Stampa
Categoria: Varie
Visite: 2816

Tiziana DragoAbbiamo posto alcune domande alla Senatrice Tiziana Drago (M5S) che in questo ultimo periodo sembra trovarsi in disaccordo con la linea assunta dal movimento sulla questione dei finanziamenti alle paritarie. Ricordiamo, infatti, che in Commissione Bilancio della Camera sono in discussione gli emendamenti di modifica al Decreto Rilancio, molti dei quali riguardano proprio la richiesta di maggiori finanziamenti agli istituti paritari, questione che sta dividendo le forze politiche e che ha visto scendere in campo anche Suor Anna Monia Alfieri la quale avendo scritto una lettera alla ministra Azzolina in cui evidenziava le sue preoccupazioni per il destino degli istituti paritari, è stata sottoposta ad attacchi politici su tutti i fronti.

La senatrice nel suo intervento, che riportiamo di seguito, ha inoltre fatto le sue considerazione sulla mancata soluzione per il rientro dei cosiddetti “docenti esiliati della 107” baluardo della campagna elettorale per le nazionali 2018 del M5S che si era impegnato a far sì che i docenti vittime del famigerato algoritmo potessero rientrare a casa. Ringraziamo la senatrice per la sua disponibilità, qui di seguito il suo intervento:

In un’intervista di qualche tempo fa, lei si è definita “una voce che grida nel deserto”, è ancora così?

Negli ultimi due mesi la situazione è cambiata. Ho ripreso l'attività che svolgevo come Presidente del Forum delle associazioni familiari, da un punto di vista organizzativo. Sto facendo rete con tanti attori del mondo della scuola. Ho avanzato proposte alla Ministra, documentate, grazie al valido contributo di docenti e dirigenti scolastici del catanese. Sul piano politico trovo più convergenze nella trasversalità dei contatti. Non demordo.

Senatrice, perché pensa che in qualche modo il M5S abbia dimenticato quanto detto in campagna elettorale riferendosi al programma scuola?

Mi riferisco, in particolare, all'impegno che avevamo assunto nei confronti dei docenti fuorisede da anni. Ciò svilisce la continuità didattica ed impoverisce, in tutti i sensi, la categoria insegnante. Mettere ordine nel caos, non certo generato da questo Governo, aiuterebbe a prospettare una Scuola più armonica, organizzata, in termini di offerta formativa, strutturale. In tutti gli ambiti lavorativi si dovrebbero armonizzare i tempi lavoro-famiglia, ma come potrebbe fare una famiglia fisicamente divisa ? La dimensione psico-pedagogica sembra ormai divenuta un optional. Chi lavora a più di 1000 km dalla residenza del proprio nucleo familiare, non può non trasmettere tale disagio ai prossimi più prossimi. Chi sarebbero? Figli, coniuge, genitori spesso anziani ed ammalati, alunni, colleghi. Sfido chiunque in situazioni del genere per anni. E l'aspetto economico? Non lo consideriamo?

Lei afferma "Noi del M5s parliamo sempre di rispetto della diversità..." cosa pensa degli attacchi politici nei confronti di Suor Anna Monia Alfieri?

Gli attacchi a Suor Anna mi fanno comprendere ancor di più quanto viviamo di stereotipi, di certezze legate all'appartenenza ad un gruppo, al di fuori del quale non ci si riesce a prospettare, col rischio di perdere ogni riferimento stabile. Come degli eterni Peter Pan, che credono fermamente nella "isola che non c'è", eternamente adolescenti, quindi estremamente legati alla sicurezza della squadra all'interno della quale possono vivere o sopravvivere, nella misura in cui utilizzino lo stesso codice linguistico, la stessa modalità comunicativa e ignorino gli stessi interlocutori. Questo vale anche per molti, non certo per tutti, i gruppi politici. Suor Monia rappresenta proprio l'antitesi. É una suora, donna, intelligente, svezzata, pensiero pensante e caparbia.
Questa visione che la Chiesa, qualunque essa sia, non possa esprimersi su questioni socio-politiche non la condivido. Per certi versi dovrebbe essere un po' più cauta, per altri, rinnegheremmo tutta o gran parte della Dottrina Sociale della Chiesa. Tornando, quindi, agli attacchi a Suor Monia, ritengo siano eloquenti di per sé. Utilizzo spesso la metafora dell'educazione alla non violenza: non puoi invitare tuo figlio a non essere aggressivo e violento col fratellino, dandogli uno scappellotto... Siamo molto bravi a disconfermare quanto dichiariamo. La diversità può diventare ricchezza o pericolo, da come noi riusciamo ad approcciarci ad essa. Alla fine molti abbiamo paura di ciò che non conosciamo, pertanto qual è il miglior modo per difendersi, se non attaccare?"