Buongiorno, oggi vi presento la terza ed ultima parte del mio lavoro sui lievitiSiamo nel pieno dell’attività sperimentale, i ragazzi stanno lavorando con un organismo che è presente anche nel nostro cibo, perché non coinvolgerli mostrandogli come fare il pane? Magari organizzando anche una uscita didattica in un panifico vicino la scuola. Dove possono essere presenti i lieviti? Come vederli?
Inoltre si parla tanto di nuove tecnologie, cosa c’è di meglio di un laboratorio scientifico nell’applicare l’informatica?

microscopioBuongiorno, oggi vi presento la seconda parte del mio lavoro sui lieviti, presentando le attività di laboratorio povero che possiamo proporre. Il laboratorio di scienze è uno strumento fondamentale nella didattica delle scuole medie, è attraverso il laboratorio che gli alunni posso fare ipotesi congetture, creare dei modelli sperimentali, osservare e toccare con mano. I lieviti sono facili da reperire e nello stesso tempo sono un argomento di ricerca didattica interessante.
Supponiamo di possedere un piccolo microscopio (se la scuola non li ha, sono facilmente reperibili per pochi euro anche quelli di uso amatoriale), quali attività di laboratorio possiamo sperimentare con i lieviti? Quali conoscenze e competenze possiamo attivare?
Se avete dubbi, suggerimenti, volete sperimentare questa attività a scuola da voi o proporne di nuove, scrivetemi ad Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..
Colgo l’occasione per augurarvi un Felice Anno Nuovo.

lievitiE’ ormai da oltre un anno che gestisco la rubrica settimanale di laboratorio povero di Fisica. Essa è il frutto di anni di lavoro e sperimentazioni con i miei studenti delle superiori, anni di ricerca didattica, di formazione, anni bellissimi!

Il laboratorio povero richiede poche risorse economiche, ma tanto tanto impegno mentale, perché i fenomeni non sempre sono evidenti e vanno selezionati. Cosa è importante in quel fenomeno ? Quali variabili in gioco ? Cosa succede se trascuro questo o quello ? In quali altri fenomeni riconosco questa o quella legge fisica ?

Sono queste alcune delle domande che ci si pone mentre si fa laboratorio di Scienze. Le domande sono sempre aperte ed i fenomeni di volta in volta offrono spunti e riflessioni nuove: è per questo che anche io con i miei studenti, dopo 8 anni di insegnamento, rimango sempre sorpreso dalla varietà dei fenomeni.
A questo si aggiungono domande didattiche: quale metodologia applicare ? Come organizzare le schede di lavoro? Ma anche domande organizzative: quali materiale portare ? E se un gruppo non ha il materiale come fare ?

Spiegare concetti, evidenziare relazioni e conclusioni, mostrare esperimenti non è “fare scienza” è solo trasmettere informazioni e conoscenze.

E' una modalità in cui i ragazzi sono semplici spettatori, sono bicchieri da “riempire” che non traggono nessun beneficio dalle attività proposte loro,anzi si annoiano, si demotivano...

Un modo diverso di affrontare il ciclo dell'acqua: partire dalle devastanti alluvioni sempre piu' frequenti nel nostro paese !

(I dati sono relativi all'alluvione di Genova, ma si possono aggiornare con i dati delle ultime catostrofi!)

Destinatari: alunni del primo anno scuola secondaria di II grado

Metodologia: Webquest

 

 

L'allievo ideale, per Gardner, è l'esperto disciplinare, cioè “quell’alunno che è in grado di servirsi delle nozioni di fisica o di storia..., apprese a scuola, per far luce su fenomeni nuovi. Le sue conoscenze travalicano la sfera delle esercitazioni prettamente scolastiche e puo’ essere considerato una persone che comprende realmente”.

E’ questo l’alunno che la scuola dovrebbe formare fornendogli gli strumenti per comprendere e trasformare la realta’, soprattutto in una società come la nostra, in cui ogni conoscenza diventa rapidamente obsoleta e, quindi, non basta ricorrere a dati, procedure e algoritmi noti e consolidati per risolvere situazioni problematiche sempre nuove.

"Ogni studente suona il suo strumento contribuendo  all’armonia. Una buona classe non è un reggimento che marcia al passo, è un'orchestra che prova la stessa sinfonia. (Pennac)

 

Queste le premesse e le convinzioni alla base di “Scienziati..manontroppo” il metodo di studio della materia ''Scienze'' che ho proposto nel quale ogni argomento viene prima introdotto e inquadrato per poi assegnare un lavoro di ricerca-scoperta alla classe divisa in gruppi. I gruppi si organizzeranno sul ''modo'' di lavorare, ovvero sul tipo di studio che si intende intraprendere. Al termine della scadenza di consegna assegnato, ogni gruppo dovrà presentare il proprio lavoro. Le presentazioni possono essere svolte sotto forma di lavoro multimediale (es. Powerpoint) oppure utilizzando mappe concettuali e cartelloni. Ovviamente ogni singolo elemento del gruppo dovrà conoscere gli argomenti trattati dal gruppo in collettivo.

Buongiorno, con l'articolo di oggi vi descrivo il mio percorso di laboratorio sulla fotosintesi e la respirazione cellulare affrontato durante il mio TFA A059 svolto lo scorso anno presso l'Università di Padova.

Premesso che non sono un biologo, ma un fisico, ho cercato di utilizzare l'approccio laboratoriale (anche povero se possibile) al percorso proposto.

Il percorso proposto si differenzia dalle normali attività sulla fotosintesi e la respirazione perchè ho cercato di utilizzare l'apporccio scientifico, lavorando per ipotesi, per singole variabili e cercando di realizzare un modello.

Al Tfa di Padova, in analogia allo scorso Concorso, 3 giorni prima della discussione della tesina finale veniva richiesto di presentare una lezione su un tema sorteggiato. Ecco il tema a me proposto ed il mio sviluppo.