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Ripresa a settembre CovidA settembre riporteremo studenti e studentesse tra i banchi. Lo faremo anche seguendo le indicazioni del documento del Comitato tecnico-scientifico del Ministero della Salute che individua regole di buon senso e chiare”, così la ministra Azzolina riferisce dal suo profilo Facebook, facendo anche sapere che a breve il ministero provvederà a rendere pubblico il piano definitivo per gli aspetti didattici.

Le risorse messe a disposizione delle istituzioni scolastiche per il 2020 dal Ministero prevedono l’acquisto di mascherine, guanti, gel e disinfettanti, materiale igienico-sanitario, ma anche termoscanner, pannelli in plexiglass, kit pronto soccorso, macchinari per pulizie e banchi modulari componibili, il tutto al fine di garantire il distanziamento fra gli studenti in piena sicurezza.

Le misure proposte nel documento  del  Comitato Tecnico Scientifico, scaricabile da questo articolo, raccolgono le raccomandazioni dell’OMS, dell’UNESCO e le esperienze maturate in altri Paesi europei, viene però ribadito che l’esigenza sociale di riaprire le scuole per garantire il diritto allo studio, non esula da tutti i comportamenti da adottare all’interno del contesto scolastico così come quelli previsti per evitare la diffusione dell’epidemia, dove la responsabilità individuale e collettiva devono continuare ad essere determinanti in quanto permane il rischio anche se  moderato che la riaperture delle scuole possa generare nuovi contagi.


Secondo Agostino Miozzo, coordinatore del Comitato tecnico-scientifico: “Quello fatto per la scuola è stato un lavoro impegnativo, che ha l’obiettivo di conciliare il contenimento del rischio di contagio con il recupero della normale attività per studenti e lavoratori del mondo dell’Istruzione. Sarà importante, nelle prossime settimane, mantenere cautela e responsabilità nei comportamenti da parte di tutti per poter garantire il rientro nelle classi a settembre”.
Risulta evidente che nelle misure organizzative, di prevenzione e di protezione bisogna tener conto delle diverse realtà scolastiche distribuite nel nostro Paese e ogni intervento contestualizzarlo all’interno delle proprie esigenze per cui è determinante  che ciascuna realtà scolastica proceda ad una mappatura degli spazi destinati a tutte le attività didattiche in rapporto al numero di alunni e di personale al fine di assicurare quanto più possibile la didattica in presenza seppur con possibili rimodulazioni/riduzioni orarie.

Le singole istituzioni scolastiche dovranno inoltre  valutare tutte le possibili situazioni di assembramento con un’analisi di dettaglio dei punti comuni (es. gestione dei percorsi di entrata, uscita, spostamenti interni alla scuola, orari, ricreazione, refezione, attività motorie, etc.) al fine di definire misure organizzative di prevenzione e protezione ponendo particolare attenzione anche alle situazioni a rischio di affollamento e aggregazione non strutturata (fuori dal contesto dell’aula).

Qui di seguito alcune delle indicazioni più significative presenti nel documento del CTS:

il Dirigente scolastico assicurerà, prima della riapertura della scuola, una pulizia approfondita, ad opera dei collaboratori scolastici, dei locali della scuola destinati alla didattica e non, ivi compresi androne, corridoi, bagni, uffici di segreteria e ogni altro ambiente di utilizzo. Se la scuola è occupata da almeno 7-10 giorni, per riaprire l'area sarà necessaria solo la normale pulizia ordinaria, poiché il virus che causa COVID-19 non si è dimostrato in grado di sopravvivere su superfici più a lungo di questo tempo neppure in condizioni sperimentali.

Indicazioni per gli studenti con disabilità: Come stabilito dal DPCM 17 maggio, non sono soggetti all'obbligo di utilizzo della mascherina gli studenti con forme di disabilità non compatibili con l'uso continuativo della mascherina. Per l’assistenza di studenti con disabilità certificata, non essendo sempre possibile garantire il distanziamento fisico dallo studente, potrà essere previsto per il personale l’utilizzo di ulteriori dispositivi. Nello specifico in questi casi il lavoratore potrà usare unitamente alla mascherina chirurgica, fatto salvo i casi sopra menzionati, guanti in nitrile e dispositivi di protezione per occhi, viso e mucose. Nell’applicazione delle misure di prevenzione e protezione si dovrà necessariamente tener conto delle diverse disabilità presenti.

Indicazioni per la scuola dell’infanzia Nella scuola dell’infanzia il distanziamento fisico presenta maggiori criticità per cui bisognerà adottare particolari accorgimenti sia organizzativi che nel comportamento del personale. Occorre in tal caso assicurare indicazioni e risorse addizionali circa la pulizia assidua delle superfici, il lavaggio frequente delle mani, criteri di riduzione del numero degli alunni contemporaneamente presenti in classe.

Gli alunni della scuola dell’infanzia non dovranno indossare la mascherina, come peraltro già previsto per i minori di 6 anni di età. Pertanto, non essendo sempre possibile garantire il distanziamento fisico dall’alunno, potrà essere previsto per il personale l’utilizzo di ulteriori dispositivi (es. guanti in nitrile e dispositivi di protezione per occhi, viso e mucose) oltre la consueta mascherina chirurgica.