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Dirigenti scolastici: al via la mobilità interregionale, pubblicato il libro bianco. Oltre 1.200 presidi in esilio fuori regione

Pubblichiamo in anteprima un’ analisi inedita ed esclusiva riferita al reclutamento dei dirigenti scolastici attraverso il concorso nazionale del 2017. L’indagine condotta a partire dai dati raccolti dal Gruppo Operativo del Comitato nazionale DIRIGENTI SCOLASTICI FUORI REGIONE (DSFR), ha permesso di mostrare, finalmente i veri numeri di un vero e proprio esodo dei dirigenti scolastici assunti lontano dai propri affetti e dalle regioni di provenienza. Ad oggi nonostante 7 anni trascorsi dalle prime immissioni in ruolo, fatte a seguito della pubblicazione delle graduatorie definitive nell’estate del 2019, almeno un dirigente su quattro è in servizio fuori dalla propria regione di provenienza. Numeri solo immaginati fino ad ora ma mai resi pubblici che rappresentano un quadro complesso con i DS della Campania che per il 77,2% sono stati costretti ad un esodo lontano dai propri affetti e dirigenti di tante regioni costretti a trasferirsi in un flusso quasi esclusivamente rivolto verso Nord. L’intera analisi di questo lungo lavoro è scaricabile sotto forma di libro bianco alla fine di questo articolo e dalla cui lettura è possibile comprendere le reali possibilità di rientro per ciascuna regione. Emerge un quadro di mobilità strutturale che rispecchia gli squilibri territoriali nella disponibilità di posti. Di seguito pubblichiamo una serie di analisi e dati aggiornati per l’anno scolastico 2025-26 alla data attuale proprio all’avvio della richiesta di mobilità interregionale dei dirigenti scolastici.
Mobilità interregionale che purtroppo potrà vedere la propria istanza accolta solo per pochi fotunati visti i numeri dei tanti dirigenti scolastici fuori regione.

767
Df3S fuori regione
su 3.067 attivi totali
24,97%
Tasso di esodo
1 su 4 è fuori sede
77,19%
Campania
264 DS fuori su 342
154
Lombardia ricevente
1ª destinazione nazionale

Il fenomeno in numeri

Il concorso nazionale ordinario per Dirigenti Scolastici del 2017 ha generato un fenomeno di mobilità interregionale significativo. Su 3.071 DS ancora attivi nell’a.s. 2025-26, ben 767 (il 24,97%) risultano, ad oggi, titolari in una regione diversa da quella di provenienza in cui hanno sostenuto la prova preselettiva del concorso. Quando ci si riferisce a 3.071 DS ancora attivi sui 3. 241 idonei del concorso DS 2017 ci si riferisce a quelli ancora in servizio escludendo quelli che hanno rinunciato all’incarico da DS, quelli posti in quiescienza, richiesto il ritorno al ruolo docente o decaduti dall’incarico per qualsiasi motivo (decesso o dimissioni).

Il dato è strutturalmente asimmetrico: le regioni del Mezzogiorno mostrano tassi di esodo elevatissimi, mentre quelle del Nord-Est presentano percentuali fisiologiche, sotto il 10%. Le nomine si distribuiscono in cinque annualità (2019-2023), con anzianità di servizio tra i 3 e i 7 anni al 2025-26.

Dato chiave
I tre flussi principali (Sud/Isole→Nord, Sud/Isole→Centro, Centro→Nord) coprono da soli il 70,5% dell’intero fenomeno. La mobilità è quasi esclusivamente unidirezionale verso nord: solo il 3,5% si è spostato in direzione contraria.

Distribuzione per anno di decorrenza

Le nomine in ruolo sono state distribuite in cinque annualità, dal 2019 al 2023. Il 2019 rappresenta quasi la metà del fenomeno (49,6%), poiché è la prima coorte e in molte regioni meridionali i posti disponibili erano insufficienti. Una percentuale che negli anni successivi è più bassa rispetto agli immessi in ruolo, ovviamente legata ai contingenti di immissioni più ridotti e a posti liberati (pochi per la verità) successivamente per pensionamenti nelle regioni del sud.

