Formazione, TFA e PAS

TFA SostegnoIl Miur sta lavorando per attivare un nuovo percorso di TFA Sostegno che partirà con l’inizio del 2020 e che permetterà di formare  nuovi docenti specializzati nel sostegno, vista la sempre più ampia esigenza che la scuola italiana ha di questi docenti che non sono in numero sufficiente per colmare le attuali richieste. Ricordiamo che il  MEF ha già dato autorizzazione per 42.000 posti nel triennio

Piano nazionale Formazione docenti

La formazione dei docenti è uno degli argomenti su cui più spesso nascono conflitti tra insegnanti e dirigenti scolastici circa l'obbligatorietà dell'aggiornamento del personale scolastico. La Legge 107/2015 del 13 luglio 2015 ha valorizzato la formazione dei docenti, definendola obbligatoria, permanente e strutturale (comma 124 dell’art.1 della L 107/2015). Ogni scuola a tal fine deve dotarsi di un Piano di aggiornamento e formazione che definisce le attività di formazione dei docenti e del personale della scuola in coerenza con il piano triennale dell’offerta formativa e con i risultati dei Piani di miglioramento, sulla base delle priorità nazionali indicate nel Piano Nazionale per la formazione dei docenti, che viene emanato ogni 3 anni dal MIUR. L’art.282 T.U. sancisce che l’aggiornamento è un diritto-dovere del personale ispettivo, direttivo e docente. È chiaro che al di là dei riferimenti normativi, ogni docente che ami il proprio lavoro e che intenda essere una fonte per i propri allievi, dovrebbe considerare l’aggiornamento o la formazione come un’opportunità per migliorare e potenziare le proprie competenze e professionalità.

Di seguito chiariamo le tematiche su cui più spesso si interrogano i docenti in materia di formazione del personale:

Le indicazioni sul percorso formativo

Il MIUR, con nota prot. 39533 del 04.09.2019, ha fornito indicazioni sull’articolazione del percorso formativo da realizzare nell’a.s. 2019/2020.
Significative, inoltre, appaiono le azioni che i neo-assunti devono compiere sulla piattaforma INDIRE, come l’elaborazione di un proprio bilancio di competenze e la costruzione di un portfolio di documentazione e riflessione sull’attività didattica.

Personale tenuto all’anno di formazione e di prova

anno di prova docenti

 

La struttura

indireCon Circolare prot. n. 39533 del 4 settembre 2019, il MIUR ha inviato ai Direttori degli UU.SS.RR. indicazioni in merito alle attività formative che dovranno seguire i docenti neoassunti o i docenti che abbiano ottenuto il passaggio di ruolo per l’a.s. 2019-2020, attività previste dal D.M. 850/2015.

La nota ricorda che sono tenuti ad effettuare il periodo di formazione e di prova: i docenti che si trovano al primo anno di servizio con incarico a tempo indeterminato, a qualunque titolo conferito, e che aspirino alla conferma nel ruolo; i docenti per i quali sia stata richiesta la proroga del periodo di formazione e prova o che non abbiano potuto completarlo negli anni precedenti; i docenti per i quali sia stato disposto il passaggio di ruolo. In caso di valutazione negativa del periodo di formazione e di prova, il personale docente effettua un secondo periodo di formazione e di prova, non rinnovabile.

Precari scuola docentiIn un precedente articolo abbiamo accennato all’annoso problema dei precari della scuola, ponendoci il quesito su come il Ministro Fioramonti lo affronterà: se da un lato sappiamo cosa intendeva fare l’ex Governo giallo-verde, dall’altro non è ancora chiaro cosa intenda fare il Governo giallo-rosso.

I Governi che negli anni si sono succeduti, tranne che proclami e promesse, nulla hanno fatto per debellare – è proprio il caso di dirlo – la “malattia precariato”: ad oggi, decine di migliaia sono i precari della scuola che affollano le tanto vituperate graduatorie ad esaurimento (GaE) o quelle di Istituto (GI), alle quali si aggiungono quelle dei vari concorsi ordinari o straordinari (GM) che siano. Non sarà facile per il Ministro mettere insieme più idee e più esigenze, tutte valide, ma che spesso si scontrano tra loro. Ed è qui che entra in gioco la forza politica del Ministro di turno che, scevro da condizionamenti ideologici o di appartenenza partitica, dovrà trovare la soluzione più giusta, quella che, non dimentichiamolo, dovrà consentire che la Scuola italiana vada avanti al meglio e che smetta l’abito della Cenerentola dei sistemi di istruzione occidentali e torni ad essere la protagonista indiscussa della formazione delle giovani generazioni.

La questione “precari” nasce da lontano, da quando, con la Legge n. 296 del 27 dicembre 2006 (Finanziaria del 2007), le Graduatorie ad Esaurimento vennero chiuse all’inserimento di nuovi aspiranti, abolendo – un errore a parere di chi scrive – quello che una volta era il doppio canale. È da qui che inizia il calvario dei precari e di quanti avevano scelto o continuano a scegliere, ancora oggi, il mondo della scuola. Perché il calvario? Va detto, senza peli sulla lingua, che le GaE vennero chiuse da un pensiero ideologico di quei politici che, ancora oggi, sono convinti che le loro idee siano le migliori o, peggio, che in breve tempo risolveranno il precariato o assumeranno tutti coloro che sono nelle varie graduatorie: nulla di più falso ! Ecco perché, a distanza di tredici anni, c’è bisogno di una seria e incondizionata riflessione e dell’apertura di un valido tavolo di discussione su quella sciagurata decisione, perché non la si può definire diversamente.

fioramontiLe prime dichiarazioni del neo Ministro Fioramonti iniziano a deludere i tanti aspiranti docenti. Questa mattina ospite a 24 Mattino su Radio 24, ha ribadito alcune novità anticipate in merito al famoso decreto bloccato causa la crisi di governo per all'attivazione del PAS (percorso abilitante speciale) e del concorso straordinario, chiara la volontà di rivedere il sistema di selezione.

Per i  tanti aspiranti docenti che invece aspettavano il concorso ordinario entro fine 2019, ricordiamo un concorso che ormai si aspetta da quasi 2 anni per il quale tanti hanno investito soldi e tempo per conseguire i famosi 24 cfu requisito essenziale per partecipare, per ora il tutto viene  rimandato al 2020.

Riportiamo la dichiarazione del neo Ministro che sta facendo storcere il naso a tanti che si aspettavano forse l'approvazione del decreto rimasto impantanato:

annoProvaIl Miur ha pubblicato la nota 39533 riguardante le attività formativa per i docenti neoassunti e per quelli che hanno ottenuto il passaggio di ruolo.

Anche per l’anno scolastico 2019-2020 si confermano le caratteristiche salienti del modello formativo degli anni precedenti, con alcune puntualizzazioni che possono ulteriormente qualificare l’esperienza formativa dei docenti neo-assunti e facilitare l’azione organizzativa dell’amministrazione e delle scuole.

La durata complessiva del percorso è sempre quantificata in 50 ore di impegno che include le seguenti attività:

  • attività formative in presenza (valorizzando una didattica di tipo laboratoriale),
  • osservazione in classe,
  • rielaborazione professionale, mediante “bilancio di competenze”, “portfolio professionale”, patto per lo sviluppo formativo ( secondo modelli che saranno forniti da INDIRE su supporto digitale on line.)
  • la possibilità del visiting a scuole innovative

ABILITAZIONE INSEGNAMENTO ROMANIAPubblichiamo la lettera di risposta inviata dalla Commissione Europea relativamente al caso posto dal SAESE, per il riconoscimento dell’abilitazione conseguita in Romania. Ricordiamo che il MIUR nella nota 5636 del 02/04/2019 non riconosceva le abilitazioni conseguite in Romania, ora anche  la Commissione  Europea ritiene che non è stata  violata la direttiva europea relativa al riconoscimento dei titoli, in quanto gli interessati  non hanno completato il percorso previsto per insegnare in Romania.

Ecco il testo completo della lettera:

Egregio professor Orbitello,

La ringraziamo per la Sua lettera nella quale fa riferimento a un caso che rientra nell’ambito di una serie di denunce relative alla stessa materia che sono state sottoposte all’attenzione della Commissione.