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Protocolli AssisiIn occasione dell’incontro “La rete e la degenerazione del linguaggio: parole ostili”, convegno d’apertura della terza edizione del “Cortile di Francesco”, svoltosi ad Assisi, la Ministra Valeria Fedeli ha sottoscritto due Protocolli d’intesa dedicati alla comunicazione non ostile e alla lotta alle fake news, nell’ambito dell’educazione digitale per studenti, con l' Università Cattolica del Sacro Cuore, l' Istituto Giuseppe Toniolo e la Federazione della Stampa (FSNI).

(Foto: fonte MIUR)

Obiettivo dei protocolli:

L'obiettivo è quello di sviluppare congiuntamente iniziative e attività di sensibilizzazione sui temi della comunicazione non ostile e del diritto di cittadinanza digitale attiva e consapevole, attraverso la realizzazione di specifici momenti formativi rivolti a docenti e studenti sul territorio nazionale, ispirati ai principi del "Manifesto della comunicazione non ostile", per contrastare qualsiasi forma di linguaggio ostile ed educare ad una comunicazione costruttiva e rispettosa delle persone a partire dall'ambito scolastico.

Attività:

Le attività saranno rivolte sia agli studenti e alle loro famiglie, sia ai docenti, anche in relazione alle figure dei referenti scolastici recentemente previste dalla legge 29 maggio 2017, n. 71 sul cyberbullismo.

Educare i nostri studenti ad un uso positivo dei media digitali significa:

Dati "Generazione Z"

Questo importante accordo nasce anche alla luce del Focus "Generazione Z" che ha coinvolto circa 6000 adolescenti italiani nell’ambito dell’Osservatorio Giovani dell'Istituto Toniolo che evidenzia come gli adolescenti dichiarino di aver letto o ascoltato hate speech spesso o qualche volta nel 38,3% dei casi per quanto riguarda i maschi e nel 42,1% le femmine. Maschi e femmine evidenziano una differente percezione della gravità di questa pratica: essa infatti appare "molto grave" per il 53,3% delle femmine e per il 29,1% dei maschi, presso i quali è più significativa la percentuale di quanti lo ritengono "abbastanza grave" (pari al 41%; per le femmine è "abbastanza grave" per il 35,9%). Per quanto riguarda l'hate speech praticato direttamente, la maggioranza dei maschi e delle femmine (rispettivamente il 68,8% e l'61,4% delle femmine) dichiara di non aver mai postato o condiviso contenuto che può essere considerato hate speech. Lo hanno fatto qualche volta o spesso l'11,7% dei maschi e il 5,8% delle femmine. Quanto all'hate speech subìto, il 12,1% dei maschi dichiara di essere stato vittima di hate speech così come l'8,9% delle femmine.

Cos’è Parole O_Stili

La firma del protocollo d'intesa con il MIUR segna per l’Associazione Parole O_Stili un nuovo importante passo al fianco delle Istituzioni dopo la partnership, formalizzata nelle scorse settimane, con Università Cattolica del Sacro Cuore e Istituto Giuseppe Toniolo, da sempre sostenitori centrali del progetto. Parole O_Stili è una community trasversale di oltre 300 tra giornalisti, manager, politici, docenti, comunicatori e influencer nata per contrastare l’ostilità dei linguaggi nei media. L’iniziativa ha avuto il suo primo momento di confronto a Trieste lo scorso febbraio, appuntamento durante il quale è stato redatto il “Manifesto della comunicazione non ostile”, una carta che raccoglie 10 principi di stile per ridurre, arginare e combattere i linguaggi negativi che si propagano facilmente in Rete. Proprio da Trieste è partito un viaggio, online e offline, del Manifesto che si è sviluppato sul piano nazionale in numerose direzioni. Ultima e importantissima tappa di questo percorso si svolgerà a Taranto il prossimo 18 settembre. Infatti, durante l’inaugurazione ufficiale del nuovo anno scolastico il Manifesto della comunicazione non ostile verrà consegnato dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, agli oltre 500 studenti presenti alla cerimonia. «Nella scuola il Manifesto ha trovato il suo habitat naturale. È qui che l’educazione al digitale deve muoversi di pari passo con l’istruzione tradizionale, proprio perché oggigiorno virtuale è reale. Crediamo che il Manifesto sia un ottimo strumento per cominciare a lavorare in questa direzione» dichiara Rosy Russo, ideatrice di Parole O_Stili.

I protocolli:

Il primo è stato sottoscritto insieme all’associazione “Parole O_Stili”, all’Università Cattolica di Milano e all’Istituto di Studi Superiori Toniolo di Milano ed è finalizzato a realizzare progetti di ricerca e di didattica sulla comunicazione non ostile nelle scuole, anche con iniziative per sostenere le docenti e i docenti nell’insegnamento del tema in aula, e promuovere una maggiore consapevolezza dell’utilizzo degli strumenti digitali.

«L’Università Cattolica è infatti convinta dell’estrema importanza di contrastare la violenza verbale nel web e di promuovere, in ogni ambito, l’uso rispettoso del linguaggio» dichiara il Prorettore Antonella Sciarrone Alibrandi «Da anni i nostri sociologi, psicologi, pedagogisti e comunicatori si occupano di queste tematiche e sviluppano ricerche anche con il supporto di nuove metodologie, allo scopo di elaborare buone pratiche e di sostenere il mondo della scuola in questa dicile sda».

Il secondo, invece, è stato sottoscritto dalla Ministra e dal Presidente della Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI) Giuseppe Giulietti. Si tratta del rinnovo del Protocollo firmato a febbraio 2016, con l’inserimento di nuove tematiche, legate ad attività nelle scuole per educare gli studenti a riconoscere e smascherare false notizie in rete, le fake news, e a riconoscere le fonti d’informazione attendibili.

La firma del Protocollo di oggi è importante perché ci impegna, tutte e tutti quanti, all’educazione alla cittadinanza digitale, una priorità che il nostro sistema di istruzione oggi deve avere per le giovani e i giovani. (...)"I protocolli firmati oggi con l’Associazione Parole O_Stili e con la Federazione Nazionale Stampa Italiana – spiega la ministra Fedeli-sono importanti, perché ci consentono di collaborare e condividere una fondamentale responsabilità educativa. Obiettivo delle due Intese è mettere in campo azioni e interventi per contrastare ogni forma di cyberbullismo o di violenza fatta dietro uno schermo o dal vivo. Per fornire alle nostre studentesse e ai nostri studenti competenze e conoscenze per riconoscere bufale e fake news. Per educare a un uso del linguaggio rispettoso di ogni donna e di ogni uomo. Per costruire una cittadinanza attiva e responsabile”.

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