Contratto e Retribuzione

PSN Attività funzionali allinsegnamentoOggetto di interesse comune di tanti docenti sono le attività funzionali dell’insegnamento definite e regolamentate dall’art. 29 del CCNL 2006/2009 (L’attività funzionale all'insegnamento è costituita da ogni impegno inerente alla funzione docente previsto dai diversi ordinamenti scolastici. Essa comprende tutte le attività, anche a carattere collegiale, di programmazione, progettazione, ricerca, valutazione, documentazione, aggiornamento e formazione, compresa la preparazione dei lavori degli organi collegiali, la partecipazione alle riunioni e l’attuazione delle delibere adottate dai predetti organi ) integrato nel nuovo CCNL del febbraio 2018 che conferma l’attuale orario di lavoro (articoli 28 e 29 CCNL/07), comprese le 40 + 40 ore per le attività funzionali, con l’integrazione, all'articolo 28, degli obblighi riguardanti i docenti impegnati sul potenziamento di cui se ne stabilisce l’utilizzo prioritario in attività di insegnamento e rendendo residuale il loro utilizzo in attività di supplenza ,si chiarisce chi è impegnato su attività di potenziamento (in tutto o in parte) ha diritto alla retribuzione accessoria se si va oltre gli obblighi orario (18, 22 e 25) e gli obblighi funzionali (le 40 ore collegiali). La riduzione dell’unità didattica (non dovuta a causa di forza maggiore) prevede la restituzione del tempo a favore degli stessi alunni/classi. Vediamo nel dettaglio come si distribuiscono le ore riferite appunto alle attività funzionali dei docenti.

PSN Ore buche e spostamentiL’inizio del nuovo anno scolastico non è mai facile e prima che ogni cosa venga messa al suo posto ci vuole come si suole dire una “fase di rodaggio“ e così tra posti vacanti, supplenti in attesa, orari provvisori, il collaboratore a cui il DS ha affidato l’arduo incarico, giunge a stilare una prima bozza di “orario definitivo” ed è proprio in quel momento che gli animi cominciano ad accendersi ed allora spuntano le agendine con gli orari ipotizzati e con loro le innumerevoli lamentele delle cosiddette “ore buche”. A volte i docenti esprimono delle “desiderate” dovute a problemi familiari o logistiche legate all'ubicazione della scuola e al suo raggiungimento ma poiché i docenti sono tanti, succede spesso che il malcontento dilaghi.

Accade quindi che in un orario settimanale ci sia il docente che si ritrovi l’ingresso sempre alle prime ore, oppure uscite alle ultime ore, c’è chi si lamenta dell’eccessivo carico giornaliero e delle ore buca, soprattutto quando queste, superano le due unità orarie e quando vengano assegnate con più frequenza sempre allo stesso docente. Di risposta a tutto ciò può anche capitare che ci sia il collega con un orario perfettamente bilanciato tra entrate ed uscite, privo di ore buche ed è proprio un quadro simile a creare delle vere invettive contro chi ha realizzato l’orario e a far “spuntare i famosi favoritismi“. Indubbiamente quello di formulare l’orario di servizio non è un compito così semplice, occorre prestare molta attenzione a non creare delle disparità gratuite tra le varie componenti del collegio e a realizzare un giusto equilibrio tra le parti.

ricostruzioneCome funziona tecnicamente la ricostruzione di carriera del personale docente? Quali sono le tappe dell’iter e i documenti necessari ? Perché nella maggior parte dei casi la procedura va ben oltre le scadenze (non tassative) previste dalla normativa?

PSN vi propone un approfondimento per comprendere meglio la procedura di ricostruzione di carriera e tutto il lavoro in carico alle segreterie delle scuole che gestiscono la ricostruzione di tutti i docenti titolari presso l’istituzione stessa.

Elementi necessari per poter emettere il provvedimento di riconoscimento dei servizi e benefici in carriera sono:

A) che sia stato registrato il contratto individuale di lavoro, se stipulato dopo l’entrata in vigore del CCNL 4/8/1995;

B) che , a seguito di positiva relazione sul periodo di prova, sia avvenuta la conferma in ruolo. Si specifica che qualora il docente non abbia servizi pre-ruolo valutabili ai fini della carriera e, quindi , richiedibili con apposita domanda di ricostruzione di carriera, l’istituzione scolastica può già emettere d’ufficio il provvedimento di ricostruzione di carriera.