Anno Anzianità a.s. 2025-26 DS fuori regione % sul totale Variazione
2019 7 anni 395 49,6% — (prima coorte)
2020 6 anni 101 12,7% ▼ −73,7%
2021 5 anni 94 11,8% ▼ −6,9%
2022 4 anni 126 15,8% ▲ +34,0%
2023 3 anni 80 10,1% ▼ −36,5%
TOTALE 796 100%

Fonte: graduatorie concorso ordinario DS 2017 — titolarità portale Unica, MIM (a.s. 2025-26)

Incidenza percentuale per regione di concorso

La distribuzione geografica evidenzia un divario netto tra Nord e Sud. Campania, Molise e Basilicata superano la soglia del 60%: in questi territori almeno 2 DS su 3 sono stati assegnati fuori dalla propria regione. Le regioni del Nord-Est si fermano intorno al 3%, mentre tutte le regioni settentrionali restano sotto il 10%.

Regione di concorso DS totali In regione Fuori regione % fuori
Campania 342 78 264 77,2%
Molise 27 9 18 66,7%
Basilicata 36 13 23 63,9%
Lazio 354 220 134 37,9%
Abruzzo 81 52 29 35,8%
Sicilia 379 268 111 29,3%
Calabria 120 87 33 27,5%
Puglia 285 218 67 23,5%
Toscana 205 169 36 17,6%
Umbria 67 61 6 9,0%
Emilia-Romagna 194 178 16 8,2%
Veneto 208 191 17 8,2%
Liguria 71 66 5 7,0%
Marche 72 67 5 6,9%
Lombardia 279 263 16 5,7%
Piemonte 190 180 10 5,3%
Friuli Venezia Giulia 64 62 2 3,1%
Sardegna 97 94 3 3,1%
TOTALE NAZIONALE 3.071 2.275 796 25,9%

Legenda: critico ≥60% elevato ≥20% medio ≥15% fisiologico <15%

La mobilità meridionale: il fenomeno criticoTre regioni su cinque nel Mezzogiorno superano la soglia del 35% di esodo dirigenziale. Campania, Molise e Basilicata rappresentano il cuore del problema: oltre il 60% dei loro DS vincitori di concorso prende servizio altrove.

77,2%
Campania
66,7%
Molise
63,9%
Basilicata

Questo fenomeno testimonia uno squilibrio strutturale nell’offerta di posti liberi per dirigenti scolastici per regione: le istituzioni scolastiche delle regioni meridionali hanno saturato i loro contingenti già nella prima tornata delle immissioni in ruolo (2019), costringendo i candidati ad accettare collocazione nelle regioni confinanti o più al nord.

I flussi macro-area: una migrazione quasi unidirezionale

Analizzando i movimenti per macro-aree geografiche emerge con chiarezza la direzione prevalente: dal Sud verso il Centro-Nord. Il flusso inverso rappresenta solo il 4,9% del totale (39 DS su 796).

Flusso DS % totale Tipo
Sud/Isole → Nord 270 33,9% Migrazione lunga distanza
Sud/Isole → Centro 160 20,1% Migrazione lunga distanza
Centro → Nord 131 16,5% Migrazione lunga distanza
Centro → Centro 78 9,8% Mobilità intraregionale
Sud/Isole → Sud/Isole 72 9,0% Mobilità intraregionale
Nord → Nord 46 5,8% Mobilità intraregionale
Centro → Sud/Isole 19 2,4% Flusso inverso
Nord → Centro 13 1,6% Flusso inverso
Nord → Sud/Isole 7 0,9% Flusso inverso
TOTALE 796 100%
Il paradosso della regione Lazio: accoglie ed esportaLa regione Lazio gioca un ruolo paradossale nel sistema: è al tempo stesso la principale destinazione dei DS campani (78 su 264, il 29,8%) e la seconda regione ad “esportare” dirigenti fuori regione (134 DS fuori su 354).Un effetto domino ben noto ai dirigenti laziali che da anni attendono di poter tornare nella loro regione “occupata” dai campani bloccati da anni da posti che seppur ridotti sono stati assegnati prioritariamente ai dirigenti scolastici immessi in ruolo dalla graduatoria del concorso regionale campano indetto addirittura nel 2011 e che solo lo scorso anno è stata esaurita completamente a seguito di una coda formatasi postuma dopo la famosa sentenza del CDS del 2021. Concorso regionale che come vedremo nel seguito dell’articolo continua ad avere i suoi effetti nefasti avendo generato ben 718 tra vincitori ed idonei e di cui ancora oggi 86 sono in servizio fuori regione Campanai avendo accettatto l’immissione in ruolo su altra regione con l’opzione dell’intrregionalità.

