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CoronavirusL’epidemia di Coronavirus (virus così definito per la caratteristica forma a coroncina) sta preoccupando sempre di più non soltanto la Cina ma anche la sanità mondiale.

L’allarme è partito nell’ultimo giorno del 2019 quando le autorità sanitarie cinesi hanno reso nota la presenza di un focolaio di sindrome febbrile, associata a polmonite di origine sconosciuta, tra gli abitanti di Wuhan, città di circa 11 milioni di abitanti situata nella Cina centro meridionale. Il punto di partenza è stato identificato nel mercato del pesce e di altri animai vivi selvatici al centro della città.

I sintomi quali febbre, tosse, raffreddore, mal di gola e affaticamento polmonare sono simili a quelli di una semplice influenza ed è per tale ragione che, in un periodo dell’anno come questo in cui le sindromi influenzali sono numerose, l’allarmismo è dilagato.

Inoltre a preoccupare è il numero crescente di decessi: ad oggi sono confermati 305 casi e non sappiamo se il dato rimarrà invariato nelle prossime ore.  Per questo è stato dichiarato lo stato di emergenza internazionale e ogni nazione ha emanato diversi provvedimenti più o meno restrittivi.

Per quanto concerne l’Italia, il 31 gennaio Palazzo Chigi ha decretato lo stato di emergenza sanitaria per sei mesi. Con il provvedimento il governo, esercitando dei «poteri sostitutivi» degli enti locali, garantisce interventi immediati a favore della popolazione e del territorio con mezzi e poteri straordinari: sono già stati stanziati 5 milioni di euro. È la prima volta che l’Italia decreta lo stato d’emergenza in conseguenza di un rischio sanitario legato alla diffusione di un virus.

Casi in Italia:

Con un video su Instagramateriem, il ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina, ha reso noto il decreto con le indicazioni sulle materie della seconda prova della Maturità 2020.

concorsiIl 29 gennaio al Ministero dell’istruzione si è tenuto l’incontro con i rappresentanti delle cinque sigle sindacali FLC CGIL, FSUR CISL, UIL Scuola RUA, SNALS Confsal e GILDA Unams per avviare finalmente i tavoli di confronto sui temi oggetto del Verbale di Conciliazione sottoscritto lo scorso dicembre. Il confronto e la condivisione più attesa è quello che riguarda i bandi del concorso straordinario e ordinario per evitare che si ripeta il triste scenario che già quest’anno ha visto oltre 185 mila i docenti con cattedre annuali e 40 mila i supplenti temporanei. Il Ministero ha dato la sua disponibilità ad avviare i tavoli di discussione su:

  • Rinnovo del Contratto
  • Abilitazioni a regime
  • DSGA facenti funzione 
  • Mobilità
  • Autonomia differenziata
  • Concorsi

azzolinaAncora una volta, la ministra Azzolina utilizza il web per comunicare informazioni importanti. Oggi in un video,in merito alla maturità 2020,  annuncia:

"Ragazze e ragazzi, ci siamo! Mi avete scritto in tanti e finalmente posso dirvelo: oggi ultimeremo i lavori sul Decreto e domani vi comunicheremo le materie sui canali social del Ministero dell’Istruzione. Seguiteci!".

Domani quindi, sui canali social del ministero conosceremo le materie della seconda prova della maturità 2020.

Giornali e rivisteLa legge di Bilancio 2020, recentemente approvata, all'art. 1 commi 389-392 prevede un contributo diretto alle scuole e agli studenti che si abboneranno a riviste, giornali, periodici.

Lo scopo del Governo è quello di stimolare i giovani alla lettura, al senso critico e offrire loro supporto al fine di fornire gli strumenti adatti per poter discernere e selezionare meglio le fonti autorevoli e distinguerle dalle fake news che ormai imperversano sempre più nel panorama dell’informazione nazionale e mondiale. Sicuramente i social network hanno cambiato profondamente il mondo dell’informazione ma, se da un lato ci permettono di accedere alle informazioni in tempo reale, dall’altro spesso mettono a rischio soprattutto i più giovani da notizie false che però hanno una patina di verosomiglianza.   

