Ittiti

1) Fra il IV e il III millennio a. C., nell'età del bronzo, tra il Danubio e gli Urali si sviluppò una cultura oggi denominata "kurgan" "a partire dalle grandi sepolture a tumulo […] nelle quali venivano seppelliti i principi locali insieme alle loro mogli e concubine, agli schiavi ed a tutto il séguito". Da tale area si verificò, più o meno a partire dal XIX secolo a. C., un movimento migratorio verso quella estesa dall'India all'Europa occidentale, che dette luogo a popolazioni (celtiche, germaniche, italiche, slave, greche, baltiche, anatoliche, indo-iraniche, etc.) perciò definite "indoeuropee" dalla linguistica comparativa ottocentesca, che ne sostenne la parentela sulla base della comunanza di strutture linguistiche e culturali, testimoniata "dai numerosi vocaboli aventi l'etimo in comune e che investono diverse aree d'interesse (la religione, le istituzioni, la famiglia, l'agricoltura, ecc.), nonché dall'ideologia tripartita, ossia la suddivisione della realtà esistente all'interno di tre funzioni specifiche (sacrale, guerriera, produttiva) la quale si ritrova, consapevolmente come tale, soltanto presso i popoli di stirpe indoeuropea".

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2) Ora, sebbene le suddette popolazioni conobbero evoluzioni e diversificazioni notevoli, riconducibili alla vita nei luoghi d'arrivo e all'incontro con i loro nativi, su di essi ebbero un impatto senz'altro più accentuato di quello di Sumeri e Semiti in Mesopotamia.

 

3) Gli indoeuropei che si insediarono al centro della penisola anatolica, sulle rive del suo fiume più lungo (da essi denominato Marassantiya), "in una delle fertili vallate che fiancheggiano il freddo e talora desertico altopiano" presero il nome di Ittiti (o Hatti, o Khatti) da quello di una popolazione tuttora semisconosciuta che l'aveva abitata sin "dal primo neolitico (8000-7000 a.C.)", come dimostra l'importante insediamento di Çatalhöyük, e i rapporti con la quale potrebbero quindi non essere stati particolarmente traumatici.

 

4) Gli Ittiti costituirono diverse città-Stato (Kanish, Khattusha, Kushshara, Zalpa, etc.), governate, come da costume indoeuropeo, da re non considerati divini, affiancati da una regina (con la quale svolgevano una funzione cultuale), e il cui potere era indebolito dalle incerte regole di successione e limitato che da un tribunale ("tuliyash") e da un'assemblea ("pankush"), peraltro non formata dai soli massimi livelli dell'aristocrazia guerriera, che non a caso col tempo l'avrebbero spinta fuori dalla scena…

 

Per la lezione completa in PDF: L'impero 'indoeuropeo' degli Ittiti

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