Formazione, TFA e PAS

neoimmessi2017 18Accessibile la nuova sezione dedicata ai Tutor nell'ambiente online dedicato alla formazione dei docenti neoassunti e con passaggio di ruolo.
La nuova area si compone di sole 2 sezioni: la HOME PAGE e la sezione ASSISTENZA.

Dalla home page il tutor può:
• accedere al questionario relativo all'esperienza di peer to peer per ogni docente che supervisiona;
• scaricare il documento che attesta lo svolgimento del ruolo di tutor per ognuno dei docenti supervisionati.

L’attestato è disponibile solo una volta compilato il questionario. Una sezione specifica di “Approfondimenti per il Tutor” è disponibile in modo pubblico a partire dalla sezione "Toolkit" del sito. Da tale sezione sono disponibili indicazioni e documenti che riguardano:figura del tutor e ambiente, risorse formative per il tutor, strumenti e modelli utili per lo svolgimento della sua funzione di consulenza.
Sono consultabili, inoltre, le risorse formative inerenti i temi dell'educazione alla sostenibilità, realizzati da ASviS (Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile). Secondo l’ultima fotografia del 15 marzo 2018 sono 28.944 i tutor associati nell'ambiente a partire dall’avvio della formazione online.

Sentenza GdLSi è tenuto in data 4 gennaio il confronto tra sindacati e il MIUR richiesto a seguito della sentenza dell'Adunanza Plenaria che ha escluso dalle graduatorie ad esaurimento i diplomati magistrali
All'incontro hanno partecipato tutte le organizzazioni sindacali rappresentative alla presenza del sottosegretario del Miur De Filippo che in apertura ha dichiarato che è stato richiesto un parere all'Avocatura dello Stato visto anche la disomogeneità delle situazioni soggettive dei ricorrenti. Pertanto nessuna decisione e nessun provvedimento formale potrà essere preso fino a quando non sarà espresso questo parere, garantendo perciò che nessun docente vedrà a rischio il proprio posto di lavoro e la propria posizione in GAE almeno nell'immediato. 
Ma mentre le organizzazioni sindacali ottengono dal Miur rassicurazioni sulla vicenda dei diplomati magistrali, il Governo in carica ha appena approvato nella legge di bilancio 2018,tra le misure riferite al settore istruzione, un comma con il quale si darà maggiore punteggio ai titoli abilitanti conseguiti con percorsi universitari, dando probabilmente ai diplomati magistrali una ulteriore mazzata che potrebbe relegarli in posizioni più arretrate in graduatoria di istituto riducendo ulteriormente le possibilità di supplenze per i prossimi anni.

Sentenza GdLDicembre nero per tanti precari e aspiranti docenti che per via giudiziaria cercavano di ottenere il riconoscimento dell'abilitazione del proprio titolo per poter entrare a pieno merito in seconda fascia della graduatoria di istituto e partecipare dunque all'imminente concorso riservato per abilitati di cui si attende per inizio gennaio il bando. Dopo la sentenza dell'Adunanza Plenaria del CDS, che ha escluso dalle GAE i docenti con diploma magistrale, ora un'altra mazzata si abbatte su tanti che, convinti a ricorrere da sindacati e legali, speravano di vedere riconosciuto come un percorso abilitante i titoli di AFAM e dottorato. Titoli che invece non possono essere considerati né equiparati all'abilitazione conseguita con i percorsi ordinari ad esempio di SISS e TFA o PAS, secondo quanto stabilito in distinte pronunce del TAR per il titolo AFAM e del Consiglio di Stato per il dottorato.

Una doccia fredda per i docenti che erano stati inseriti con riserva nella seconda fascia delle graduatorie di istituto e che ora dovranno invece essere ricollocati nella terza fascia delle stesse e che soprattutto vedono sfumare la possibilità di partecipare al prossimo concorso riservato agli abilitati che avrebbe consentito l'immissione in ruolo a seguito di una prova orale.
Sarà dunque un brutto fine d'anno per oltre 4 mila ricorrenti, a tanto ammontano contando i nominativi delle diverse sentenze emesse, che si sono visti respingere la loro richiesta di riconoscimento dell'abilitazione per i titoli di AFAM e dottorato.

BruschiL'ispettore del Miur, il dott. Max Bruschi, è intervenuto con un post sulla sua fan page in merito alla recente sentenza della Adunanza Plenaria che ha messo la parola fine alla controversia dei Diplomati magistrali rispetto alla loro richiesta di entrare in Graduatoria ad esaurimento.
L'ispettore in un post molto lungo ha specificato che l’esperienza data dal servizio, di per sé, non garantisce alcuna qualità circa l'e
fficacia dell'insegnamento impartito neanche avendo maturato venti anni di supplenze. Se si considera il comparto istruzione come un immenso ufficio di collocamento non è possibile poi lamentarsene per le sue lacune. Ogni accesso privo di selezione o con una selezione solo virtuale porta a immettere in ruolo anche persone inadeguate anche se sono le stesse a cui si è concesso per anni di far supplenze.

La sentenza della Plenaria del Consiglio di Stato se avesse deciso diversamente, avrebbe garantito l’accesso alle GAE ad alcune decine di migliaia di aspiranti diplomati magistrali, senza alcuna selezione se non un “esame di maturità” sostenuto almeno 15 anni fa a soggetti che hanno avuto a disposizione, ma non hanno fatto, almeno 7 cicli di laurea in SFP vecchio ordinamento che per legge garantivano l’accesso alle permanenti e due concorsi (2012 e 2015: banditi dunque regolarmente) per accedere ai ruoli.
E si chiede infine: si può continuare a consentire a platee più o meno vaste di soggetti di entrare in ruolo senza il possesso di requisiti fondamentali e a che prezzo 
Di seguito riportiamo il testo completo del post dell'ispettore Bruschi sulla sua pagina fb:

atttivitàVeniamo dunque al cuore dell’anno di prova. La progettazione e la realizzazione di due attività didattiche e la loro relativa documentazione.

