Collegi docenti e scrutini a distanza: concluso il confronto MIM-sindacati. Via libera con voto online certificato e lavoro agile
Si è concluso il confronto tra Ministero e sindacati previsto dall’art. 44, comma 6 del CCNL 2019/21: le riunioni degli organi collegiali con carattere deliberativo — collegi docenti, consigli di classe, scrutini — potranno svolgersi a distanza, a condizione che le scuole adottino sistemi di voto online certificati. L’accordo colma un vuoto normativo durato oltre due anni e riconosce le attività funzionali svolte online come compatibili con il lavoro agile.
CCNL 2019/21
comma 6 — confronto concluso
Criteri obbligatori
voto personale, trasparenza, integrità, privacy
Scuole statali
chiamate ad adeguare i regolamenti
Orientamento 31472
attività online = lavoro agile
Cosa prevedeva già il contratto
Il CCNL 2019/21 aveva già aperto alla modalità a distanza per due categorie di attività funzionali all’insegnamento:
- Le riunioni di programmazione didattica collegiale dei docenti della scuola primaria (art. 43)
- Le attività di cui all’art. 44, comma 3, lettere a) e b) che non rivestono carattere deliberante (informative, organizzative, di confronto)
Per le attività con carattere deliberativo, invece, il contratto subordinava l’estensione del remoto alla definizione di appositi criteri da parte del MIM, previo confronto con le organizzazioni sindacali. Quel confronto, atteso da oltre due anni, si è finalmente concluso.
La mancanza dei criteri ministeriali ha generato una situazione disomogenea: alcune scuole hanno continuato a svolgere collegi docenti su piattaforme generiche (Zoom, Meet), altre sono tornate integralmente in presenza. L’assenza di regole chiare esponeva le delibere al rischio di impugnazione e creava disparità tra istituti.
Cosa è stato concordato: i quattro criteri
Nella sintesi di verbale sottoscritta da Amministrazione e parti sindacali, le riunioni deliberative a distanza dovranno rispettare quattro principi inderogabili:
| Criterio | Cosa significa in pratica |
|---|---|
| Carattere personale del voto | Ogni voto deve essere univocamente riconducibile al singolo docente; il sistema deve garantire l’identificazione certa dei partecipanti e l’univocità del voto espresso |
| Trasparenza | La procedura di voto deve essere verificabile: i partecipanti devono poter controllare la regolarità delle operazioni e l’esito della votazione |
| Sicurezza e integrità | Le piattaforme devono impedire manipolazioni, garantire l’integrità dei dati e, in caso di scrutinio segreto, assicurare la separazione tra identità del votante e voto espresso |
| Protezione dei dati | Conformità al GDPR: i dati personali dei docenti e gli esiti delle votazioni devono essere trattati e conservati nel rispetto della normativa privacy |
L’accordo segna un punto fermo: niente più collegi deliberativi su piattaforme generiche non certificate. Per le decisioni importanti — approvazione del PTOF, adozione dei libri di testo, scrutini — i sistemi di voto online dovranno rispondere a standard precisi definiti dall’allegato tecnico che il MIM invierà alle scuole.
La novità sul lavoro agile dei docenti
Amministrazione e parti sindacali hanno concordato un punto di grande rilevanza: alla luce dell’orientamento applicativo ARAN n. 31472, le attività funzionali dei docenti svolte online sono da considerarsi compatibili con la forma del lavoro agile.
Il riconoscimento formale ha conseguenze concrete:
- Le ore di riunione svolte da remoto possono rientrare nella disciplina del lavoro agile prevista dal contratto
- Si apre la strada a una regolamentazione organica del lavoro a distanza per i docenti, finora limitato alle sole funzioni amministrative
- Le scuole potranno fare riferimento a questo orientamento per disciplinare nei propri regolamenti la modalità di partecipazione da remoto
L’allegato tecnico: cosa arriverà alle scuole
L’Amministrazione, dopo la sottoscrizione della sintesi, invierà alle istituzioni scolastiche il documento corredato da un allegato tecnico-organizzativo che riassume le caratteristiche tecniche delle piattaforme per garantire il carattere personale del voto.
