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Con una nota sintetica il Miur fa sapere che il testo a cui si fa riferimento è da ritenersi "del tutto superato". Decisive le forti proteste dei sindacati?
Sul testo del disegno di legge delega in materia di istruzione Governo fa marcia indietro. A comunicarlo è stato il ministero dell'Istruzione, con una nota sintetica emessa nella giornata del 18 novembre.

'REPUBBLICA' CHOC: IN CLASSE GLI ITP STANNO A GUARDARE!

Il quotidiano romano sostiene che il ministro Carrozza sarebbe in procinto di riformare tecnici e professionali rimodulando le materie settimanali: l’obiettivo è eliminare il “numero elevato di insegnanti tecnici ‘in compresenza’ che, in alcuni istituti, semplicemente non servono. Fanno solo lievitare i costi”. Col risultato “di avere in classe un docente laureato che continua a fare il lavoro che ha sempre fatto e un docente tecnico che sta a guardare”. Ogni commento sul vero ruolo degli Itp, sull’importanza nelle scuole del ‘fare’ quanto si apprende a livello teorico, appare superfluo. Anche il Miur prende le distanze: nessuna riforma in atto.

 

Lo stabilisce una vecchia circolare della FP anche se in diverse scuole dirigenti scolastici e consigli di istituto hanno disposto l'installazione dei rilevatori di presenza mediante badge
Partiamo con il dire che la puntualità e il rispetto delle norme contrattuali, sono doverose per tutto il personale scolastico, ed in particolar modo per i docenti che, essendo degli educatori, dovrebbero dare l’esempio di serietà e di correttezza.
Tuttavia bisogna dire che l’eventuale imposizione, da parte del dirigente scolastico, dell’uso del badge, per rilevare la puntualità dell’arrivo a scuola e dell’uscita da scuola del docente è illegittima.

Previste modifiche su organizzazione scolastica, stato giuridico del personale, reclutamento (tornano i corsi-concorsi) e tanto altro. Le proteste piccate di Gilda, Anief e Flc-Cgil: così non va, si scavalca il Parlamento e si ignora totalmente il mondo della scuola. La mobilitazione è dietro l’angolo.

I sindacati della scuola tornano a farsi sentire. Dopo le proteste, con scioperi di un’ora indetti dai Confederali per il blocco dei contratti e la mancanza di investimenti per il settore, stavolta i malumori arrivano per la legge delega su istruzione università e ricerca. In base alla quale il Governo si appresterebbe a varare una forte riforma al settore dell’Istruzione, incidendo pesantemente sull’organizzazione scolastica e sullo stato giuridico del personale.

“Ogni perfezione di struttura è vana (…) se i professori sono scelti con metodi non buoni”. Confesso di non stancarmi nel rileggere le prediche, tanto inutili, ma quanto di buon senso, di Luigi Einaudi sulla scuola. Oggi quell’ammonimento sembra predestinato a risuonare, strattonato da destra e da sinistra, brandito come una clava, stante la volontà del ministro Carrozza di procedere a una “revisione” del reclutamento dei docenti attraverso la delega a un decreto legislativo, i cui contenuti sono stati anticipati da Orizzonte Scuola. Visto che il testo non è ancora stato licenziato dal consiglio dei ministri, vorrei fare un paio di considerazioni preliminari di metodo giuridico e politico.

Si parla con sempre maggiore insistenza di un collegato alla legge di stabilità che potrebbe riguardare una delega al Governo per nuove norme sugli organi collegiali e sullo stato giuridico del personale della scuola.

Crescono i timori, tra docenti, studenti e genitori, per quelli che potrebbero essere i prossimi provvedimenti sulla scuola.

“Il contributo che abbiamo dato al Dl Istruzione attraverso i nostri emendamenti approvati consente a un provvedimento pesantemente insufficiente di avere quantomeno un indirizzo nel segno della qualità, dell’inclusione e del progresso tecnologico”.

Lo dichiarano i deputati del MoVimento 5 Stelle in commissione Cultura, Scienza e Istruzione.

“Ribadiamo il fatto che i circa 460 milioni di euro stanziati per questo provvedimento non consentiranno alcun rilancio dell’istruzione in questo Paese. Chi dice il contrario - affermano - , fa solo propaganda disinformativa. Il Dl istruzione è un tappabuchi e i problemi vengono solo rinviati, come al solito, rinviati al prossimo anno.

Sono questi i temi affrontati oggi nell'incontro per la stesura dell'ipotesi di contratto sulla mobilità, il primo dopo l'approvazione del DL Istruzione, che ha apportato dei cambiamenti nella normativa. Come gestire le nuove situazioni.