Napoleone1) La reazione termidoriana inaugurò in tutta la Francia un periodo di Terrore "bianco", che colpì giacobini (ovviamente estromessi da ogni incarico politico ed amministrativo) e preti costituzionali; "si diffuse il fenomeno della gioventù dorata, associazione, a volte spontanea, altre volte organi da controrivoluzionari, di giovani benestanti, detti moscardini, che si riunivano in bande armate per dare la caccia ai giacobini. […] Contemporaneamente si attenuavano le persecuzioni nei confronti dei controrivoluzionari [molti dei quali furono scarcerati]. La Convenzione agevolò in ogni modo, con amnistie o con la restituzione dei beni, i controrivoluzionari che avessero rinunciato alla lotta contro la Repubblica e favorì il rimpatrio di molti nobili emigrati".

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2) Dopo questo periodo si tornò lentamente alla "normalità", con lo scioglimento del Comune, la fine del clima "calvinista" e il ripristino della libertà di stampa e di discussione politica. Il nuovo regime si dette, a metà del 1795, una sua Costituzione, che, pur intendendo "garantire a tutti la massima libertà compatibile con l'ordine pubblico", non faceva ovviamente alcun riferimento né alle istanze sanculotte di democrazia diretta e lotta alle diseguaglianze sociali (in ciò, si badi, in piena continuità col giacobinismo), né al diritto popolare all'insurrezione, e distingueva il potere esecutivo – affidato ad un Direttorio, un collegio più ristretto del Comitato di Salute Pubblica, composto da cinque membri, "uno dei quali doveva essere sostituito ogni anno" – da quello legislativo, esercitato da due Camere elette per mezzo di un suffragio censitario un po' più largo di quello dell'89, il Consiglio dei Cinquecento e il Consiglio degli anziani (Senato) che, composto di 250 deputati ultraquarantenni, aveva sia il compito di scegliere, tra un elenco di cinquanta persone segnalate dal primo, i membri del Direttorio, che quello di determinare, con la propria valutazione, la trasformazione in legge dei provvedimenti proposti dai Cinquecento.

3) La nuova politica moderata abolì le misure strappate dai sanculotti, riaprendo le Chiese al culto – si badi, tuttavia, che alla "scristianizzazione" si era opposto anche Robespierre – ed abolendo il maximum, la qual cosa determinò una notevolissima impennata dei prezzi e l'immiserimento delle masse popolari, i cui tumulti furono facilmente repressi. Fra i tanti, ricorderemo la Congiura degli Eguali di François-Nöel "Gracco" Babeuf (maggio 1796), che, finalizzata all'abolizione della proprietà privata della terra – concepita come condizione necessaria dell'auspicata uguaglianza "totalitaria" –, è considerabile la prima insurrezione comunista laica della storia europea; rimarchevole la differenza con i sanculotti: "mentre quelli tentarono di instaurare una specie di democrazia diretta rivoluzionaria permanente, Babeuf era convinto che il popolo, lasciato a se stesso, non fosse in grado di andare molto lontano. Il popolo, insomma, aveva bisogno di un'avanguardia illuminata, che gli indicasse i suoi veri interessi. Come quello di Rousseau e Robespierre, tuttavia, anche il modello di Babeuf finiva per lasciare ben poco spazio al dissenso: chiunque criticasse l'avanguardia rivoluzionaria, infatti, finiva per essere subito accusato di essere un nemico del popolo, mentre si dava per scontato che la dittatura fosse una tappa inevitabile sulla via della società futura, composta solo da uomini liberi ed eguali"...

 

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