37,9%
DS fuori regione
134
Dirigenti esportati
79
Campani accolti

Le regioni con il maggiore esodo

Campania — il caso più critico (264 DS, 77,2%)

Con 264 DS fuori su 342 totali, la Campania è di gran lunga la regione con il tasso di esodo più elevato. Le destinazioni principali sono il Lazio (78 DS, 29,5%), la Lombardia (41 DS, 15,5%) e la Toscana (30 DS, 11,3%), evidenziando una forte migrazione verso la provincia romana e quella milanese.

Lazio — il paradosso della capitale (134 DS, 37,9%)

Il Lazio presenta un tasso del 37,9% (134 DS fuori su 354): paradossalmente, la regione che ospita il maggior numero di DS campani è anche quella che “esporta” più dirigenti in assoluto dopo la Campania. I DS laziali si dirigono prevalentemente verso Toscana (29 DS, 21,6%) ed Emilia-Romagna (27 DS, 20,1%).

Sicilia (111 DS, 29,3%)

La Sicilia si orienta marcatamente verso il Nord: Lombardia (32 DS, 28,8%) e Piemonte (21 DS, 18,9%) raccolgono quasi la metà dei DS siciliani fuori sede. Il polo attrattivo principale è Milano e il suo hinterland.

Puglia e Calabria

La Puglia (67 DS, 23,5%) si distribuisce in modo equilibrato tra Emilia-Romagna (16 DS, 23,9%) e Lombardia (14 DS, 20,9%). La Calabria (33 DS, 27,5%) mostra invece alta concentrazione verso la Lombardia (15 DS, 45,5%).

Molise e Basilicata

Molise (66,7%) e Basilicata (63,9%) mostrano tassi di esodo elevatissimi in rapporto alla loro dimensione, orientandosi verso le regioni del Centro-Nord e dell’Appennino meridionale.

Le regioni riceventi: chi accoglie i DS

La concentrazione delle destinazioni è marcata: Lombardia (154 DS), Emilia-Romagna (117) e Lazio (90) insieme assorbono il 45,5% di tutti i DS fuori sede.

Regione ricevente DS accolti % su totale fuori sede Principali provenienze (top 3)
Lombardia 154 19,3% Campania (41), Sicilia (32), Lazio (23)
Emilia-Romagna 117 14,7% Lazio (27), Campania (24), Puglia (16)
Lazio 90 11,3% Campania (78), Veneto (2), Sicilia (2)
Toscana 75 9,4% Campania (30), Lazio (29), Sicilia (4)
Veneto 66 8,3% Sicilia (14), Lazio (13), Campania (11)
Marche 58 7,3% Abruzzo (20), Puglia (10), Lazio (9)
Piemonte 57 7,2% Sicilia (21), Campania (10), Lazio (9)
Calabria 37 4,6% Campania (11), Sicilia (9), Puglia (6)
Liguria 29 3,6% Campania (8), Toscana (7), Lazio (5)
TOTALE TOP 9 683 85,8%
Nord: tre regioni assorbono quasi il 46% dei DS in mobilitàLombardia, Emilia-Romagna e Lazio insieme accolgono 361 DS fuori regione su 796 totali. Il Nord-Ovest (Lombardia 154 DS) rappresenta di gran lunga la macro area che accoglie più dirigenti fuori regione, seguito dal Nord-Est (Emilia-Romagna 117 DS) e dal Centro (Lazio 90 DS).Questa concentrazione riflette un’evidente mobilità geografia dei dirigenti scolastici dovuta principalmente alla possibilità di raggiungere con treni e aerei le sedi più facilmente raggiungibili nelle regioni di loro assegnazione.