Le due sezioni, Attività didattica 1 e Attività didattica 2, prevedono la documentazione e riflessione relativa a 2 attività didattiche da svolgere con gli studenti

È auspicabile che la seconda attività coincida con quella progettata in collaborazione con il tutor (attività di peer to peer prevista dal DM 850/2015) e abbia per oggetto quanto appreso in uno dei laboratori formativi frequentati dal docente!

INDIRE quindi consiglia di “..eseguire la prima attività didattica in autonomia. Emergerà, così, il modo di fare didattica del neoassunto all’inizio del suo percorso di formazione, ovvero nel primo momento di approfondimento individuale. Si suggerisce poi di svolgere la seconda attività in relazione a uno dei laboratori formativi e seguiti. In questo caso è auspicabile che la progettazione dell’attività sia svolta con il tutor. “

Ma cosa si intende per attività didattica? Sulla piattaforma mancano totalmente indicazioni più specifiche. Non c’è più nemmeno quel suggerimento “una o due lezioni” che compariva negli scorsi anni. Questo significa che il docente ha un ampio raggio d’azione e mano libera sui contenuti e sulla durata dell’attività.

laboratoriLa prima novità del percorso sulla piattaforma indire relativo all’anno di prova è l’introduzione di una sezione dedicata ai laboratori formativi.

La sezione comprende anche l’opzione Visita a scuole innovative, di cui parleremo in un successivo approfondimento

Per quanto riguarda i laboratori formativi, la nota MIUR n. 33989 del 2 agosto 2017 conferma sostanzialmente gli aspetti strutturali degli scorsi anni, salvo l’impegno, nuovo, ad avere un laboratorio sui temi dello sviluppo sostenibile.

Quindi il riferimento normativo è sempre l’art. del DM 850/2015, che all’art. 8 così recita:

“Ogni docente neo-assunto, in conseguenza del patto per lo sviluppo professionale di cui all’articolo 5, segue obbligatoriamente laboratori formativi per complessive 12 ore di attività, con la possibilità di optare tra le diverse proposte formative offerte a livello territoriale.

Le attività di cui al comma 2 si articolano, di norma, in 4 incontri in presenza della durata di 3 ore. E’ prevista l’elaborazione di documentazione e attività di ricerca, validata dal docente coordinatore del laboratorio. Tale documentazione è inserita dal docente neo-assunto nel portfolio professionale di cui all’articolo 11.

Ai fini della strutturazione dei laboratori formativi sono individuate le seguenti aree trasversali, a cui va quindi aggiunto lo sviluppo sostenibile.

2 Continuano gli approfondimenti e i suggerimenti dedicati a tutti coloro che affrontano l’anno di prova. In questa puntata parliamo del Curriculum formativo.

Il Curriculum formativo può essere compilato in qualsiasi momento sulla piattaforma. Non c’è un vero e proprio ordine tassativo, anche se può essere utile seguire la sequenza offerta da INDIRE.

scuole paritarieCon la riforma del reclutamento dei docenti di scuola secondaria cambiano anche i requisti per poter insegnare nelle scuole paritarie. Un aspetto ancora poco conosciuto dai tanti docenti precari che continuano a lavorare fino ad oggi solo con il titolo di laurea senza alcuna abilitazione. Con la riforma approvata sarà invece necessario ottenere un diploma di specializzazione per l’insegnamento secondario che viene rilasciato al termine del primo anno di FIT. Il termine specializzazione va quindi a sostituirsi a quello di abilitazione, una scelta non certo felice visto che ad oggi per specializzazione si intende quella sul sostegno, un titolo che in futuro sarà invece definito diploma in pedagogia e didattica speciale per le attività di sostegno e l’inclusione scolastica.
Questi titoli saranno conseguibili solo attraverso il superamento del primo anno del FIT ma sarà possibile accedervi anche senza aver superato il concorso per chi è già insegnante di scuola paritaria a patto di avere un regolare contratto per almeno 9 ore settimanali. 
Una corsia preferenziale che sembra essere fatta di proposito per favorire le scuole paritarie sempre a caccia di docenti da reclutare più attratti da supplenze nella scuola statale. Vediamo come sarà possibile conseguire il nuovo diploma di "specializzazione all'insegnamento".
Il decreto legislativo n. 59/2017 prevede che gli aspiranti insegnanti partecipino a un concorso per accedere poi al percorso di formazione iniziale e tirocinio ( FIT ). Questo avrà durata triennale e carattere selettivo, il suo superamento garantisce l’immissione in ruolo. Il primo anno del percorso di formazione e tirocinio si conclude con l’acquisizione del diploma di specializzazione per l’insegnamento secondario. I futuri insegnanti di sostegno otterranno invece il diploma in pedagogia e didattica speciale per le attività di sostegno e l’inclusione scolastica. Il diploma di specializzazione per l’insegnamento secondario e quello in pedagogia e didattica speciale sono tappe obbligatorie per la prosecuzione del FIT. A ciò deve aggiungersi che si tratta di attestati validi per insegnare nelle scuole secondarie paritarie. Questo vuol dire che i titoli in esame sostituiscono la vecchia abilitazione almeno per quanto riguarda gli istituti paritari.