Mobilità DS 2026/27: tra comunicazioni ufficiali e riscontri dal territorio emergono primi spiragli. Ma tanti dei 1.259 dirigenti resteranno ancora lontani da casa
L’attesa è ormai agli sgoccioli. Nelle prossime settimane il Ministero definirà gli esiti della mobilità interregionale dei dirigenti scolastici per l’a.s. 2026/27.
Nel frattempo Professionisti Scuola, insieme al Comitato nazionale Dirigenti Scolastici Fuori Regione (DSFR), ha elaborato una ricostruzione aggiornata del quadro nazionale incrociando le comunicazioni già diffuse da diversi Uffici Scolastici Regionali, le informazioni raccolte dai territori e numerosi riscontri ritenuti attendibili.
Il quadro che emerge, pur non ancora definitivo, appare ormai sufficientemente delineato.
Secondo questa ricostruzione, i posti destinabili alla mobilità interregionale sarebbero circa 159, con il solo Friuli Venezia Giulia ancora in attesa di definizione e con la posizione della Sardegna tuttora in evoluzione per il possibile accantonamento di alcuni posti legati al dimensionamento scolastico.
- N.D. = comunicazione USR non ancora pervenuta
- 0 ■ = USR ha dichiarato organico saturo
- La colonna Concorso Campania 2011 riporta i DS ancora in esilio dalla procedura regionale 2011 (fronte stabile, ultime sentenze 2021): dato rilevante solo per la regione Campania
| Regione | DS fuori regione Concorso 2017 | DS fuori regione Procedura riservata 2023 | DS fuori regione Concorso Campania 2011 | Disponibilità USR 2026 |
|---|---|---|---|---|
| Abruzzo | 29 | 15 | — | 1 |
| Basilicata | 23 | 6 | — | 5 |
| Calabria | 33 | 20 | — | 6 |
| Campania | 264 | 113 | 86 | 25 |
| Emilia-Romagna | 16 | 9 | — | 15 |
| Friuli Venezia Giulia | 2 | 0 | — | N.D. |
| Lazio | 134 | 32 | — | 19 |
| Liguria | 5 | 8 | — | 12 |
| Lombardia | 16 | 4 | — | 0 ■ |
| Marche | 5 | 9 | — | 0 ■ |
| Molise | 17 | 4 | — | 1 |
| Piemonte | 10 | 0 | — | 0 ■ |
| Puglia | 43 | 60 | — | 26 |
| Sardegna | 3 | 2 | — | 20* |
| Sicilia | 111 | 97 | — | 29 |
| Toscana | 36 | 20 | — | 0 ■ |
| Umbria | 6 | 7 | — | 0 ■ |
| Veneto | 14 | 0 | — | 0 ■ |
| TOTALE | 767 | 406 | 86 | 159 (parz.) |
Totale complessivo DS in esilio dalle tre procedure: 767 + 406 + 86 = 1.259.
* Sardegna: possibili posti accantonati per assorbire dimensionamento — dato in progress.
Un dato ancora insufficiente, ma decisamente migliore rispetto allo scorso anno
Se questi numeri saranno confermati, il quadro risulterebbe comunque migliore rispetto al 2025.
Lo scorso anno, infatti, l’immissione in ruolo dei dirigenti provenienti dalla procedura riservata determinò una vera saturazione degli organici soprattutto nelle regioni del Centro-Nord.
Gli effetti furono immediati.
Da una parte si ridussero drasticamente le possibilità di mobilità interregionale. Dall’altra si compressero anche le immissioni in ruolo del concorso ordinario 2017.
Alla fine si riuscì ad assegnare appena una trentina di sedi e gli ulteriori posti disponibili furono recuperati quasi esclusivamente grazie alle rinunce, ovvero ai dirigenti già vincitori di entrambe le procedure concorsuali che liberarono la sede dell’ordinario optando per quella della riservata, nonché ad alcuni pensionamenti intervenuti nelle ultime settimane. Una situazione che molti definirono, non senza ironia, un autentico “raschiamento del fondo del barile”.
Quest’anno, pur restando molto lontani dal soddisfare le richieste di rientro, gli spazi sembrano essere più ampi.
La geografia del problema si è capovolta
Esiste però un dato che merita una riflessione.
Per oltre quindici anni il Mezzogiorno ha conosciuto una situazione ormai nota: lunghe code di idonei ancora presenti nelle graduatorie regionali, assunzioni rallentate e mobilità fortemente compressa.