154
Lombardia
117
Emilia-Romagna
90
Lazio

Composizione DS locali vs. fuori regione nelle regioni riceventi

L’analisi della composizione interna rivela situazioni molto differenziate. Il Molise ha il 59,1% dei suoi DS proveniente da altre regioni, seguito da Basilicata (48%) e Marche (46,4%). Anche Emilia-Romagna (39,7%) e Lombardia (36,9%) presentano quote elevate.

Regione DS locali DS da fuori Totale % da fuori
Molise 9 13 22 59,1%
Basilicata 13 12 25 48,0%
Marche 67 58 125 46,4%
Emilia-Romagna 178 117 295 39,7%
Lombardia 263 154 417 36,9%
Toscana 169 75 244 30,7%
Liguria 66 29 95 30,5%
Calabria 87 37 124 29,8%
Lazio 220 90 310 29,0%
Veneto 191 66 257 25,7%
Friuli Venezia Giulia 62 20 82 24,4%
Piemonte 180 57 237 24,1%
Umbria 61 10 71 14,1%
Puglia 218 29 247 11,7%
Sardegna 94 10 104 9,6%
Abruzzo 52 5 57 8,8%
Sicilia 268 8 276 2,9%
Campania 77 2 79 2,5%

Considerazioni conclusive

I dati del concorso ordinario DS 2017 mostrano a distanza di 7 anni dalla prima tornata di immissioni in ruolo un quadro di mobilità interregionale con numeri difficilmente assorbibili in tempi brevi senza un provvedimento normativo che possa ristabilire certezze per un ritorno in tempi ragionevoli nelle proprie regioni di origine. Il fenomeno è il riflesso diretto degli squilibri territoriali nella disponiblità dei posti di dirigenti scoalstici: le regioni del Mezzogiorno hanno saturato rapidamente i propri contingenti nel 2019, costringendo la maggioranza dei vincitori a prendere servizio altrove.

A distanza di sette anni dalla prima nomina, il tasso di rientro appare ancora limitato. Molise, Basilicata e Marche si ritrovano con una quota superiore al 45% di DS “non locali”, con potenziali implicazioni sulla stabilità della leadership scolastica e sulla continuità nei rapporti con il territorio.

Il dato sul Lazio merita una riflessione particolare: la regione funge al tempo stesso da principale destinazione dei DS campani (78, pari al 29,8% del flusso campano) e da secondo “esportatore” in assoluto (134 DS) dovuto all’effetto domino seguito all’esodo dei campani prima nel Lazio e poi nelle regioni del centro nord. Un effetto domino che sarà difficile annullare in tempi brevissimi tenuto conto che dal concorso regionale DS indetto in Campania nel 2011 sono “migrati” fuori regione numerosi dirigenti scolastici assunti con l’opzione dell’interregionalità e che ad oggi sono pari ad 86 DS.

A questi numeri del concorso DS del 2017 che vede ad oggi 767 dirigenti scolastici in servizio fuori regione, si sommano i dirigenti scolastici assunti con il concorso riservato (DM 107/2023) immessi in ruolo nel 2024-25 e che potrebbero avere i requisiti per accedere in deroga alla mobilità se in possesso di certificazione 104.

Continuità territoriale: il costo nascosto della mobilitàLe regioni con quote elevate di DS fuori regione non riescono a garantire continuità amministrativa con il territorio comportando:

  • Minore radicamento nei sistemi locali e nelle comunità educative
  • Ridotta stabilità strategica nella programmazione scolastica a medio-lungo termine
  • Interruzione della continuità nei rapporti con enti locali e istituzioni territoriali
  • Difficoltà nel consolidare progettualità di rete a livello regionale

Vista l’analisi fin qui condotta e i numeri drammatici legati ai dirigenti scolastici fuori regione è assolutamente fondamentale pensare a norme specifiche e meccanismi nuovi per garantire un ritorno nelle regioni di provenienza ai dirigenti scolastici, fuori ormai da troppi anni. Una norma che consenta di stabilire un diritto di precedenza in base all’anzianità di servizio per la mobilità verso la propria regione di provienienza, ad evitare che vi sia discrezionalità nell’assegnazione della regione all’esito delle operazioni di mobilità interregionale, per ridare certezze e garantire una quota di trasferimenti indipendentemente se si sia in possesso di requisiti per una mobilità “sanitaria”, per troppi anni unica modalità, insieme alla via giudiziaria per tornare a casa.

