Formazione, TFA e PAS

125 ore formazione piano obbligatoriaI numeri. Spesso non amiamo i numeri, a volte ci fanno paura, a volte ci rifiutiamo di essere solo un numero, perché riteniamo che altri aspetti siano più importanti di una sterile e fredda catalogazione, perché vogliamo essere valutati in base a quello che siamo o sappiamo fare.

Eppure senza numeri non sappiamo stare. Ammettiamolo. I numeri ci danno sicurezza, ci liberano dalla responsabilità di decidere, di pensare cosa sia più o meno adatto ad ogni situazione. Immaginiamo ad esempio se, per le materie che insegniamo a scuola, non fosse assegnato un numero di ore definito, ma che il docente o il collegio docenti potesse decidere quante ore fare per ogni disciplina e magari farne qualcuno in più ogni tanto, perché l’argomento è più importante o perché gli allievi lo trovano così interessante da accettare di rimanere un po’ in più a scuola per approfondirlo... (sogno utopico di qualunque docente che ama il suo lavoro).

unità formative attività piano formazione docenti

Proseguono gli approfondimenti di PSN sul Piano per la Formazione docenti pubblicato dal MIUR in data 3 ottobre e presentato dall’'Ufficio Scolastico Regionale Campania, in occasione della 3 giorni della scuola "Smart Education & Technology" tenutasi a Città della Scienza a Napoli nei giorni 19,20 e 21 ottobre 2016.

Il riferimento normativo per la formazione dei docenti è la legge 107/2015 che al comma 124 prevede che sia “obbligatoria, permanente e strutturale”. Le prime indicazioni per la progettazione delle attività formative sono state fornite nella nota MIUR N° 2915 del 15/09/2016, secondo la quale le azioni formative per gli insegnanti di ogni istituto sono inserite nel Piano Triennale dell'Offerta formativa, in coerenza con le scelte del Collegio Docenti che lo elabora sulla base degli indirizzi dati dal dirigente scolastico. L'obbligatorietà non si traduce, quindi, automaticamente in un numero di ore da svolgere ogni anno, ma nel rispetto del contenuto del piano.

logo tfaRiportiamo utile guida dell'Università di Modena e Reggio Emilia per verificare i requisiti per l'accesso al prossimo TFA.

Il D.P.R. n. 19 del 16 febbraio 2016 , ossia il Regolamento recante disposizioni per la razionalizzazione ed accorpamento delle classi di concorso a cattedre e a posti di insegnamento, individua, nella Tabella A allegata allo stesso Regolamento del quale costituisce parte integrante, le classi di concorso per la scuola secondaria di primo e secondo grado, identificate attraverso uno specifico codice alfanumerico, nonché: gli insegnamenti ad esse relativi; i titoli necessari per l'accesso ai percorsi di abilitazione di cui ai decreti del Ministro dell'istruzione, delluniversità e della ricerca 30 gennaio 1998, n. 270 del 22 ottobre 2004 e n. 22 del febbraio 2005; le corrispondenze con le classi di concorso di cui alle Tabelle A e D, allegate al decreto del Ministro della pubblica istruzione 30 gennaio 1998. In modo analogo la Tabella B riporta le stesse informazioni per le classi di concorso a posti di insegnante tecnico-pratico.

PSN InclusioneProsegue il percorso di formazione rivolto alla figura di referente/coordinatore per l’inclusione, che non solo risulta essere un punto di riferimento nell’istituzione scolastica riguardo ai temi dell’inclusione e della disabilità, ma che avrà anche il compito di trasferire le competenze professionali acquisite nell’ambito della propria comunità professionale, secondo modalità operative concordate con il dirigente scolastico.

Secondo la nota Prot. n.32839 del 3/11/2016 del MIUR, tale iniziativa formativa vede come destinatari 10.000 docenti che hanno partecipato positivamente al percorso formativo dello scorso anno scolastico. E’ consentito il subentro di un nuovo docente debitamente incaricato dal dirigente scolastico di svolgere la medesima funzione nell’istituto. Si rammenta, comunque, che l’attività formativa è in particolare rivolta ai docenti specializzati per il sostegno, con l’obiettivo di rafforzarne l’identità professionale, la continuità di presenza, l’assunzione di compiti di sistema, con specifica attenzione alle attività delle reti di scuole, dei CTI/CTS.

neoimmessiDurante la convention “Smart Education & Technology" tenutasi a Città della Scienza a Napoli nei giorni 19,20 e 21 ottobre 2016, è stato affrontato l’argomento della formazione dei neoassunti 2016. Da quello che i relatori hanno esposto, possiamo confermare che il percorso sarà sostanzialmente simile a quello affrontato dai docenti negli ultimi due anni. Totalmente sperimentale nel 2015 (tanto che non si era riusciti a realizzarlo completamente), in via di consolidamento nel 2016 (e la valanga di neoassunti è stata un ottimo test per la famigerata Piattaforma Indire), c’è da augurarsi che quest’anno il percorso segua un andamento più regolare, senza particolari scossoni o intoppi.