È quanto accaduto in Campania dal concorso del 2011, dove l’esistenza della graduatoria regionale ha continuato per anni a condizionare sia le immissioni in ruolo del concorso ordinario 2017 sia le successive procedure di mobilità.
Oggi, paradossalmente, quel fenomeno sembra essersi trasferito al Centro-Nord.
Le regioni che negli anni scorsi assorbivano centinaia di dirigenti provenienti dal Sud presentano ora, in molti casi, organici completamente saturi.
Lombardia, Piemonte, Veneto, Toscana, Umbria e Marche, secondo il quadro fin qui ricostruito, non presenterebbero disponibilità in ingresso, mentre molte amministrazioni confidano che la mobilità in uscita possa liberare sedi sufficienti ad avviare successivamente le assunzioni secondo il meccanismo del 60% mobilità – 40% concorso.
La Bestia del Nord continua ad avere fame
C’è una metafora che, più di ogni altra, racconta questa vicenda.
Dal 2015, e soprattutto dal 2019 in poi, centinaia di dirigenti scolastici del Mezzogiorno hanno lasciato la propria terra per assumere servizio nelle regioni del Nord. Lo stesso è accaduto ancora con le assunzioni del novembre 2024.
Per molti di loro il trasferimento avrebbe dovuto rappresentare un sacrificio temporaneo. Per molti è diventato invece una condizione stabile.
Come nella leggenda del Minotauro, la Bestia del Nord continua a chiedere il proprio tributo di dirigenti.
Molti sono partiti senza sapere quando sarebbero tornati. In diversi casi il rientro è stato possibile soltanto grazie ai benefici previsti dalla legge 104, ad altre forme di tutela e, il più delle volte, dopo lunghi contenziosi giudiziari che hanno riconosciuto diritti già previsti dall’ordinamento.
Servirebbe un filo di Arianna per muoversi in questo labirinto dove anche gli immessi del 2024 cominciano a riconoscere il fetore della Bestia del Nord che non si lascia scappare nessuno, un fetore simile a quello raccontato da chi era presente la mattina del 6 maggio 2024 alla fiera di Roma, il giorno in cui anche i capitani del riservato cominciarono a capire che in tanti avrebbero approfittato della loro battaglia.
Servirebbe un filo di Arianna.
E Professionisti Scuola, insieme al gruppo operativo dei Dirigenti Scolastici Fuori Regione, ha provato ad offrirne un gomitolo nella forma del Libro Bianco che abbiamo pubblicato, per tutti coloro che possono averne bisogno per orientarsi e scegliere una rotta verso casa.
Anche questa tabella delle disponibilità può fare da sestante. Non indica ancora il porto di arrivo, ma aiuta a comprendere in quale direzione sta cambiando il vento e dove, finalmente, potrebbero aprirsi i primi varchi per il ritorno.
La nuova consapevolezza che ci restituiscono questi dati non alleggerisce né lo sconforto né la rabbia, in alcuni casi, per i tanti dirigenti in esilio, da anni e per anni ancora. Ma forse rende meno incerto il cammino di chi continua ostinatamente a cercare la strada di casa.
Qualche spiraglio, ma la strada è ancora lunga
I numeri di quest’anno mostrano finalmente qualche segnale di apertura nel Mezzogiorno.
Campania, Sicilia, Puglia, Lazio, Calabria e Basilicata presentano disponibilità certamente superiori rispetto allo scorso anno.
Si tratta però di numeri ancora lontanissimi dal poter assorbire la vera “fiumana” dei dirigenti in esilio.
Basta guardare la Campania: a fronte di oltre quattrocento dirigenti ancora fuori regione tra le diverse procedure concorsuali, gli spazi disponibili sarebbero appena venticinque. Il rapporto resta impietoso.
Adesso iniziano le vere partite
La mobilità rappresenta soltanto il primo tempo.
Subito dopo si aprirà la partita delle nuove immissioni in ruolo dal concorso ordinario.
Molti osservatori guardano proprio a questo secondo passaggio, sperando che i movimenti in uscita dalle regioni del Nord possano liberare ulteriori sedi da destinare alle nuove assunzioni.
Sarà allora che inizieranno davvero “le danze” del 60/40.
E probabilmente assisteremo a nuovi scenari, destinati a incidere tanto sui dirigenti ancora fuori regione quanto sugli idonei ancora in attesa della nomina.
La Bestia continua ad avere fame. Ma, forse, per la prima volta qualcuno ha iniziato a ritrovare il filo di Arianna.
Ne vedremo delle belle. Restate collegati.