Tre generazioni di esilio, tre procedure, un’unica domanda di rientro 

Le analisi fin qui esposte hanno esaminato separatamente le principali procedure che oggi incidono sulla mobilità interregionale della dirigenza scolastica. Osservate congiuntamente, esse restituiscono un quadro ancora più significativo: il sistema non è chiamato a gestire una singola platea di dirigenti in attesa di rientro, ma la sovrapposizione di più generazioni concorsuali che insistono, in larga misura, sulle medesime regioni.

Le tavole che seguono consentono di visualizzare la distribuzione territoriale dei dirigenti provenienti:

  • dal concorso ordinario nazionale indetto con DDG n. 1259 del 23 novembre 2017;
  • dalla procedura riservata di cui al D.M. n. 107 dell’8 giugno 2023;
  • dal concorso regionale Campania indetto con DDG 13 luglio 2011.

 Si tratta di procedure differenti per origine normativa, dimensione e collocazione temporale, ma accomunate dalla medesima conseguenza: l’allontanamento dalla regione di appartenenza e la successiva domanda di mobilità interregionale di rientro.

Lette congiuntamente, queste tre procedure restituiscono un quadro molto diverso da quello normalmente rappresentato nel dibattito pubblico. Non esiste infatti una sola platea in attesa di rientro, ma una stratificazione di domande maturate in anni differenti e destinate a convergere sulle medesime regioni di destinazione, in particolare Campania, Sicilia, Puglia, Calabria, Lazio e Abruzzo.

Le tavole che seguono ricostruiscono la distribuzione territoriale delle tre principali procedure concorsuali che oggi incidono sulla mobilità interregionale della dirigenza scolastica. Per ciascuna procedura è riportata la relazione tra area di provenienza concorsuale e titolarità effettiva nell’a.s. 2025/2026, consentendo di individuare sia l’entità del fenomeno dell’esilio amministrativo sia le direttrici territoriali lungo le quali si sviluppa la domanda di rientro.

Tavola A

Analisi delle titolarità dei Dirigenti Scolastici provenienti dal concorso ordinario nazionale indetto con DDG n. 1259 del 23 novembre 2017

Sottotitolo: Regione di concorso e regione di titolarità nell’a.s. 2025/2026.

Tavola B

Analisi delle titolarità dei Dirigenti Scolastici assunti mediante procedura riservata di cui al D.M. n. 107 dell’8 giugno 2023

Sottotitolo: Regione della prova preselettiva e regione di titolarità nell’a.s. 2025/2026.

La procedura riservata presenta livelli di mobilità forzata ancora più elevati rispetto al concorso 2017. I dati riportati si riferiscono esclusivamente ai dirigenti già assunti e censiti nelle titolarità dell’a.s. 2025/2026 e non all’intera graduatoria nazionale della procedura. 

Tavola C

Analisi delle titolarità dei Dirigenti Scolastici provenienti dal concorso regionale Campania indetto con DDG 13 luglio 2011

Sottotitolo: Regione di titolarità nell’a.s. 2025/2026 dei dirigenti ancora in servizio.

A distanza di oltre un decennio dalle prime immissioni in ruolo, la procedura Campania 2011 continua a evidenziare una quota significativa di dirigenti titolari fuori regione, rappresentando la manifestazione più longeva del fenomeno della mobilità interregionale della categoria. 

Una pressione destinata a convergere: 1.259 dirigenti scolastici prestano servizio fuori regione 

Lette separatamente, le tre procedure descrivono fenomeni differenti. Lette congiuntamente, mostrano invece come la domanda di mobilità interregionale si stia progressivamente stratificando nel tempo.

