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bussetti675 524x275Infuria ancora la polemica per le parole pronunciate ieri dal ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti che, in visita presso alcune scuole di Caivano e Afragola in Campania per incontrare gli studenti, a una domanda di un cronista dell'emittente di Caivano (Napoli) "Nano Tv" su come le scuole del sud possano recuperare il gap con quelle del nord ha risposto che "ci vuole l'impegno del Sud, vi dovete impegnare forte. Più fondi? No, più impegno: lavoro, sacrificio, impegno, lavoro e sacrificio. Vi dovete impegnare forte, è questo che ci vuole”.
Tante le repliche durissime alle parole inaccettabili del ministro da tutte le parti politiche di opposizione e maggioranza
 chiedendo le scuse di Bussetti al Sud e agli insegnanti e in molti casi anche le dimissioni.  

Ma a diventare virale in queste ore è stata una lettera aperta scritta dalla parlamentare del M5S Virginia Villani, già dirigente scolastico e componente della Commissione Istruzione della Camera che così si è rivolta al Ministro:

"SCUOLE DEL SUD - LETTERA APERTA AL MINISTRO BUSSETTI

Caro ministro, 

Un anno fa una mia cara amica dirigente scolastica, per motivi di famiglia, è dovuta trasferirsi al Nord dove il resto della sua famiglia già viveva da tempo. Lì c'erano già altre colleghe del Sud che l'aspettavano e la rassicuravano che avrebbe lavorato meglio. Claudia però, non voleva andarsene, ha resistito tenacemente fin quando ha potuto, amava troppo quella scuola di periferia, i suoi ragazzi, i suoi docenti. Ci metteva l'anima nel suo lavoro, con impegno e sacrificio aveva trasformato quella scuola radicalmente, nonostante l'ambiente, nonostante il degrado, la sfiducia, la mancanza endemica di risorse e di strutture. Nel giro di pochi anni era riuscita a fare di una scuola abbandonata di periferia, un polo d'eccellenza. E ora non voleva lasciarla! Temeva che i ragazzi, tanto faticosamente sottratti alla strada, divenissero ancora preda della malavita e del degrado. 
Nei nostri Comuni spesso le istituzioni non rispondono ai bisogni dei ragazzi e, anche quando non sono governate dal malaffare e dal clientelismo, della scuola se ne importano poco! Claudia alla fine si è arresa, è partita per amore dei figli. Ora è Dirigente scolastica di una bella scuola del Nord, non si sente sola perché il personale scolastico è prevalentemente del Sud, dagli assistenti amministrativi ai docenti. Qui lavora senza grossi affanni ogni giorno, dirige una scuola normale come ce ne sono tante al Nord, come dovrebbero essere tutte le scuole italiane! Claudia ogni tanto mi scrive
"Cara, mi dice, che bella scuola ho ereditato! C'è la mensa, lo scuolabus, la palestra, il laboratorio musicale e perfino la piscina. Al Comune sono disponibili a soddisfare le richieste degli alunni e dei dirigenti, le famiglie sono più presenti. Se noi al Sud avessimo le risorse e le strutture del Nord, col nostro impegno quotidiano, con la nostra umanità e la nostra passione le cose andrebbero sicuramente meglio per tutta la scuola italiana e forse il nostro ministro ricorderebbe i grossi sacrifici che fanno le scuole del Sud per sopravvivere". 
Ma per fortuna di "Claudia" al Sud ce ne sono molte...e per rispetto al loro impegno, al loro sacrificio, caro ministro ieri avrebbe fatto bene a tacere.
Un ministro dell'istruzione non può permettersi di bacchettare le comunità scolastiche del Sud operando una anacronistica e illegittima divisione fra le scuole italiane, basata solo su dati non esaustivi. Le nostre scuole sono poli di eccellenza in decine di altri report e studi che lei finge di ignorare guardando il dito che cerca di coprire la luna.
