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dimissioni fioramontiLe dimissioni di Fioramonti hanno suscitato molte polemiche in questi giorni. L’ex ministro non si è risparmiato sui social con post al veleno per spiegare  le sue motivazioni e contestare le critiche ricevute anche all’interno del suo stesso partito.

Anche oggi infatti, con un nuovo post, l’ex ministro scrive: «Mi stupisce che tante voci della leadership del M5s mi stiano attaccando. Credo che sia la prima volta nella storia del nostro Paese che un ministro venga criticato perché ha fatto ciò che aveva annunciato. Non da giorni, ma da mesi. Io sono così: se una cosa la dico poi la faccio e per questo ho lottato senza sosta, anche da ministro, per porre la questione nel governo» dice Fioramonti ricordando le prime interviste in cui annunciò che si sarebbe dimesso se non avesse trovato almeno un miliardo per la ricerca.

«Forse - continua - non dovrebbe neanche stupire che mi giungano critiche da partiti i cui leader avevano promesso di abbandonare la politica in caso di sconfitta elettorale, ma sono ancora saldamente al loro posto. Quello che mi stupisce, però - accusa poi l'ex ministro - è che tante voci della leadership del M5S mi stiano attaccando in questo momento. E per che cosa? Per aver fatto solo ciò che ho sempre detto. Mi sarei in realtà aspettato il contrario: avrebbero dovuti essere loro a chiedermi di onorare la parola data favorendo le dimissioni, invece di chiedermi di fare quello che i politici italiani hanno sempre fatto: finta di niente».

In molti lo hanno accusato anche di non aver restituito circa 70 mila euro dai suoi stipendi : “In tanti, nel Movimento, abbiamo contestato un sistema farraginoso e poco trasparente di rendicontazione. Dopo aver restituito puntualmente per un anno, come altri colleghi, ho continuato a versare nel conto del Bilancio dello Stato e le mie ultime restituzioni saranno donate sul conto del Tecnopolo Mediterraneo per lo Sviluppo Sostenibile, un centro di ricerca pubblico che – da Viceministro prima e da Ministro poi – ho promosso a Taranto, una città deturpata da un modello di sviluppo sbagliato"

Il premier Giuseppe Conte e il leader politico del M5S Luigi Di Maio avrebbero intenzione di trovare in brevissimo tempo il sostituto di Lorenzo Fioramonti. Il presidente del Consiglio infatti, non ha intenzione di assumere la carica ad Interim.

Come suo probabile successore, subito è spuntato il nome di Nicola Morra, presidente della Commissione bicamerale antimafia, laureato in filosofia alla “Sapienza” di Roma, si è specializzato in bioetica all’Università di Bari. Per lunghi anni ha insegnato nelle scuole superiori in Calabria ed è quindi molto vicino al mondo della scuola.

Mentre nelle ultime ore stanno salendo le quotazioni dell’attuale sottosegretaria all’Istruzione Lucia Azzolina, molto attiva dal punto di vista comunicativo, che avrebbe dalla sua la conoscenza dei dossier aperti al ministero e, forse, il fatto di essere più gradita nell’universo pentastellato. Contro la sua candidatura invece, la poca dimestichezza che potrebbe avere nel gestire un ruolo così importante.

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