C) che sia stata prodotta la relativa istanza documentata nei termini della prescrizione decennale (il diritto a chiedere il riconoscimento dei servizi sorge al termine dei tre mesi successivi al compimento del periodo di prova se non è intervenuto un provvedimento di proroga ovvero un giudizio sfavorevole) ( per tale termine vedasi D.M., n. 190 del 6/4/1995);

QUANDO SCATTA LA PRESCRIZIONE ?

ricostruzione

Sono tantissimi i docenti neoimmessi nello scorso anno scolastico che, avendo superato l'anno di prova, dovranno fare i conti con la domanda per la ricostruzione di carriera per gli scatti stipendiali.
PSN ha realizzato questo utile vademecum schematico per la ricostruzione di carriera e per la dichiarazione dei servizi.

Chi deve fare ricostruzione di carriera?

Tutti i docenti con preruolo riconoscibile ai fini dell’avanzamento di carriera, che hanno superato l’anno di prova

Dove si presenta la domanda?

La domanda si presenta su Istanze on Line con l'apposita funzione "Ricostruzione di carriera" la cui domanda deve essere presentata entro la scadenza del 31 dicembre
La domanda può essere presenta dai docenti che dopo l'immissione in ruolo hanno superato l’anno di prova. Ricordiamo che la ricostruzione di carriera ha lo scopo di inserire gli anni di preruolo nell’anzianità di servizio, in modo da abbreviare, dove possibile, il transito da un gradone stipendiale all’altro. alla scuola di titolarità (o di servizio, se diversa, per inoltrarla alla scuola di titolarità) che ha il compito di curare la pratica secondo quanto previsto da DPR 275/1999.

Il Miur ha reso nuovamente disponibile su Istanze on Line la funzione per richiedere la ricostruzione di carriera la cui domanda  deve essere presentata entro la scadenza del 31 dicembre. Su Istanze on line Polis è presente infatti il seguente avviso “Si informa che è disponibile l’istanza polis “Richiesta di Ricostruzione Carriera” per il personale Docente, Insegnante Religione Cattolica, personale Educativo e personale ATA, attraverso la quale il suddetto personale potrà inoltrare la domanda di ricostruzione di carriera alla propria istituzione scolastica di titolarità entro il 31 dicembre 2019.
La domanda può essere presenta dai docenti che dopo l'immissione in ruolo hanno superato l’anno di prova. Ricordiamo che la ricostruzione di carriera ha lo scopo di inserire gli anni di preruolo nell’anzianità di servizio, in modo da abbreviare, dove possibile, il transito da un gradone stipendiale all’altro.

Va inoltre tenuto conto che gli anni di preruolo vengono riconosciuti non in maniera completa dovendo considerare che solo i primi quattro sono calcolati per intero, mentre per gli altri viene considerata solo una parte (per la precisione, solo i due terzi) e che l'anno 2013 (solare) è ancora bloccato riguardo agli anni validi per l'anzianità di servizio (come ampiamente spiegato qui su PSN) e quindi non fa parte del conteggio.
La funzione che dovrebbe consentire una velocizzazione dei tempi di elaborazione della domanda, tempi spesso lunghissimi visto che a distanza di anni tanti lamentano ancora la mancata emissione del decreto di ricostruzione di carriera che consente il riconoscimento degli scatti stipendiali.

L'istanza, destinata al personale immesso in ruolo che ha superato l'anno di prova, consente di richiedere il riconoscimento dei servizi validi prestati anteriormente alla nomina nell'attuale ruolo:

ricostruzione carriera

La procedura attivata sostituisce, già da qualche anno scolastico, la richiesta cartacea precedentemente in uso. Con una applicazione separata, messa a disposizione dal Miur, bisogna presentare separatamente la dichiarazione dei servizi come mostrato nella schermata di seguito estratta provando la nuova applicazione on line:

cartadocente2019Sarà riattivata il 13 settembre la piattaforma per la carta docente con il nuovo bonus da 500 euro per l'anno scolastico 2019-20. Ciascun insegnante in possesso di una utenza SPID (chi ne è a tutt'oggi ancora sprovvisto può richiederla qui: Come richiedere SPID) potrà accedere da subito al bonus dei 500 euro previsti per questo anno scolastico 2019-2020. E' quanto segnala il Miur sul sito carta docente in cui si può leggere: "A partire dal 13 settembre p.v. l’applicazione cartadeldocente sarà aperta per consentire la gestione del bonus. Si segnala che ai portafogli dei docenti saranno attribuiti anche i residui relativi agli anni scolastici 2018/2019. 

assegno nucleo familiare tabella anf calcolo requisiti

 "La legge n. 153/88 stabilisce che i livelli di reddito familiare ai fini della corresponsione dell'assegno per il nucleo familiare sono rivalutati annualmente, con effetto dal 1° luglio di ciascun anno, in misura pari alla variazione dell'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati, calcolato dall'ISTAT, intervenuta tra l'anno di riferimento dei redditi per la corresponsione dell'assegno e l'anno immediatamente precedente" Circolare INPS n. 66 del 17 maggio 2019.