I problemi al Sud, caro Ministro, sono numerosi e tutti insieme dovremmo impegnarci fortemente con lavoro e sacrificio per risolverli. Da buon padre di famiglia, da rappresentante dello Stato, dovrebbe garantire assenza di pregiudizi e una buona dose di supporto concreto a chi negli anni è stato ignorato, sfruttato e derubato di ogni possibilità nella totale indifferenza delle istituzioni.
Al Sud manca lo Stato, quello Stato amico che noi vogliamo ad ogni costo - come recita la nostra Carta Costituzionale – che dovrebbe rimuovere gli ostacoli, non crearne altri che non hanno senso. Al Sud siamo stati lasciati soli e apostrofati con parole che non meritiamo. 
Certi pregiudizi risultano imbarazzanti per Lei e per chi ancora oggi costruisce muri di differenze in un mondo che chiede di essere uniti e di affrontare insieme problemi comuni, drammi enormi e grandi difficoltà. Il personale scolastico ogni giorno si batte per creare questo necessario senso di comunità che lei ha offeso rimarcando la vecchia storia del Nord diligente e del Sud terrone. Una storia a cui, non crede nemmeno lei e che manca di verità e di responsabilità. Uno studente di Napoli ha accumulato in differenza ore di lezione circa un anno e mezzo di scuola in meno del suo coetaneo di Milano.
Un docente o un dirigente del Sud per raggiungere livelli di eccellenza deve impiegare il triplo di energie e sacrifici rispetto ad altre realtà! È avvilente lo sforzo che bisogna fare quotidianamente per avere garantito il minimo indispensabile per poter far funzionare una scuola qui al Sud. Da noi in Campania non ci sono asili nido, non c'è tempo pieno, non ci sono palestre né mense scolastiche, mancano teatri e centri di aggregazione. A questo dato aggiungiamo che al Sud una famiglia su due è in difficoltà economica, se non in povertà.
È un dovere dei dirigenti denunciare l'evasione scolastica ha spesso rimarcato. Ed è vero: ha ragione caro Ministro, ma qui al Sud facciamo di più. Noi dirigenti, oltre a denunciare la dispersione scolastica, i nostri ragazzi li andiamo a prendere a casa, li andiamo a cercare nei bar. Chi le scrive, signor Ministro, da dirigente scolastica faceva questo prima di diventare parlamentare della repubblica Italiana. 
Ho accettato di lasciare la scuola solo perché la amo troppo e sogno di poterla cambiare veramente con il mio lavoro in Parlamento.
Le scuole del Sud non hanno bisogno di sermoni, occorre un impegno concreto e reale da parte di uno Stato amico, forse un impegno anche maggiore di quello profuso altrove perché non cè giustizia nel fare parti uguali fra disuguali. 
Dirigenti, docenti e alunni mettono il massimo del loro impegno per garantire un livello di qualità alla formazione dei giovani. Da questo Governo del Cambiamento il Sud si aspetta una mano tesa, non un dito puntato. Ne abbiamo avuti già troppi, forse abbiamo avuto solo quelli. 
A queste realtà abbiamo il dovere di dare risposte non di lanciare accuse. Noi abbiamo l'obbligo di aiutare, signor Ministro, chi vive e tenta di combattere questo disagio ogni giorno. E questo il nostro compito! Io sono pronta ministro, iniziamo!"

Sulla vicenda è intervenuto anche Di Maio che in un lungo post facebook ha scritto, tra l'altro, Caro Marco - rivolgendosi direttamente al ministro Bussetti - siamo noi al Governo che evidentemente dobbiamo impegnarci sempre di più. Soprattutto sulla scuola, che richiede interventi storici per le condizioni veramente indegne in cui versano tante strutture. Ci sono genitori preoccupatissimi per lo stato degli edifici scolastici e ci sono studenti che fanno lezione in condizioni imbarazzanti. Siamo noi che dobbiamo fare di più e ogni cosa che faremo non sarà mai abbastanza”.

