Varie

scuole La ministra Azzolina ha annunciato che, con specifico bando, il Miur ha messo a disposizione, con ulteriori fondi, ventinove milioni di euro per finanziare le smart class nelle scuole secondarie di II grado statali.

Le risorse, in parte fondi strutturali e in parte risorse del Piano Nazionale Scuola Digitale, dovranno essere utilizzate per acquistare strumenti e dispositivi digitali, accessori e periferiche hardware (come proiettori, webcam o scanner), software e licenze per piattaforme di e-learning, monitor touch screen e per creare nuovi spazi digitali nelle scuole, favorendo nuove metodologie di apprendimento.

“Continuano gli investimenti sul digitale. Dall’inizio dell’emergenza, anche per sostenere la didattica a distanza, siamo già intervenuti, compreso questo finanziamento, con oltre 180 milioni di euro. Sono tutte risorse che resteranno in eredità alla scuola. Affrontando la crisi, abbiamo accelerato la spesa sull’innovazione” scrive la ministra Azzolina dal suo profilo Facebook.

Le scuole che saranno ritenute idonee potranno avere dei contributi fino a 10.000 euro. Le proposte potranno essere presentate dalle ore 10.00 del 16 giugno 2020 alle ore 12.00 del 26 giugno 2020 come stabilito dal Bando Pon pubblicato sul sito del Ministero.

La notizia di queste ulteriori risorse giunge in un momento in cui tutti sono in attesa delle linee guida per il rientro a settembre a scuola. Indubbiamente la confusione regna sovrana ma quello che appare evidente è che il documento approvato lo scorso maggio dal CTS abbia stabilito le misure contenitive per poter rientrare in classe in piena sicurezza mentre la Commissione Bianchi stia lavorando sulle direttive di una scuola diversa che punti all’inclusione, all’innovazione didattica e alla formazione degli alunni e dei docenti.

Tiziana DragoAbbiamo posto alcune domande alla Senatrice Tiziana Drago (M5S) che in questo ultimo periodo sembra trovarsi in disaccordo con la linea assunta dal movimento sulla questione dei finanziamenti alle paritarie. Ricordiamo, infatti, che in Commissione Bilancio della Camera sono in discussione gli emendamenti di modifica al Decreto Rilancio, molti dei quali riguardano proprio la richiesta di maggiori finanziamenti agli istituti paritari, questione che sta dividendo le forze politiche e che ha visto scendere in campo anche Suor Anna Monia Alfieri la quale avendo scritto una lettera alla ministra Azzolina in cui evidenziava le sue preoccupazioni per il destino degli istituti paritari, è stata sottoposta ad attacchi politici su tutti i fronti.

La senatrice nel suo intervento, che riportiamo di seguito, ha inoltre fatto le sue considerazione sulla mancata soluzione per il rientro dei cosiddetti “docenti esiliati della 107” baluardo della campagna elettorale per le nazionali 2018 del M5S che si era impegnato a far sì che i docenti vittime del famigerato algoritmo potessero rientrare a casa. Ringraziamo la senatrice per la sua disponibilità, qui di seguito il suo intervento:

Mobilità stazione centrale PSNL’anno scolastico 2019/2020 è stato investito da numerosi cambiamenti dettati dalla diffusione del Covid-19 che si sono ripercossi inevitabilmente sul regolare svolgimento organizzativo, didattico e amministrativo della scuola , sovvertendo ogni regola e con tempi di intervento su alcune procedure  che hanno subito dei rallentamenti , infatti il  decreto-legge 8 aprile 2020  n. 22,  convertito in Legge il 6 giugno 2020 tra i vari provvedimenti prevede che i movimenti di utilizzazioni e assegnazioni provvisorie possano concludersi entro la data del 20 settembre 2020. Una scadenza questa che non è ordinatoria e che è solo una data massima entro cui disporre le operazioni che potrebbero avvenire anche entro il 31 agosto, come ne gli anni scorsi, ma che in alcune province potrebbe costringere numerosi docenti a fare una prima presa di servizio nella scuola di titolarità quasi sicuramente fuori regione, per poi ottenere successivamente la sede di assegnazione o utilizzazione.