La corresponsione dell'assegno spetta ai dipendenti che ne facciano richiesta e che presentino un reddito familiare complessivo derivante per almeno il 70% da reddito da lavoro dipendente.

Annualmente è quindi necessario presentare domanda per la rideterminazione dell'assegno che avrà validità dal 1 Luglio fino al 30 giugno dell'anno successivo, quindi al 30 giugno di ogni anno vengono sospese tutte le erogazioni fino alla presentazione di nuova istanza.

VillaniSull'accordo raggiunto a seguito dell'incontro voluto dal Presidente Conte con le organizzazioni sindacali, la deputata Villani, membro della Commissione Istruzione della Camera, già Dirigente Scolastico ed eletta con il M5S, esprime la sua soddisfazione in un comunicato in cui sottolinea, tra l'altro, che il Governo del Cambiamento ha dimostrato grande interesse per il mondo della scuola: dopo una lunga trattativa, è stato scongiurato lo sciopero del prossimo 17 maggio.

L'impegno del Premier Giuseppe Conte, del Ministro dell'Istruzione Marco Bussetti e del Sottosegretario al ramo, Salvatore Giuliano sul fronte della scuola ha dato come suoi frutti la revoca dello sciopero dei sindacati. La deputata Virginia Villani pone inoltre l'accento sulla questione della regionalizzazione, molto avversa dal mondo della scuola. Queste le sue parole: “Abbiamo preteso un freno sulla regionalizzazione del sistema di istruzione: sarà garantita l'unità e l'identità culturale del sistema scolastico. Con questo accordo riusciremo ad assicurare un pari livello di formazione scolastica e di istruzione a tutti, con particolare attenzione alle aree territoriali con minori risorse disponibili e alle persone in condizioni di svantaggio economico e sociale afferma l'On. Virginia Villani - Il sistema scolastico svolge una funzione essenziale per lo Stato democratico e va tutelatoE ancora continua: 

PSN Regionalizzazione scuolaSono mesi che si parla di regionalizzazione della scuola richiesta da tempo da alcune regioni, in primis Veneto Lombardia, che dopo l'esito del referendum autonomista vorrebbero gestire una serie di settori compreso quello dell'istruzione in maniera indipendente da una gestione centralizzata statale. Una richiesta, a cui si è aggiunta quella dell'Emilia Romagna, che farebbe esplodere il sistema dell'istruzione nazionale frammentando il'intero impianto normativo in un insieme disomogeneo di sistemi a gestione regionale. Ora però la cosa si fa molto più concreta perché, dopo mesi in cui si è mantenuto il più stretto segreto, sono trapelate le bozze della regionalizzazione dell’istruzione per queste tre regioni del nord. PSN pubblica in questo articolo le bozze descivendo anche cosa prevedano per l'istruzione e quali trasformazioni potrebbero interessare, in maniera più o meno traumatica, a breve il personale scolastico

Fa una certa impressione che cambiamenti di questa portata vengano introdotti  in assenza totale di un dibattito pubblico e quasi al buio come dei ladri che entrano in casa durante la notte per spogliare e disintegrare definitivamente il sistema nazionale dell'istruzione della sua unitarietà come conosciuta ad oggi dalla fondazione della Repubblica. Ricordiamo tuttavia che le pre-intese tra Governo e le tre Regioni interessate erano state firmate il 28 febbraio del 2018 dal Sottosegretario Bressa del PD, per il Governo Gentiloni ben prima della sottoscrizione del governo M5S-Lega comunque a dimostrare che la strada forse era già tracciata verso un rinnovato egoismo federale dei tempi della lega celodurista di bossiana memoria.