Il concorso ordinario 2017 registra 767 dirigenti fuori regione su 3.067 in servizio; la procedura riservata D.M. 107/2023 evidenzia già 406 dirigenti fuori regione su 538 dirigenti assunti e in servizio; il concorso regionale Campania 2011 presenta ancora 86 dirigenti titolari fuori regione. Complessivamente, le tre procedure restituiscono una platea di 1.259 dirigenti interessati (di cui 463 solo verso la Campania!), in misura diversa, dal fenomeno della mobilità interregionale.

Ancora più significativo è il dato territoriale: le regioni che esprimono il maggior numero di dirigenti fuori regione nel concorso 2017 coincidono in larga parte con quelle che presentano le maggiori criticità anche nelle altre procedure. Ciò significa che le future operazioni di mobilità non saranno chiamate a gestire fenomeni distinti, ma domande convergenti provenienti dalle medesime aree geografiche.

Sette anni dopo la prima tornata di immissioni in ruolo, un Dirigente Scolastico su quattro è ancora in esilio amministrativo. Il tasso di rientro è rimasto, in questo lasso di tempo, marginale: appena il 4,9% dei movimenti registrati va in direzione contraria a quella dell’esodo originario. 

Sulla base dei dati esposti, il Comitato Dirigenti Scolastici Fuori Regione formula le seguenti proposte:

  • stabilizzazione a regime, in sede di rinnovo del CCNL Area Istruzione e Ricerca 2025-2028, della mobilità interregionale al 100% dei posti vacanti e disponibili;
  • introduzione di un criterio nazionale uniforme e vincolante di priorità basato sull’anzianità di servizio fuori regione, a garanzia del “turn over del sacrificio” tra DS in esilio da più anni e neoassunti;
  • piena trasparenza, regione per regione, dei posti dichiarati indisponibili e delle relative motivazioni, con pubblicazione sistematica dei dati aggregati sugli esiti delle operazioni di mobilità;
  • priorità della mobilità sulla reggenza per i posti resi disponibili da pensionamenti tardivi, nelle regioni con domande di mobilità ancora inevase.
  • sospensione di nuove procedure concorsuali regionali nelle aree geografiche in cui il numero di dirigenti in attesa di mobilità di rientro supera strutturalmente il numero di posti disponibili, in applicazione del principio di priorità della mobilità
  • Inoltre le proposte che seguono, “assegnazione provvisoria su distacchi e comandi triennali”, “organico aggiuntivo DS mentors” finanche la possibilità di quote di riserva per DS già titolari nelle prossime procedure concorsuali regionali, meritano attenzione e vaglio, per traghettare il sistema fuori dalla tempesta perfetta e appunto passare dalla logica dell’urgenza all’urgenza di una logica! 

    proposta 1: Assegnazione provvisoria su sedi nominali 
    Le sedi nominali — quelle il cui titolare è assente in comando, distacco triennale o fuori ruolo — sono state restituite al circuito della mobilità dalla circolare ministeriale del 19 giugno 2026, dopo quasi vent’anni di congelamento improprio in reggenza. Il DSFR propone di andare oltre: consentire ai DS in esilio da almeno un anno di richiedere su queste sedi un’assegnazione provvisoria triennale, modellata sull’istituto già vigente per i docenti nel CCNI utilizzazioni e assegnazioni 2025/2028.
    Il DS mantiene la titolarità nella regione di esilio; la sede nominale smette di andare a reggenza; il posto lasciato libero dal DS assegnato resta disponibile per la mobilità interregionale in ingresso di altri colleghi. La clausola di rientro automatico scatta quando il titolare della sede nominale torna dalla posizione di stato, rendendo il meccanismo ciclicamente rigenerabile. 
    La proposta vale anche — e soprattutto — per i DS che attendono anni una sentenza favorevole su benefici L. 104 per assistenza a familiare con disabilità grave: l’assegnazione provvisoria garantisce la vicinanza al familiare mentre il bisogno sussiste, e consente al sistema di ridistribuire la sede senza ulteriori contenziosi nel momento in cui quel bisogno venga naturalmente meno. 
    Nessuna norma di legge aggiuntiva: basta un comma nell’art. 39 del CCNL Area Istruzione e Ricerca che sancisca l’obbligo di comunicazione delle sedi nominali in scadenza entro la data di apertura delle domande di mobilità, con priorità basata sull’anzianità di servizio fuori regione.

