Formazione, TFA e PAS

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L'Ufficio Scolastico Regionale Campania, in occasione della 3 giorni della scuola "Smart Education & Technology" tenutasi a Città della Scienza a Napoli nei giorni 19,20 e 21 ottobre 2016, ha presentanto il piano di formazione triennale dei docenti 2016/2019.

Tutte le scuole dovranno, infatti, presentare un Piano Triennale di Formazione   che dovrà essere defintito in coerenza con gli obbiettivi previsti nel PTOF e nel PDM, nonchè alle criticità evidenziate dal RAV. Dovrà essere inolte coerente con le priorità del Piano Nazionale.

Nel Piano Nazionale Formazione 2016/2019, sono state, infatti, definite in modo puntuale, le priorità della formazione, suddivise per tipologia di competenze, così come riportato nella figura.

Ogni docente dovrà svolgere almeno un'unità formativa per l'A. S. 2016/2017, sulle tematiche indicate nel piano.

Il MIUR non ha dato indicazioni sul numero di ore per ogni unità formativa, lasciando autonomia organizzativa alle scuole, purchè siano coerenti con il Piano di Formazione della scuola.

Sentenza GdLUna nuova battaglia della saga per l'ingresso degli abilitati PAS e TFA e laureati SFP dopo il 2011 nelle GAE si è consumata oggi e ha visto subire da quest'ultimi una brusca battuta d'arresto con numerose sentenze del Tar appena pubblicate.
Con diverse sentenze "fotocopia", il Tar del Lazio, si è infatti espresso sulla richiesta di inserimento dei docenti abilitati PAS e TFA e laureati SFP respingendo la stessa e dando ragione al Miur.  Le sentenze danno un duro colpo alle speranze dei docenti che speravano nell'ingresso nelle GaE e che per poter aspirare all'agognato ruolo dovranno quindi tentare di vincere il prossimo concorso che si terrà almeno tra un triennio, tenendo conto che quello del 2016 al 22 ottobre ha visto la pubblicazione di 954 GM che coprono soltanto il 37,7% dei 63.712 posti messi a bando.
Nelle sentenze del TAR, di cui in anteprima PSN pubblica il testo integrale, si fa presente che la questione esaminata
 è 
del tutto analoga a quella decisa dalla stessa Sezione con precedenti sentenze come la n.10112/2016 le cui argomentazioni vanno integralmente richiamate, trattandosi nel caso specifico di docenti abilitatisi mediante frequenza di PAS (Percorsi abilitativi speciali) o TFA (Tirocinio Formativo Attivo) ovvero di docenti in possesso di laurea in Scienze della formazione primaria con titolo abilitativo conseguito successivamente alla chiusura delle graduatorie permanenti. 

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Nei giorni scorsi la ministra Giannini ha presentato il Piano per la formazione dei docenti, facendo seguito alla Nota ministeriale del 15 settembre scorso che ne anticipava i punti cardine.

Visto che l’argomento tocca l’intero corpo docente in servizio in Italia, cerchiamo di chiarire quali sono i punti essenziali e i compiti dei vari agenti coinvolti. Tutto parte dall’art. 1 comma 124 della Legge 107:

Nell'ambito degli adempimenti connessi alla funzione docente, la formazione in servizio dei docenti di ruolo e' obbligatoria, permanente e strutturale…

Le successive linee guida specificano che l’obbligatorietà della formazione in servizio viene portata avanti attraverso la definizione e il finanziamento di un Piano per la Formazione dei docenti stabilito a livello nazionale. 

Cosa deve fare ciascun docente?

Il docente avrà il compito di stendere un piano individuale di sviluppo professionale: ci sarà un sistema on-line nel quale ciascun docente potrà documentare e riorganizzare la propria “storia formativa e professionale” costruendo il proprio portfolio. Il portfolio permetterà di valutare la qualità e la quantità della formazione effettuata (monte ore, modalità, contenuti).

Piano nazionale Formazione docenti

L'USR Toscana alla luce della presentazione del Piano di Formazione per i docenti 2016-2019 ha elaborato utile guida  che riportiamo in allegato.

neoimmessiIl MIUR, con nota 28515 del 4 ottobre 2016, ha pubblicato gli orientamenti preliminari per la progettazione dell'attività formativa per i docenti neo-immessi nell'anno scolastico 2016/2017.

In buona sostanza l'impianto resta quello del DM 850/2015, cioè il modello utilizzato nel precedente anno scolastico che prevede come elementi fondanti la figura del tutor, i laboratori formativi e la riflessione e documentazione del proprio percorso professionale.