In attesa delle indicazioni ministeriali e dell’apertura ai neoassunti 2016 della piattaforma Indire, proponiamo, “per ingannare l’attesa”, quello che sarà il primo passo dell’itinerario di formazione, ovvero il bilancio delle competenze iniziale. Il modello che presentiamo e che troverete in allegato è l’ultima versione fornita da INDIRE alla fine di gennaio 2016 che contiene in particolare tutta una serie di domande guida che aiutano notevolmente la stesura.

La lettura può risultare interessante anche per i docenti che sono in ruolo da anni, in quanto sempre durante la convention, è stato fatto intendere che anche la formazione dei docenti prevista dal Piano Nazionale di Formazione ex legge 107 avrà come punto di partenza un Bilancio delle competenze iniziali

 

Formazione e prova neoassunti 2016 2017Sono tanti i docenti neo-assunti nell'a.s. 2016/17 che saranno alle prese con l'anno di prova e formazione e che non hanno ancora ben chiaro quali saranno le modalità e le indicazioni per la conferma in ruolo. Al riguardo viene in aiuto l'USR Campania che in un evento tenutosi recentemente a Citta della Scienza, "Smart Education & Technology", ha dato preziose indicazioni in merito

Viene confermato, come anticipato dagli orientamenti preliminari previsti dalla nota MIUR 2815 del 4/10/2016, il modello di formazione del DM 850/2015, che punta:

  • sulla formazione sul campo
  • sulla valorizzazione delle attività didattiche e metodologiche
  • sulla figura del tutor accogliente che, sulla scorta del tutor accogliente degli studenti universitari del TFA, diviene mentor. La sua individuazione spetta al Dirigente Scolastico e sarà preferibilmente della stessa disciplina, area disciplinare o tipologia di cattedra e operante nello stesso plesso del docente neo-assunto. Ad ogni tutor possono essere affidati al massimo 3 docenti
  • sulla metodologia del peer to peer tra docente tutor e docente neo-immesso.

Saranno riproposti, semplificati, il Bilancio delle Competenze, il Portfolio Professionale e il Patto per lo sviluppo formativo.

I destinatari del periodo di formazione e prova sono:

priorità competenze e abilità piano nazionale formazione continua portfolio

L'Ufficio Scolastico Regionale Campania, in occasione della 3 giorni della scuola "Smart Education & Technology" tenutasi a Città della Scienza a Napoli nei giorni 19,20 e 21 ottobre 2016, ha presentanto il piano di formazione triennale dei docenti 2016/2019.

Tutte le scuole dovranno, infatti, presentare un Piano Triennale di Formazione   che dovrà essere defintito in coerenza con gli obbiettivi previsti nel PTOF e nel PDM, nonchè alle criticità evidenziate dal RAV. Dovrà essere inolte coerente con le priorità del Piano Nazionale.

Nel Piano Nazionale Formazione 2016/2019, sono state, infatti, definite in modo puntuale, le priorità della formazione, suddivise per tipologia di competenze, così come riportato nella figura.

Ogni docente dovrà svolgere almeno un'unità formativa per l'A. S. 2016/2017, sulle tematiche indicate nel piano.

Il MIUR non ha dato indicazioni sul numero di ore per ogni unità formativa, lasciando autonomia organizzativa alle scuole, purchè siano coerenti con il Piano di Formazione della scuola.

Sentenza GdLUna nuova battaglia della saga per l'ingresso degli abilitati PAS e TFA e laureati SFP dopo il 2011 nelle GAE si è consumata oggi e ha visto subire da quest'ultimi una brusca battuta d'arresto con numerose sentenze del Tar appena pubblicate.
Con diverse sentenze "fotocopia", il Tar del Lazio, si è infatti espresso sulla richiesta di inserimento dei docenti abilitati PAS e TFA e laureati SFP respingendo la stessa e dando ragione al Miur.  Le sentenze danno un duro colpo alle speranze dei docenti che speravano nell'ingresso nelle GaE e che per poter aspirare all'agognato ruolo dovranno quindi tentare di vincere il prossimo concorso che si terrà almeno tra un triennio, tenendo conto che quello del 2016 al 22 ottobre ha visto la pubblicazione di 954 GM che coprono soltanto il 37,7% dei 63.712 posti messi a bando.
Nelle sentenze del TAR, di cui in anteprima PSN pubblica il testo integrale, si fa presente che la questione esaminata
 è 
del tutto analoga a quella decisa dalla stessa Sezione con precedenti sentenze come la n.10112/2016 le cui argomentazioni vanno integralmente richiamate, trattandosi nel caso specifico di docenti abilitatisi mediante frequenza di PAS (Percorsi abilitativi speciali) o TFA (Tirocinio Formativo Attivo) ovvero di docenti in possesso di laurea in Scienze della formazione primaria con titolo abilitativo conseguito successivamente alla chiusura delle graduatorie permanenti.