Ad evitare tutto ciò nel caso di assegnazioni provvisorie e/o utilizzazioni successive al 1 settembre per l’eventuale protrarsi dei termini è intervenuta la senatrice Tiziana Drago (M5S) dal suo profilo Facebook, con una proposta che mira a consentire ai docenti che abbiano prodotto l’istanza di assegnazione provvisoria, nell’attesa che venga comunicata la sede, la possibilità di effettuare la presa di servizio on line oppure attraverso la registrazione nella scuola polo della provincia della regione di residenza, evitando così spostamenti superflui per i docenti che dovrebbero raggiungere la sede di titolarità per poi spostarsi nuovamente ad assegnazione avvenuta. Secondo la senatrice, questa potrebbe essere una soluzione dettata anche da un’esigenza di uno snellimento burocratico amministrativo.

GENDER GAP

Ha fatto molto discutere il caso del lice Talete riferito alla formazione di classi del prossimo anno scolastico che così aveva scritto in un avviso “La classe 1 M Liceo Matematico sarà composta da 28 alunni... tra coloro che risulteranno a parità di punteggio, in base ai posti rimanenti, si procederà al sorteggio, in modo proporzionale alla percentuale di domande di alunni maschi e femmine (Maschi 70%, Femmine 30%)".

Questo è parte di quanto annunciato nella circolare consultabile sul sito del Liceo scientifico Talete, rinomata scuola superiore del quartiere Prati di Roma. L’annuncio risale al 22 maggio scorso anno 2020 eppure ha un sapore di altri tempi, infatti volendo fare un percorso a ritroso, questa storia, ci ricorda che per secoli le donne che potevano accedere   all'istruzione erano quelle rinchiuse nei conventi per cui dedite in modo particolare a studi umanistici e artistici. Inoltre le discipline scientifiche erano considerate come un insieme di regole e tecniche da applicare in modo rigido e razionale poco consono all’aspetto emozionale dell’impegno femminile.  Ricordiamo che all’inizio del xx secolo in molti paesi europei alle ragazze era precluso l'accesso alle università ed anche ai licei. Ci sono state donne che per sfuggire agli stereotipi culturali e sociali hanno dovuto studiare di nascosto e addirittura all’insaputa delle loro famiglie si travestivano con abiti maschili, spesso di nascosto anche ai loro insegnanti, ricorrendo ad uno pseudonimo maschile, come la famosa matematica francese dell’800 Sophie Germain

La scelta infelice adottata dal Preside del Liceo per ovviare ai test d’ingresso, causa Covid-19,  di ammettere gli studenti secondo una “percentuale di genere” 17 maschi e 8 femmine, ha ovviamente fatto infuriare i genitori le cui figlie sono state vittime di questa ingiustizia , a riguardo è intervenuta anche la ministra Azzolina che ha evidenziato di come l’accaduto abbia risollevato il dibattito, purtroppo sempre attuale, sulla carenza di studentesse che accedono agli studi scientifici:

scrutiniSignori si cambia! Le modalità con cui rendere pubblici gli esiti degli scrutini delle classi intermedie e quelli di ammissione agli esami di Stato conclusivi del secondo ciclo di istruzione di questo anomalo, imprevedibile e difficile anno scolastico, definite dalla O.M. n. 11 del 16 maggio 2020, vengono riformulate e rese notevolmente più complesse dalla recentissima Nota MI n.9168 del 9 giugno 2020,  contenente “Ulteriori precisazioni e chiarimenti sull'applicazione dell'O.M. n. 11 del 16 maggio 2020 concernente la "valutazione finale degli alunni per l'anno scolastico 2019/2020 e prime disposizioni per il recupero degli apprendimenti", che fa seguito alla Nota MI n.8464 del 28 maggio 2020, in cui già si chiarivano alcuni dubbi interpretativi in merito all’applicazione di alcune disposizioni delle OO.MM. n.9, 10 e 11 pubblicate il 16 maggio 2020 sugli esami di Stato del I e II ciclo e sulla valutazione.

Questa volta il punto cruciale della questione ruota intorno alla pubblicità degli esiti degli scrutini delle classi intermedie delle scuole di ogni ordine e grado, nonché di quelli delle ammissioni agli esami di Stato del II ciclo. La precedente nota esplicativa, infatti, chiariva che “anche i voti inferiori a sei decimi sono riportati, oltre che nei documenti di valutazione finale, nei prospetti generali da pubblicare sull’albo on line dell’istituzione scolastica”. Ma questa indicazione confliggeva palesemente con le misure di legge previste per garantire la protezione dei dati personali.

azzolina plexiglassCome già evidenziato in un nostro articolo la proposta del Ministro dell’Istruzione di installare divisori di plexiglass sui banchi di scuola per favorire il distanziamento ha fatto discutere molto, dividendo il mondo scolastico e scientifico tra favorevoli e contrari.