“....Il personale della scuola- aggiunge Di Maio- fa un lavoro eccezionale da nord a sud. I docenti del sud, realtà che conosco bene, lavorano con il massimo impegno e fanno sacrifici da anni. Allo stesso tempo i fondi invece sono mancati. In nome dell’austerità hanno prevalso i tagli agli investimenti anche nell’istruzione e nella formazione dei nostri ragazzi. Questo Governo si è impegnato ad invertire questa tendenza, costi quel che costi. Ed è arrivato il momento di far parlare i fatti...”. E ancora “....Tutto il Governo e tutto il Parlamento hanno solo da imparare da insegnanti, alunni, famiglie e tutto il mondo della scuola per come hanno resistito in questi anni a tutti i tagli e a tutti gli attacchi che hanno subito da parte dei vecchi Governi. Ci sono insegnanti che si svegliano alle 5 del mattino per preparare la lezione, per studiare e aggiornarsi, per conciliare i tempi del lavoro con quelli per la famiglia. Loro sì- conclude Di Maio- che hanno diritto di dirci ‘impegnatevi di più’. Noi no!

Anche le opposizioni hanno fatto sentire la loro voce:

Carfagna (Fi): «Bussetti chieda scusa»

"Impegno e sacrificio invece di risorse e investimenti sull’edilizia scolastica e sul capitale umano, cioè gli insegnanti? Le dichiarazioni del ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, sono offensive per l’intero Sud e, pertanto, irricevibili. Non le accetteremmo da nessuno, men che meno dall’esponente di un governo che col suo progetto - sbagliato, scritto male - di autonomia per le Regioni del Nord impoverirà ulteriormente di servizi quelle aree del Paese, come la Campania, dove già ce ne sono meno». Così Mara Carfagna, vice presidente della Camera e deputato di Forza Italia, in un post su Facebook, ripubblicando un video «nel quale il ministro dice che al Sud non servono investimenti ma `sacrifici´» come sottolinea una nota. «Ci aspettiamo immediatamente le sue scuse e una decisa presa di distanza da parte dei due partiti che compongono la maggioranza: la Lega ha più volte promesso di non voler penalizzare il Sud e i Cinquestelle che proprio nel Mezzogiorno hanno preso moltissimi voti promettendo più investimenti e che invece, al governo, li stanno ulteriormente diminuendo. Se il ministro non ha piacere o intenzione di occuparsi di un terzo dell’Italia, quindi di milioni di italiani, può sempre dimettersi e dedicarsi ad altra - certamente più proficua - attività» conclude l’esponente di FI.

Verducci (Pd): «Bussetti si dimetta»

«Da Bussetti parole indecenti, che offendono tutti gli insegnanti e i lavoratori di scuola, università, ricerca. Un concentrato di livore, di disprezzo, di falso pregiudizio contro il meridione. Parole oltraggiose, indegne di un Ministro della Repubblica. Bussetti si dimetta, perché le sue parole sono l’antitesi dei valori che la Scuola ha il dovere di trasmettere. Vergogna.’ Così il Senatore Pd Francesco Verducci, vice Presidente Commissione Istruzione e Cultura del Senato.

Rostan e Conte (LeU): «Bussetti offende il Sud»

Un’interrogazione urgente sulle dichiarazioni del ministro dell’Istruzione Bussetti, che, in visita presso due scuole di Afragola e Caivano, «ha invitato il Sud a impegnarsi e faticare di più». La annunciano i due deputati campani di Liberi e Uguali, Michela Rostan e Federico Conte. «Il ministro - dicono i due parlamentari - invece di dare risposte sul drammatico arretramento della qualità dei servizi al Sud, dei tagli e dei mancati investimenti del Governo per il Mezzogiorno, offende i meridionali con una sequenza di luoghi comuni. Respingiamo al mittente queste affermazioni offensive per la storia, la cultura e la tradizione del Sud. Siamo di fronte al solito copione leghista: se il Sud è indietro è per colpa dei meridionali. No, è per colpa di chi non investe, taglia le risorse, non governa il Paese e lavora all’Italia delle diseguaglianze con ostinata perseveranza». Proseguono i parlamentari: «Ovvio che un governo che si appresta a realizzare un regionalismo differenziato tutto in favore del Nord e contro i principi costituzionali di solidarietà e unità debba fare affermazioni del genere: usano l’insulto per coprire le loro inefficienze e il loro disegno politico. Il ministro ne risponda in Parlamento».