    proposta 2: Organico aggiuntivo DS mentors  art.16 CCNL 
    il sistema delle reggenze non è un incidente: è una scelta di bilancio reiterata. A fronte di oltre 700 sedi vacanti nell’a.s. 2025/2026, il MEF ha autorizzato appena 347 immissioni in ruolo. FLC CGIL, ANP e le principali sigle sindacali chiedono da anni un organico aggiuntivo strutturale; la stessa Voce della Scuola, nel febbraio 2026, ha indicato l’introduzione di un organico aggiuntivo di ruolo da impiegare annualmente sulle sedi nominali vacanti per distacchi e comandi come priorità sistemica. Il DSFR ha tradotto questa convergenza in una Proposta di Legge, elaborata con Eudaimon nel febbraio 2026, che prevede un incremento stabile del 10% dell’organico nazionale — 750 nuove posizioni, stimate in 78,75 milioni di euro annui — da distribuire per fabbisogno regionale e complessità istituzionale. Le nuove posizioni assolverebbero tre funzioni simultanee: 
    copertura stabile delle sedi in reggenza; 
    attivazione sistemica di percorsi di mentoring e affiancamento per i neoassunti, già previsti dall’art. 16 del CCNL vigente ma privi di copertura organica; 
    assegnazione temporanea dei DS in esilio da più anni presso istituzioni scolastiche della propria regione di residenza, liberando contestualmente le sedi di titolarità per la mobilità interregionale in ingresso. 
    Il modello francese dei dirigenti tirocinanti in affiancamento biennale obbligatorio, già documentato da INDIRE, conferma che questo approccio è praticabile e produce miglioramenti misurabili nella qualità della governance scolastica. La PDL è disponibile e pronta per essere depositata presso i gruppi parlamentari competenti come contributo tecnico del Comitato al dibattito legislativo.

    Nota metodologica e fonti
    Il dataset di partenza contiene le titolarità dei Dirigenti Scolastici provenienti dal concorso ordinario 2017, con decorrenze delle nomine comprese tra il 2019 e il 2023. Dal numero complessivo degli idonei e vincitori del concorso DS del 2017 (3.241) sono stati esclusi i DS cessati per quiescenza o per qualsiasi altro motivo, quelli rientrati nel ruolo docente o assunti da altro concorso (4 immessi in Trentino Alto Adige). La popolazione analizzabile risulta di 3.067 DS attivi nell’a.s. 2025/2026.
    Per ciascun Dirigente Scolastico reclutato dal concorso del 2017 è stata confrontata la regione di partecipazione al concorso per l’espletamento della prova preselettiva (considerata come regione di “provenienza” con la regione di attuale titolarità 2025/26: sono classificati “in esilio” tutti i DS per cui le due regioni differiscono. L’anzianità è calcolata come differenza tra l’anno di riferimento (2026) e l’anno di decorrenza della nomina. Le percentuali di flusso sono calcolate rispetto al totale dei DS in esilio di ciascuna area di concorso; le percentuali di incidenza sono calcolate rispetto al totale dei DS attivi con regione di concorso identificata.
    Fonte: graduatorie Concorso ordinario nazionale DS – D.D.G. n. 1259 del 23 novembre 2017 , graduatorie  concorso riservato D.M. n. 107 dell’8 giugno 2023 e graduatorie  Concorso regionale Campania per Dirigenti Scolastici – D.D.G. 13 luglio 2011;. titolarità portale Unica, MIM; Decreto Dipartimentale n. 34 del 30 giugno 2025 sulle fasce di complessi.

    Elaborazione dati a cura di www.professionistiscuola.it  per il Gruppo Operativo Comitato DIRIGENTI SCOLASTICI FUORI REGIONE – Redazione finale a cura dei DS Salvatore Longobardi – Nazario Malandrino.
    In calce al presente il libro bianco consultabile integralmente e scaricabile dal link in fondo all’articolo.
eCampus Università - Polo di Studio Casoria NA

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