Le scuole che vorranno attivare le riunioni a distanza dovranno:
- Modificare il proprio Regolamento per introdurre la modalità a distanza per le attività deliberative
- Adottare soluzioni tecniche conformi all’allegato ministeriale
- Garantire, in caso di voto, sistemi che assicurino personalità, segretezza e verificabilità
Su richiesta dell’ANIEF, il Ministero ha accolto la possibilità di utilizzare strumenti già in dotazione alle scuole, purché integrati con procedure organizzative aggiuntive che rispettino i requisiti di sicurezza. Un modo per evitare di costringere tutti gli istituti a nuovi acquisti onerosi.
Le posizioni dei sindacati
| Sindacato | Posizione |
|---|---|
| CISL Scuola | Ha chiesto e ottenuto il riconoscimento delle attività online come lavoro agile (orientamento ARAN 31472). Chiede di valorizzare l’autonomia delle scuole e che il MIM si limiti a indicare criteri di trasparenza e regolarità, senza imporre soluzioni costose |
| ANIEF | Favorevole: “Le modalità telematiche devono essere considerate uno strumento organizzativo moderno ed efficace, non un’eccezione” (Marcello Pacifico). Ha ottenuto la possibilità di usare strumenti già in possesso delle scuole. Chiede una piattaforma nazionale gratuita |
| SNALS-Confsal | “La partecipazione democratica e la validità delle deliberazioni devono essere assicurate anche in modalità telematica. Chiediamo che il Ministero fornisca piattaforme certificate senza gravare sui bilanci scolastici” (Elvira Serafini) |
| Gilda | “Siamo per il collegio a distanza, che fa risparmiare tempo e costi ai docenti. Ma il voto deve restare anonimo e le procedure trasparenti. Il MIM deve fornire piattaforme certificate” (Vito Carlo Castellana) |
Il nodo irrisolto: chi paga le piattaforme?
Il punto più critico resta il costo delle piattaforme certificate. L’allegato tecnico richiederà sistemi conformi a standard precisi, e questi hanno un prezzo.
- Pacchetto base (es. VotaFacile): circa 100 €/anno per scuola (500 votanti, 10 votazioni) → 760.000 €/anno a livello nazionale
- Pacchetto avanzato: circa 400 €/anno per scuola (2.000 votanti, votazioni illimitate) → oltre 3 milioni €/anno
Tutti i sindacati hanno chiesto che il MIM fornisca una piattaforma nazionale o stanzi fondi dedicati. Al momento, la richiesta non ha ricevuto una risposta operativa dal Ministero: i costi resterebbero a carico delle singole scuole.
Cosa cambia concretamente per le scuole
| Aspetto | Prima dell’accordo | Dopo l’accordo |
|---|---|---|
| Riunioni informative/non deliberanti | Da remoto (già previsto dal CCNL) | Invariato |
| Programmazione primaria | Da remoto (già previsto dal CCNL) | Invariato |
| Collegi docenti deliberativi | Solo in presenza (mancavano i criteri) | Possibili da remoto con piattaforme certificate |
| Consigli di classe/scrutini | Solo in presenza | Possibili da remoto con piattaforme certificate |
| Qualifica giuridica attività online | Non definita | Compatibile con il lavoro agile |
La partita culturale dietro la norma
Dietro l’aspetto tecnico si gioca una partita più ampia. La scuola, tradizionalmente ancorata alla fisicità dell’aula e della riunione in presenza, compie un passo concreto verso la digitalizzazione del suo funzionamento interno.
Per i docenti, la possibilità di partecipare ai collegi da casa significa risparmiare ore di viaggio e costi di trasferimento, soprattutto nelle province con istituti dispersi sul territorio. Ma la questione resta aperta: la partecipazione a distanza è realmente inclusiva come quella in presenza? I momenti di confronto informale — quelli che spesso fanno la differenza nelle decisioni collegiali — come verranno gestiti?
L’accordo lascia ampia autonomia alle scuole, ma fissa un principio chiaro: il digitale non deve essere un alibi per snaturare la democrazia interna, bensì uno strumento per renderla più agibile. Sarà compito dei dirigenti e dei consigli d’istituto tradurre queste regole in prassi quotidiane, bilanciando efficienza e partecipazione.
- Il MIM invierà alle scuole la sintesi del verbale e l’allegato tecnico-organizzativo
- Le scuole potranno modificare i propri Regolamenti per prevedere la modalità a distanza
- Le piattaforme dovranno essere conformi ai criteri tecnici — resta da definire se il costo sarà a carico delle scuole o del Ministero

