Carta del Docente: il MIM smentisce le notizie sulle spese legali
Cosa e’ successo
Il 15 maggio 2026 il quotidiano Il Manifesto ha pubblicato un articolo sulle spese legali legate al contenzioso sulla Carta del Docente, riportando una cifra di 1,5 miliardi di euro. Il Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) smentisce questa notizia e fornisce i dati ufficiali.
Da dove nasce il contenzioso
Il problema ha radici nella normativa del 2015, che limitava la Carta del Docente ai soli insegnanti a tempo indeterminato, escludendo i precari. Questo ha generato migliaia di ricorsi da parte dei docenti con contratto a tempo determinato, ritenendo la norma discriminatoria.
L’attuale governo ha corretto progressivamente la situazione, stanziando 281 milioni di euro aggiuntivi per estendere il beneficio anche ai precari. Nell’anno scolastico 2025-2026 i beneficiari totali superano il milione di docenti, con 253.000 insegnanti in piu’ rispetto alle previsioni originali.
I numeri reali
- Sentenze eseguite dal 2022 ad oggi: 112.258
- Rimborsi erogati: 184,3 milioni di euro
- Spese legali ministeriali totali: 150 milioni (circa 50 milioni/anno)
La cifra di 1,5 miliardi riportata dalla stampa e’ quindi smentita dai dati ufficiali: le spese legali reali sono dieci volte inferiori.
Cosa cambia per i docenti precari
Se sei un docente a tempo determinato, la Carta del Docente e’ gia’ accessibile anche per te grazie alle modifiche normative degli ultimi anni. Non e’ necessario intraprendere alcuna azione legale: il beneficio e’ riconosciuto direttamente.

