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riapertura settembre

Come è noto il ministero dell'Istruzione ha convocato per domani un tavolo allargato per la riapertura delle scuole a settembre e per definire l'avvio dell'anno scolastico 2020-2021.
"Ho chiesto la partecipazione di tutti - ha aggiunto Azzolina - perché la scuola è un tema-Paese e va affrontato con la partecipazione di tutti gli attori coinvolti. Non poteva essere altrimenti. Ognuno farà la sua parte in questa sfida che ci vede impegnati con un obiettivo comune: tornare fra i banchi di scuola a settembre, in sicurezza".

Già nei giorni scorsi, alla luce del documento tecnico diffuso dal Comitato tecnico scientifico della protezione civile per la rimodulazione delle misure contenitive per la scuola, insegnanti, l’associazione nazionale presidi hanno manifestato le loro proteste inviando al governo le contro- deduzioni.

Innanzitutto gli studenti dalla scuola primaria fino all’ultimo anno delle superiori dovranno indossare la mascherina e potranno toglierla solo durante l’interrogazione, per mangiare e per fare attività fisica. Dovranno entrare con orari scaglionati per non creare assembramenti fuori dalla scuola o nel cortile e dovranno restare distanti, anche tra i banchi, almeno un metro l’uno dall’altro. La scuola dovrà disporre percorsi ad hoc all’interno dell’edificio e, dove possibile, sfruttare tutte le entrate possibili per evitare l’assembramento. Se nei locali della mensa non ci fosse spazio a sufficienza, i ragazzi dovranno mangiare in classe, al loro posto. 

È chiaro che a preoccupare in modo particolare è la questione del distanziamento: «Quel documento è generico e si limita a parlare di distanziamento. Senza modifiche strutturali – spiega il presidente dell’Anp Antonello Giannelli – non potremo fare nulla».

 

È evidente che il distanziamento fisico tra i banchi di almeno un metro al momento non è attuabile, se non in pochi casi. Nel caso poi della scuola dell’infanzia la situazione si complica perché tale distanza dovrebbe essere ancora maggiore anche se non ne viene fissato il valore.  «Per farlo dovremmo ridurre il numero di alunni per classe – spiega  Antonello Giannelli - distribuire gli alunni in due turni, mattutino e pomeridiano ma, in tal caso, sarebbe necessario raddoppiare l’organico del personale. Oppure potremmo distribuire gli alunni in un numero doppio di aule, mantenendo l’orario mattutino ma, in questo caso, sarebbe necessario duplicare gli spazi dopo averli reperiti. In ogni caso andrebbe raddoppiato l’organico: sia il numero dei docenti sia quello dei collaboratori scolastici necessari per la vigilanza sulle aree comuni, dove è più probabile l’assembramento. Inoltre sono pressoché inapplicabili le disposizioni sul distanziamento nei momenti ricreativi e va considerata la forte interferenza con la didattica nel caso del pasto consumato in aula». 

Giannelli ha a cuore anche il problema dei collaboratori scolastici: «il dirigente dovrebbe garantire l’igiene ambientale. Per applicare seriamente tale misura occorre rivedere le tabelle che determinano l’organico del personale Ata con particolare riferimento, ancora una volta, ai collaboratori scolastici». 

Per dare una prima risposta alle preoccupazioni di presidi e Comuni il Ministero dell’Istruzione ha messo a disposizione delle scuole statali 331 milioni di euro per cominciare ad organizzare la ripresa di settembre. Si tratta di somme stanziate dal decreto Rilancio che prevede anche l’erogazione di 135 milioni di euro per le scuole paritarie. Fondi che tutte le scuole possono cominciare subito a spendere. Le risorse potranno essere utilizzate anche per riprogettare gli spazi didattici interni ed esterni, per acquistare nuovi arredi scolastici o materiali necessari per creare percorsi di entrata e uscita e di fruizione degli spazi in sicurezza, per effettuare interventi di manutenzione e pulizia straordinaria. Soldi che potrebbero comunque non bastare visti i numerosi adeguamenti che vanno portati avanti. Per questo Giannelli, pur soddisfatto delle somme, ha commentato: «Non sono pochi ma dipende da ciò che bisognerà fare. Il punto è che al momento non ci sono indicazioni sufficienti a capirlo».

Per le scuole pertanto la riapertura è ancora tutta da definire.