Nello specifico, le categorie riconosciute dalla legge che potranno usufruire di rimborsi fino al 90% sono:

Riscatto laureaCon la circolare n. 6 del 22 gennaio 2020 diffusa dall’INPS, si chiariscono i dubbi relativi al decreto legge 4/2019 che aveva introdotto la possibilità di recuperare gli anni di studi universitari, nel conteggio del periodo di tempo necessario alla pensione, pagando una cifra annua agevolata (pari a 5.260 euro). La novità chiarita dalla suddetta circolare consente al lavoratore di richiedere il riscatto della laurea agevolato anche a coloro che frequentavano un corso di studi negli anni antecedenti al 1° gennaio 1996, prima previsto solo per gli periodi successivi a tale data, pur avendo superato i 45 anni di età a condizione che opti per la liquidazione dell’assegno pensionistico con il sistema contributivo.

Il riscatto dei periodi di studio universitario svolti entro il 1995 può essere fatto con il metodo contributivo se l’interessato prima (o contestualmente) chiede che tutta la pensione sia calcolata con questo sistema. L’opzione al contributivo può essere esercitata a condizione che il lavoratore abbia meno di 18 anni di contributi entro il 31 dicembre 1995, ma almeno 15 anni di contributi di cui cinque ricadenti in un sistema contributivo.
A chi è rivolto e quali sono i titoli che è possibile riscattare

Al vaglio del Governo, nei prossimi giorni, sembra esserci l’ipotesi di mettere mano alla legge Fornero. La ministra del Lavoro e delle Politiche sociali, Nunzia Catalfo (Movimento 5 Stelle), ha affermato sui social che una delle priorità massime è dare all’Italia un sistema pensionistico più equo e flessibile. E a conclusione afferma:  “l’obiettivo è superare la legge Fornero, come lo decideremo sulla base dei dati e di uno studio concreto e reale”.

PensioniPer questo motivo i sindacati sono stati convocati al ministero del Lavoro lunedì 27 gennaio allo scopo di riprendere il confronto sulla riforma delle pensioni.

Con la legge di Bilancio sono state istituite due commissioni:

- la prima commissione dovrà valutare la gravosità dei lavori al fine di individuare le professionalità che consentono di essere collocati in pensione anticipatamente;

- la seconda dovrà occuparsi della spesa pensionistica e assistenziale.

A destare interesse e al contempo preoccupazione per i docenti sono i possibili risultati e gli interventi della prima commissione. A tal proposito ricordiamo che attualmente nell’elenco degli undici lavori gravosi troviamo, per quanto concerne il mondo scuola, solo le “maestre di asilo nido/scuola dell’infanzia”. E gli altri docenti? Forse lo stress di un docente di scuola secondaria di primo o secondo grado è inferiore a quello dei docenti di scuola dell’infanzia? Esistono docenti di serie A e docenti di serie B? Sicuramente, dal punto di vista fisico, può ritenersi più gravoso gestire ad esempio una classe di bambini di 2 anni da quella di ragazzi di 11 anni ma lo stress di cui parliamo noi e di cui i docenti rivendicano il riconoscimento nulla ha a che fare con il semplice stress fisico.

pensioneQuota 100 giunge ormai quasi alla fine del triennio di sperimentazione, prevista per il 2021. Molte le proposte pensionistiche fatte in questi giorni per superare il tetto dei 67 anni imposto dalla riforma Monti-Fornero dal lontano 2011 ormai.

In previsione della ripresa della confronto sulla riforma delle pensioni, che si formalizzerà lunedì 27 gennaio alle ore 11, quando i sindacati si incontreranno con la ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo nella sede del ministero del Lavoro, va segnalata la proposta della sottosegretaria al ministero del lavoro e delle politiche sociali,Francesca Puglisi.