"Il percorso si concretizza in 50 ore di formazione complessiva, considerando sia le attività formative in presenza (riducendo ulteriormente l’approccio frontale e trasmissivo, a favore della didattica laboratoriale), l’osservazione in classe (da strutturare anche mediante apposita strumentazione operativa), la rielaborazione professionale, mediante gli strumenti del “bilancio di competenze”, del “portfolio professionale”, del patto per lo sviluppo formativo, che saranno ulteriormente semplificati nei loro supporti digitali".

formazione permanente portfolio professionale 2

Con la presentazione del piano della formazione dei docenti si delineano anche le modalità della certificazione dell'aggiornamento professionale, che lo ricordiamo riguarderà obbligatoriamente tutti i docenti che, da quest'anno, saranno alle prese con piattaforma on line, Bilancio delle competenze e piano di sviluppo professionale come già toccato ai neoimmessi in ruolo con l'anno di prova. Il portfolio professionale permetterà ai docenti di documentare la propria storia formativa operando diretta mente sulla piattaforma on line. La sua elaborazione aiuterà inoltre i docenti a riflettere sulla propria attività didattica e sul proprio modo di progettare e realizzare l’insegnamento, consentendo a ciascuno di individuare ed esplicitare i campi di attività e le competenze professionali attraverso cui fornire il maggior apporto all’istituzione scolastica, in relazione alla specifica realtà. Il portfolio fornisce inoltre l’ambiente digitale in cui documentare le Unità Formative acquisite, anche per valutarne l’efficacia. Diventa quindi lo strumento per riconoscere e valorizzare ogni passaggio della propria storia formativa e professionale - dentro e fuori la classe, nella comunità scolastica allargata, a diversi livelli nel sistema scolastico.

Formazione docentiPresentato oggi dalla Giannini il Piano della Formazione per i docenti che prevede la nuova formazione obbligatoria da maturare in tre anni. 

Più risorse rispetto al passato, una maggiore qualità dei percorsi formativi, nove priorità nazionali di formazione individuate dal Ministero da declinare all’interno di percorsi personalizzati per ciascun docente. Sono le principali novità del Piano nazionale per la formazione degli insegnanti presentato oggi dal Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Stefania Giannini alla presenza di  tre ospiti internazionali: Andreas Schleicher, Direttore del Directorate of Education dell’OcseJordan Naidoo, Direttore della Divisione Education 2030 Support and Coordination dell’Unesco, e Oon Seng Tan, Direttore del National Institute of Education di Singapore. Al centro della mattinata, il dibattito sull’importanza della crescita professionale dei docenti come pilastro del miglioramento dei sistemi educativi.
Il Piano lanciato oggi prevede un investimento di 325 milioni di euro per la formazione in servizio degli insegnanti, che diventa obbligatoria e permanente come previsto dalla legge Buona Scuola. A queste risorse si aggiungono gli 1,1 miliardi della Carta del docenteper un totale di 1,4 miliardi stanziati nel periodo 2016/2019 per l’aggiornamento e lo sviluppo professionale del corpo insegnante. Saranno coinvolti nel Piano di formazione tutti i docenti di ruolo, per un totale di circa 750.000, e sono previste azioni formative per tutto il personale scolastico. 
Nove le priorità tematiche: dal digitale, alle lingue, dall’alternanza scuola lavoro all’inclusione, alla prevenzione del disagio giovanile, all’autonomia didattica.

Piano nazionale Formazione docenti

Lunedì 3 ottobre alle ore 11 nella Sala della Comunicazione del Miur, in viale Trastevere 76/a, il ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca Stefania Giannini presenterà il Piano nazionale di formazione degli insegnanti.

Interverranno Andreas Schleicher, direttore del Directorate of Education dell'Ocse, Jordan Naidoo, direttore della Divisione Education 2030 Support and Coordination dell'Unesco, Oon Seng Tan, direttore dell'Institute of Education di Singapore.

Col nuovo piano quasi sicuramente saranno presentate anche la nuova formazione obbligatoria dei docenti cui sarà richiesto un impegno di 125 ore nel triennio suddiviso in attività frontali (40 ore) e in attività di ricerca e riflessione sulla professionalità (85 ore) articolate in 5 unità formative di 25 ore per un totale appunto di 125 ore da da maturare in tre anni. Nella scheda di sintesi la FLC ha chiarito, tra le altre cose, che: