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Non tardano ad arrivare i primi comunicati e contestazioni  contro il lancio del patto formativo “La buona scuola” .

Secondo la FLC CGIL il testo contiene  tanti argomenti affrontati a dir poco in maniera discutibile (banca delle ore dei docenti, rapporto tra scuole e mondo del lavoro, reclutamento ispettivo e la possibilità per i dirigenti di chiamare i docenti che riterranno più adatti per l’attuazione del Pof di istituto).

 

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Nel Piano Renzi, tuttavia, manca qualsiasi cenno alle assunzioni del personale ATA anzi si prevede la riduzione degli assistenti amministrativi a seguito della digitalizzazione. Inoltre è inaccettabile anche l’assenza di qualunque riferimento al rinnovo del contratto di lavoro, nonostante si parli di profili professionali, carriere, orari e retribuzioni. La FLC CGIL precisa che trattamento economico, valutazione, mobilità, fondi per il miglioramento dell’offerta formativa (da ripristinare integralmente, come da impegni governativi, non semplicemente da stabilizzare) sono materie contrattuali e in sede contrattuale vanno affrontate. Infine nel documento il sindacato non viene mai menzionato come interlocutore privilegiato nelle questioni del lavoro ed  è una colpevole dimenticanza.

Mentre secondo Di Meglio della Gilda  i motivi per cui Renzi parte con il piede sbagliato con il suo ´passodopopasso´ sono tre:

 "Prima di tutto bocciamo il meccanismo degli scatti assegnati in base al merito e rivendichiamo il diritto alle progressioni di carriera legate all´anzianità di servizio.

Inoltre contestiamo la possibilità che si vuole dare ai presidi di scegliere gli insegnanti più adatti alle loro scuole, perchè ciò significherebbe aumentare i poteri già fin troppo ampi esercitati dai dirigenti scolastici.

E poi è assurdo chiedere agli studenti quali materie vogliono studiare: i programmi devono essere redatti a livello nazionale e non in base alle preferenze degli alunni ma ai curricula che servono per rendere competitivi gli studenti italiani".