Contratto e Retribuzione

Con un'informativa del 27 dicembre, il ministero dell'Economia chiede il graduale recupero degli aumenti attraverso "rate di importo fisso lordo di € 150,00 fino a concorrenza del debito". Insorgono i sindacati. Scrima (Cisl) si scaglia contro il Governo Letta: un atto di palese incoerenza rispetto alle tante affermazioni di voler sostenere e valorizzare il lavoro nella scuola. L'Anief ricorre alla Cedu. Intanto crolla il potere di acquisto dei redditi delle famiglie.

Il MEF, con la nota n. 152 del 19 dicembre 2013 comunica gliinterventi che saranno effettuati in applicazione delle disposizioni del DPR 122 del 4 settembre 2013, a partire dalla rata di gennaio 2014 e riguardanti il blocco degli scatti d’anzianità (art. 1, comma 1, lett. a). 

La nota in questione è piuttosto lacunosa e rinvia a precisazioni ulteriori.

Il giorno 17 dicembre, tra le organizzazioni sindacali e il Miur, e' stata siglata l'ipotesi di CCNI sulla mobilità del personale docente, educativo e Ata, relativo all’anno scolastico 2014/15. Per la Uil scuola hanno partecipato Lacchei e Proietti.
Le parti si sono limitate ad apportare piccoli aggiustamenti o chiarimenti, ove necessari.
Hanno anche recepito alcuni elementi di novità introdotti dal Decreto Legge 104/13, convertito nella Legge 128/13.

Sulla questione del pagamento delle ferie non godute, il Coordinamento del Lavoratori "3 Ottobre" - CPS Milano, che ha programmato un presidio in Via Zuretti, 34 presso la Ragione Territoriale di Milano, ha ottenuto una comunicazione ufficale via mail dal Direttore generale della RTS di Milano comunicando di aver informato il MEF del presidio di giovedì 5 dicembre e rendendosi disponibile a:

E' stato pubblicato il 25 ottobre sulla Gazzetta Ufficiale n. 251 il D.P.R. n. 122 del 4 settembre 2013 che recepisce il regolamento approvato ad agosto dal Consiglio dei Ministri in materia di blocco della contrattazione per il biennio 2013-2014 in tutto il pubblico impiego.

Corresponsione di trattamenti economici sostitutivi delle ferie non fruite dal personale docente, educativo ed ATA (c.d. “monetizzazione delle ferie non fruite”) nell’anno scolastico 2012/13. Applicazione degli articoli 5, comma 8, del decreto-legge n. 95

E ci vorrà più tempo per incassare la liquidazione: 12 mesi anzichè i 6 attuali. Tagli anche sulle risorse per i contratti integrativi. Di CCNL si parlerà solo dal 2018 in poi.
Le prime indiscrezioni confermano che anche il pubblico impiego (e quindi anche la scuola) dovrà dare il proprio contributo alla revisione della spesa prevista dalla legge di stabilità appena varata e in via di perfezionamento.

USB. Il MEF “ordina” che per il 2012-2013 si detraggano i giorni di sospensione delle lezioni dal totale delle ferie non godute! Il Miur a giugno scherzava.

Leggendo la circolare MEF-RGS n° 72696 del 4 settembre si colgono 2 elementi:

1) La fantasia non ha limiti quando si vuole piegare il diritto ai propri comodi

2) Il governo teme la valanga di ricorsi dei precari e tenta di dissuaderli dal presentarli con argomenti che faranno sbellicare dalle risate qualsiasi giudice del lavoro.

Gentili signori, vorrei sapere se avete notizie riguardo il pagamento del TFR. Gli anni scorsi il pagamento avveniva in luglio (dopo una supplenza fino a fine a.s.). Quest’anno non è ancora pervenuto. Grazie e buon lavoro

Lalla – la legge

148 del 14 settembre 2011 ha determinato in 6 mesi il lasso di tempo utile all’Amministrazione per per il pagamento del TFR (trattamento fine rapporto) ai lavoratori a tempo determinato che cessano di lavorare per il raggiungimento del termine finale del proprio contratto di lavoro.

Questo spiega perchè non sono state ancora erogate le somme per i lavoratori della scuola che hanno concluso il contratto il 30 giugno 2013.

Ti invito alla lettura di Più lunghi i tempi di attesa per ricevere il TFR ancora valido.

Riportiamo una semplice, ma efficacissima tabella elaborata dallo SNALS nella quale vengono inserite le tipologie di contratto del docente e la corrispettiva modalità di pagamento delle ferie.

Oltre alla forte riduzione di organico e il gap rispetto all'inflazione che galoppa (+3,7%), quel che preoccupa è che a riforma Fornero solo avviata la PA italiana detiene già il personale più anziano dei Paesi Ocse: quasi uno su due è over 50, mentre in Francia e in Gran Bretagna sono il 30%. Da noi solo il 10% ha meno di 35 anni: in Francia il 28%. L'età dei nostri dipendenti pubblici è alta anche rispetto altri lavoratori italiani che, per esempio nell'industria, sono più giovani di sette anni. Il ministro D'Alia: dobbiamo intervenire con politiche mirate. E si bloccano i contratti!

Un Paese strano il nostro, ci si preoccupa di bloccare i contratti vigenti, al fine di evitare il giusto adeguamento economico degli stipendi, ma si sorvola sullo spreco, evidente ed ingiustificato, delle pensioni d'oro.