta dei Sindaci pervenuta all'Unità di Crisi attraverso l'ANCI, e nelle more di specifici congedi parentali per i genitori, da domani è consentita, anche in presenza, l’attività delle scuole dell’infanzia: nidi, asili, con bambini di età compresa nella fascia della fascia 0-6 anni.
La misura riguarderà in pratica gli alunni della scuola dell'infanzia e cioè tutti i bambini della fascia 0-6 anni.
Saranno gli unici studenti che potranno andare a scuola. E' quanto si legge da in una nota inviata dall'Unità di Crisi Regionale, scaricabile da qui, per la realizzazione di misure per la prevenzione e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19.
Riapertura anche a corsi non scolastici con lezioni/eventi formativi (corsi di formazione professionali ad esempio) di durata non superiore ad un'ora.
Questo invece il testo della lettera dei Sindaci al presidente dell'Anci Campania che ha dato il via al passo indietro del governatore De Luca:

De Luca AzzolinaSta generando un'ondata di proteste il provvedimento del Governatore De Luca che con l'ordinanza n. 79 emenanata il 15 ottobre 2020 ha deciso per la sospensione delle attività didiattiche in presenza per le scuole. Un gruppo di genitori ha infatti manifestato questa mattina davanti a Palazzo Santa Lucia, sede della Giunta della Regione Campania, per protestare contro la decisione di chiudere tutte le scuole in Campania. Contemporaneamente in piazza anche i conducenti degli scuolabus, che chiedono un sostegno economico in seguito al blocco della didattica in presenza, che di riflesso ferma anche la loro attività. Il corteo, arrivato intorno alle 10:30 in via Santa Lucia, è stato controllato dalle forze dell'ordine. Lanciata sulla piattaforma Change.org una petizione, già firmata da oltre 11 mila, sostenuta anche da genitori e studenti che invitano ad aderire e indirizzata al ministro dell'Istruzione Lucia Azzolina per chiedere "l'immediata ripresa in presenza delle lezioni scolastiche in Campania".  "Chiediamo che il ministro dell'Istruzione – si legge – intervenga contro l'ordinanza della Regione Campania che ha disposto la chiusura delle scuole primarie e secondarie fino al 30 ottobre. Chiediamo che tutti gli studenti e le studentesse della Regione Campania ritornino, con decorrenza immediata, a poter usufruire della didattica "in presenza" nel rispetto dei protocolli sanitari nazionali vigenti. La Campania non può e non deve restare il fanalino di coda in un settore chiave come l'istruzione". E se la Ministra Azzolina ha definito gravissima la decisione del goverantore, anche Conte sulla sua decisione è stato duro: “De Luca? Le regioni possono adottare misure più restrittive ma chiuderle in blocco non è la migliore soluzione. Abbiamo lavorato per creare delle condizioni di sicurezza e l’istituto superiore di sanità ha confermato che la curva del contagio nelle scuole è molto bassa".

Diversi appelli arrivano anche da studenti, in particolare sta diventando virale un post di uno studente del Liceo Sannazaro di Napoli che sta raccolgiendo moltissimi consensi e condivisioni. Questo il post molto apprezzato:

Mascherine a scuolaFirmata l’Ordinanza che definisce le modalità di svolgimento delle attività didattiche per gli alunni fragili, ossia le studentesse e gli studenti con patologie gravi o immunodepressi che sarebbero esposti a un rischio di contagio particolarmente elevato frequentando le lezioni in presenza. 

L’Ordinanza punta a tutelare, al contempo, il diritto allo studio e quello alla salute di questi alunni: le scuole potranno fare ricorso, per gli studenti fragili, alla didattica digitale integrata o all’istruzione domiciliare. Nei casi di disabilità grave associata a fragilità certificata, in cui sia necessario garantire la presenza dell’alunno in classe a causa di particolari situazioni emotive, le scuole potranno adottare forme organizzative idonee a consentire, anche periodicamente, la frequenza delle lezioni.

Azzolina TG7Non cambiano le misure anticovid a scuola anche con le nuove misure approvate dal consiglio dei ministri presieduto da Conte in cui è stato deciso, tra l'altro, di introdurre da subito l'obbligo di indossare la mascherina anche all'aperto. Lo ha chiarito la Ministra Azzolina, in un'intervista nel tg di Mentana su La 7,  in cui ha affrontato diverse questioni riguardanti i protocolli di sicurezza e l'utilizzo della mascherina a scuola, l'organizzazione del concorso straordinario dei docenti e la selezione e remunerazione dei docenti.
Questa la trascrizione integrale dell'intervista per ognuna delle tematiche affrontate: