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Ospite di TGtg su Tv2000 martedì 14 luglio la ministra dell’Istruzione Azzolina ha parlato di come sarà la riapertura delle scuole post Covid. 

La scuola ricomincerà il 1 settembre per tutti quegli studenti che dovranno recuperare o potenziare degli apprendimenti. Poi a partire dal 14 settembre si ritornerà tutti a scuola.

In classe sarà necessario mantenere il metro di distanza, inteso in senso statico, tra studente  e studente; mentre tra la cattedra e i banchi la distanza dovrà essere di due metri.

Di una cosa la Ministra è certa: “la scuola deve riaprire in presenza e in sicurezza”. 

Intanto si sta procedendo a migliorare la scuola a partire dagli arredi: in molte scuole stanno arrivando i banchi singoli che permetteranno di acquistare spazio.

A cambiare saranno le classi, con un'organizzazione diversa rispetto al passato: “Non vogliamo smembrare le classi, teniamo all'unità – assicura Azzolina –. È chiaro che diversa sarà la situazione nel caso in cui avremo classi troppo numerose, ma non abbiamo nessuna intenzione di smembrare le classi”.

Non ci dovranno, infatti, più essere classi da 30-35 alunni, secondo quanto spiega la ministra. Che garantisce ancora: “Ci sarà spazio per tutti. Stiamo lavorando per adeguare al meglio gli spazi già esistenti. Stiamo guardando ad edifici dismessi e ad altri locali: la scuola si può fare anche fuori dagli edifici scolastici in cinema, teatri, musei”.

 

Altro punto fondamentale è l’igiene: in scuole dove per anni non vi era nemmeno il sapone, ora dovranno essere fornite di igienizzanti e dovrà essere assicurata una pulizia costante. 

Intanto è partito il bando per 2 milioni di test sierologici per i docenti: test che ricordiamo non obbligatorio ma fortemente consigliato.

Per quanto riguarda la preoccupazione dei genitori in merito al proseguimento della didattica online la Ministra è chiara: “la didattica online non riguarderà i bambini: abbiamo pensato ad una didattica digitale complementare solo per gli studenti dai 14 ai 18 anni: questi ragazzi avranno la possibilità anche di una didattica innovativa ma la scuola sarà per tutti in presenza.

L’importante, per Azzolina, è che tutti gli studenti tornino in classe il 14 settembre in piena sicurezza. 

Infine, ecco la novità che più preoccupa: la misurazione della temperatura.

Il comitato tecnico scientifico del ministero della salute ha stabilito che la misurazione della temperatura verrà fatta a casa, prima di andare a scuola. Questo nasce da un principio di responsabilizzazione delle famiglie. In caso di febbre sopra i 37,5 gli studenti non potranno essere portati a scuola.  

A tale riguardo è evidente che quest’atto di fiducia nei confronti dei genitori preoccupa i docenti e non solo. Questa decisione ha, infatti, suscitato reazioni critiche, anche nel suo stesso partito: il Movimento 5 stelle tant’è che Elena Foresti, consigliera comunale M5s a Bologna, nonché maestra di scuola dell'infanzia, su Facebook  ha pubblicato un post di critica verso l’indicazione del comitato e della ministra: “i genitori non sono medici. Quanti genitori alla mattina riusciranno a provare la febbre a due/ tre figli prima di portarli a scuola e correre al lavoro? E se un bambino a scuola ha 38 di febbre e il giorno dopo viene riportato perché inspiegabilmente sparita?”. E’ questa la preoccupazione anche degli insegnanti perché di casi come questi purtroppo se ne vedono tutti i giorni. 

A gran voce si chiede quindi un aiuto concreto, un supporto alle scuole con personale addetto alla misurazione della temperatura di tutti coloro che accedono negli edifici scolastici:  studenti, genitori, personale scolastico e una presenza fisica di personale sanitario referente in ogni istituzione. 

Chissà se prima dell’inizio del nuovo anno scolastico si procederà con una revisione del protocollo sicurezza perché sicurezza vuol dire anche e soprattutto prevenzione. 

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