FichteL'idealismo nasce in polemica con il concetto di "cosa in sé" elaborato da Kant: poiché possiamo parlare di qualcosa solo se ne siamo coscienti, è insensato affermare che esista qualcosa di inconoscibile ed indipendente dalla coscienza, cioè dal soggetto conoscitivo. Questo però significa che il soggetto, la coscienza è la base dell'intera realtà, perché non c'è nulla al di là di essa; e quindi che la nostra conoscenza non è limitata come credeva Kant, ma assoluta come ritiene il romanticismo, perché può toccare ogni cosa: conoscere la coscienza, cioè il principio della realtà, significa conoscere "tutto".

 

 

Iscriviti alla nostra Fan page

Il primo filosofo idealista di una certa importanza è Fichte, per il quale la dialettica del soggetto, ovvero il movimento con cui esso crea la realtà, comprende tre momenti:

1) Tesi: poiché non esiste niente di indipendente dall'Io, si può dire che esso sia unico, infinito ed assoluto, e che "ponga" sé stesso (come se si "creasse" da solo);

2) Antitesi: per conoscere sé stesso, però, deve distinguersi da qualcos'altro, che deve dunque creare: il non-Io;

3) Sintesi: avendo qualcosa davanti a sé, l'Io non è più unico, infinito ed assoluto, ma molteplice, finito, limitato. Non è più un "Io puro", ma un "Io empirico", coincidente con ciascuno di noi.

Il nostro sforzo di realizzare noi stessi, conoscere tutte le cose, creare un mondo razionale dove tutti siano "fratelli", ossia dove viga il rispetto reciproco e nessuno sia escluso e condannato ad una vita indegna – come aveva provato a fare la rivoluzione francese – non può che realizzarsi all'infinito; nell'infinito tutti gli Io empirici confluiscono nell'attività dell'Io puro, che appunto si colloca all'origine del mondo

 

Per la lezione completa in PDF: Fichte

Per qualsiasi  dubbio, suggerimento, propostaContattami 

Guarda le altre lezioni o vai all'indice: 

Allegati:
Scarica questo file (Fichte.pdf)Fichte.pdf[ ]