Lenin Stalin Trotsky

 

1) I notevolissimi investimenti di Francia, Inghilterra e Belgio nello sviluppo industriale della Russia ne avevano motivato, assieme a quella "marcia verso l'Europa" che datava dai tempi di Pietro il Grande, l'ingresso nel primo conflitto mondiale, nonostante la sostanziale impreparazione militare e l'impossibilità, per la sua industria agli inizi del proprio sviluppo – concentrata com'era in poche zone particolari, ovvero "i complessi industriali nella regione di Mosca (tessili, metallurgici, chimici), in quella di Pietroburgo (tessili, meccanici), nel territorio degli Urali (minerari), sulle rive del Caspio (petroliferi)", occupando complessivamente due milioni di operai "su una popolazione complessiva di oltre 100 milioni di abitanti" – e la arcaicissima agricoltura – ancora caratterizzata, per lo più, da una coltivazione estensiva condotta con strumenti primitivi e abbisognante di un'enorme quantità di manodopera (l'80% della popolazione), ormai coscritta – di sostenere una guerra di logoramento che metteva a dura prova anche la ben più avanzata Germania.

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2) A questa situazione corrispondeva, sul piano politico, il persistere di un assolutismo di stampo seicentesco, ancora immerso nel tentativo di accentramento del potere e per nulla intenzionato a temperarsi in senso più o meno costituzionale, come alla fine dell'800 fu dimostrato dalla riduzione dei "poteri degli zemstvo, ossia degli organi di autogoverno locale, principale punto di riferimento per la borghesia e l'aristocrazia di tendenze liberali, dal rafforzamento del controllo sulla giustizia e sull'istruzione, dall'intensificazione dell'opera di 'russificazione' delle minoranze nazionali e dall'aggravamento delle vessazioni contro gli ebrei".

3) All'autoritarismo all'interno si accompagnava una pur velleitaria politica di potenza verso l'esterno, che nel 1904 aveva portato ad una guerra con il ben più potente e modernizzato Giappone, finalizzata al controllo di una regione nordorientale dell'agonizzante Impero cinese, la Manciuria. L'inevitabile sconfitta, e l'aumento dei prezzi che ne derivò, portò, dagli inizi del 1905, a poderose manifestazioni popolari la cui repressione militare suscitò una rivoluzione, che pur essendo inizialmente riuscita a strappare allo zar Nicola II la promessa delle libertà politiche e di un'assemblea rappresentativa sul modello europeo (la Duma), non seppe difendersi né dagli attacchi, sostenuti dallo stesso zar, dei corpi "paramilitari di estrema destra (le famigerate Centurie nere) che organizzavano spedizioni punitive contro i rivoluzionari e pogrom antiebraici", né dalla repressione attuata dall'esercito disimpegnatosi dal fronte orientale, che passò alla controffensiva reprimendo il movimento rivoluzionario, entrato in una fase di riflusso a causa della debolezza e dell'indeterminatezza della direzione politica…

 

Per la lezione completa in PDF: L'ingresso della Russia nella contemporaneità

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