Una regionalizzazione, infatti, che potrebbe diventare presto realtà, essendo prevista anche in uno dei punti del contratto di governo Lega-M5S, precisamente al punto 20. Ma andiamo per ordine e iniziamo con il verificare cosa prevede il contratto di governo M5S-Lega al punto 20 del contratto di governo che affronta la questione della regionalizzazione dell’istruzione (e non solo) in questi termini:

Spid PSNUltimi giorni per gli insegnanti per utilizzare somme non spese della carta docenti riferite all'anno scolastico 2016/17 che dovranno avranno tempo fino al 31 dicembre 2018 il termine ultimo per utilizzare gli importi relativi all’anno scolastico 2016/2017 (articolo 6, comma 3 - sexies del DL n. 91/2018 convertito con modificazioni in L. n. 21 settembre 2018, n. 108.). Dal 1° gennaio 2019 il valore del portafoglio non potrà essere superiore a 1000 euro.  Ricordiamo che a partire dal 1° gennaio 2019 l’applicazione cartadeldocente sarà momentaneamente sospesa per l’annullamento degli importi relativi all’anno scolastico 2016/2017. Il servizio sarà nuovamente disponibile dal 4 gennaio 2019.

Segnaliamo che ai portafogli dei docenti sono stati attribuiti anche i residui relativi agli anni scolastici 2016/2017 e 2017/2018. Solo per i residui riferiti all’anno scolastico 2016/2017 gli importi disponibili possono essere utilizzati dai docenti e validati dagli esercenti entro e non oltre il 31 dicembre 2018.

Rinnovo contratto

Rinnovo dei contratti per il triennio 2019-2021:
Sono 3 miliardi e 250 milioni i fondi stanziati dal governo nella manovra per il rinnovo del contratto dei dipendenti della scuola e statali. Contrariamente a quanto hanno scritto in questi mesi gli organi di informazione, il governo ha trovato e stanziato nella manovra, approvata dal Consiglio dei Ministri, i fondi per il rinnovo dei contratti per il prossimo triennio. E' quanto si può leggere nella bozza diffusa negli ultimi giorni qui allegata. Nello specifico le cifre indicate sono così ripartite: "per il triennio 2019-2021 gli oneri posti a carico del bilancio statale per la contrattazione collettiva nazionale e per i miglioramenti economici del personale statale in regime di diritto pubblico sono determinati in 1.050 milioni di euro per il 2019, 1.075 milioni di euro per il 2020 e 1.125 milioni di euro a decorrere dal 2021".

Partirà a breve Il tavolo per il rinnovo dei contratti pubblici visto che con l'iscrizione della somma a bilancio, il Governo è pronto a convocare i sindacati per aprire la discussione. Nella fase di trattativa che precederà il rinnovo contrattuale, ai dipendenti statali verrà garantita comunque una percentuale di incremento sugli stipendi, erogato come indennità di vacanza contrattuale. In attesa della firma definitiva sarà infatti garantito un incremento stipendiale dello 0,42 per cento della retribuzione dal prossimo aprile per salire allo 0,70 per cento di luglio. Percentuali che dovrebbero, da una primissima analisi, garantire un aumento medio degli stipendi più alto rispetto a quello avutosi nel 2018, considerando che gli statali hanno percepito, come arretrati del 2016 e del 2017, degli importi forfettari che erano ben al di sotto dell'indennità di vacanza contrattuale e dell'aumento del costo della vita, nonché dello stesso aumento delle retribuzioni che si è registrato nei mesi successivi alla firma per il rinnovo dei contratti statali.

SoldiErano state tante le discussioni sui social, nei giorni scorsi, sulla possibilità che ci fosse una riduzione degli stipendi degli statali e dunque anche dei docenti per il mancato stanziamento di fondi nel DEF in via di approvazione dal Governo. Una serie di voci smentite, invece, dagli ultimi stanziamenti previsti dall'esecutivo per gli statali pari a circa 600 milioni di euro che saranno messi a bilancio nella prossima manovra e che eviteranno che dal 1° gennaio 2019 scattino le riduzioni busta paga per un numero considerevole di dipendenti pubblici che invece erano previste dal mancato finanziamento del Governo precedente dell'elemento perequativo introdotto con l'ultimo rinnovo contrattuale.  
Ricordiamo infatti che l'ultimo rinnovo del contratto degli statali, e dunque anche del personale della scuola, quello firmato dal governo Gentiloni a febbraio, a ridosso delle elezioni politiche, ha previsto per tutti i dipendenti pubblici con retribuzioni fino a 26 mila euro, l'inserimento in busta paga del cosiddetto «elemento perequativo». 
Un incremento retributivo di circa 20 euro al mese che però sarebbe scaduto a dicembre 2018
Un aumento che, per volontà del governo e stessa previsione contrattuale, sarebbe dunque scomparso nelle buste paga di gennaio.