A calmare gli animi è intervenuta la stessa Ministra Azzolina con un post su Facebook, pubblicato in occasione dell’ultimo giorno di scuola:

« In queste ore si sta chiudendo un anno scolastico del tutto straordinario, che ci ha messo alla prova e che certamente ricorderemo nel tempo. Qualcuno oggi sarà riuscito a salutarsi, forse a distanza. Altri lo faranno probabilmente nelle prossime settimane. Le ragazze e i ragazzi delle classi terze del primo grado stanno discutendo in questi giorni i loro elaborati. Il 17 iniziano invece gli Esami del secondo ciclo. A tutti loro va il mio incoraggiamento. L’Esame di maturità, in particolare, sarà anche un primo passo verso la riapertura delle scuole. In questi mesi c’è stato un grande dibattito sulla didattica digitale. La cosiddetta Dad è stata una prova molto impegnativa per tutti, ma so che in tanti hanno apprezzato il lavoro fatto. Siamo partiti da zero. Abbiamo costruito un modello che ha permesso di salvare l’anno scolastico.

alunni e plexiglassE' trascorsa una settimana dall’incontro tenutosi a Palazzo Chigi sul rientro a settembre a scuola e oltre alle misure contenitive proposte dal Comitato Tecnico Scientifico quella che ha fatto discutere e ha acceso il dibattito è l’ipotesi di compartimentare i banchi con divisori in plexiglass allo scopo di garantire maggiore sicurezza.

Le diverse opinioni si rincorrono sul web e nelle testate giornalistiche “No/Si plexiglass, dando origine ad una dicotomia coinvolgendo psicologi, esperti e anche politici.

Matteo Salvini riferendosi ai divisori in plexiglass la definisce “una follia”, Licia Ronzulli, senatrice di Forza Italia afferma:” Questo governo non smette mai di stupire. Il premier Conte e la ministra Azzolina annunciano un rientro a scuola da incubo, con i bambini rinchiusi in scatole di plexiglass come se fossero sardine: si tratta di una proposta assolutamente irricevibile. Agli studenti deve essere garantita la sicurezza sanitaria, ma questa non la si ottiene con barriere in plastica, ma investendo sull’edilizia scolastica: bisogna aumentare il numero delle aule per ridurre gli studenti in ciascuna classe, rimettere a nuovo i plessi.

Hanno espresso le loro perplessità anche i componenti della commissione Bianchi istituita dal Ministro all’Istruzione Lucia Azzolina per supportare la scuola durante l’emergenza epidemiologica e proporre soluzioni per l'avvio del prossimo anno scolastico in sicurezza. Di questa task force fa parte Giulio Ceppi, ricercatore del Politecnico di Milano che riguardo alle barriere in plexiglass ha detto:

esami di stato

Mercoledì 17 giugno inizieranno gli esami di Stato che coinvolgeranno  1 milione fra studenti e accompagnatori insieme a 70.000 docenti e dirigenti scolastici, senza contare il personale di segreteria, i collaboratori scolastici, i tecnici di laboratorio necessari allo svolgimento delle prove.

Il problema ad oggi più rilevante è la mancanza di diversi presidenti di commissione. Esempio eclatante è la Lombardia (regione più colpita da Codiv-19) dove mancano ancora 700 docenti che possano presiedere parte delle 1700 commissioni. In tutta Italia comunque, mancano ancora 1200 presidenti pari al 10% di quelli necessari. 

Ad affrontare la questione è intervenuta la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina con un’ordinanza che fornisce ai direttori degli uffici scolastici regionali lo strumento normativo per provvedere alle nomine d’ufficio, anche derogando all’ordinario requisito, per i docenti, di dieci anni di anzianità di ruolo.

Il Decreto n. 21 firmato il 3 giugno dalla ministra prevede infatti che i dirigenti degli Uffici scolastici regionali possano nominare personale non inserito nell’elenco regionale dei presidenti e che non abbia presentato istanza di partecipazione, purché si tratti di dirigenti scolastici della scuola secondaria di primo e secondo grado e di docenti delle superiori che non hanno dieci anni alle spalle di insegnamento ma sono di ruolo. Inoltre possono essere accettate anche le domande di professori universitari di prima e seconda fascia, di docenti di ruolo presso le istituzioni AFAM, di ricercatori di tipo A e B.