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- Scritto da Barbara Bianchessi
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La chiusura delle scuole fino al 3 aprile per l’emergenza Coronavirus spaventa tutto il mondo scuola. Se per quanto riguarda la validità dell’anno scolastico più volte il Ministro dell’Istruzione ha specificato che non ci sono problemi, l’ansia cresce in quei ragazzi che quest’anno dovranno sostenere l’esame di maturità. Per questo ci chiediamo cosa succederà terminata l’emergenza?
Esami di stato a settembre?
Il ministero dell’istruzione starebbe pensando a un piano straordinario per gli esami di Stato, qualora l’emergenza dovesse andare avanti, utilizzando le esperienze dei territori colpiti da sisma, dove le attività didattiche furono sospese per mesi interi e dove gli studenti sostennero gli esami con solo prove orali.
Dunque anche nel caso del Coronavirus si potrebbe adottare una misura simile o comunque straordinaria. Il problema è che, qualora l’allerta dovesse andare avanti con ulteriori giorni di chiusura delle lezioni, l’anno scolastico sarebbe compromesso sotto l’aspetto della preparazione degli studenti: una piattaforma online non può infatti sostituire la scuola tout court!
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- Scritto da Imma Paone
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In questi giorni in cui l’Italia si adegua a nuovi stili di vita, adottando tutte le misure necessarie per contrastare la diffusione del Coronavirus, la scuola italiana combatte la sua più grande sfida degli ultimi anni con l’implementazione, piuttosto improvvisata e a cui tutti erano alquanto impreparati, della didattica a distanza.
Con l’assenza di una vera e propria formazione digitale della classe docente, con le scelte piuttosto personali di ogni dirigente e di conseguenza di ogni docente, su modi, tempi e strumenti di attuazione della nuova metodologia didattica, tra piattaforme, mail, messaggi di ogni tipo, con i telefoni dei docenti che impazzano a tutte le ore per confronti, metodi e strategie, tra tutto il mare di domande che corrono sulla rete, una domanda su tutte spadroneggia: con la didattica a distanza va firmato il registro elettronico?
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- Scritto da Paola Five
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Siamo al grottesco. Mentre la scuola italiana in emergenza naviga a vista, il Ministero dell’Istruzione mette a punto l’ennesimo monitoraggio sulle scelte che Dirigenti scolastici e Collegi dei docenti (virtuali) stanno operando per non farla colare a picco.
Diciamo le cose come stanno! La scuola italiana, in queste giornate difficili per tutti sul piano emotivo, in primo luogo, e poi anche su quello organizzativo, riesce a stare a galla solo ed esclusivamente grazie alla buona volontà e all’alto senso di responsabilità di tutta la comunità educante, che si è letteralmente rimboccata le maniche per trarre in salvo il salvabile tramite il ricorso al digitale, mai davvero decollato e messo a regime nelle scuole di tutto il territorio, ma da almeno un decennio sbandierato come realtà operativa nelle numerose convention e nei meeting autoreferenziali sulle sparute eccellenze che colorano a macchia di leopardo la cartina della distribuzione delle istituzioni scolastiche del nostro paese.
In un quadro simile, ad una sola settimana dall’inizio di questa forzata ed imprevedibile sospensione di tutte le attività didattiche, per tutti i livelli di istruzione – dall’infanzia alla secondaria di II grado – e nell’impossibilità di deliberare in presenza dopo ampio confronto tra le parti, i Dirigenti scolastici sono chiamati a fornire precise indicazioni sulle modalità attivate per far decollare la cosiddetta didattica a distanza, compilando i campi di un questionario rigidamente strutturato in cui si richiede, tra l’altro:
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- Scritto da Barbara Bianchessi
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A causa dell’emergenza Coronavirus le attività didattiche sono state sospese in tutta Italia fino al 3 aprile prossimo.
Molte scuole hanno attivato da subito la didattica online, molte altre ancora oggi hanno seri problemi. Le stesse modalità di lavoro scolastico messe in atto nei vari ordini e gradi di scuola e nei differenti contesti sono davvero variegate ed il rischio è che si creino disparità di trattamento tra alunni di diversi istituti, ma anche all’interno di una medesima istituzione scolastica. Questo ci mette sicuramente davanti a tutte le pecche individuali e di sistema ad oggi ancora presenti nel mondo scuola.
I docenti si sono, infatti, organizzati con i mezzi a loro disposizione e soprattutto senza una preparazione specifica per stare vicini ai loro alunni: dalla scuola dell’infanzia alle scuole superiori di secondo grado e anche alle università, con lezioni e discussione delle tesi online.
Il mondo della scuola anche davanti ad un’emergenza mai vista si è auto - organizzato.
Sono diversi i metodi adottati: lezioni in streaming ripartite secondo un orario che ricalca quello scolastico o su apposite app. Ma anche compiti assegnati attraverso whatsapp, dispense caricate sul registro elettronico tramite file di testo, pdf, file audio e in qualche caso file video. In questi casi non si può parlare di didattica a distanza, ma semplicemente di uno strumento per scambiare file.
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- Scritto da Ciro Agizza
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Da oggi è disponibile gratuitamente fino al 30 giugno 2020 la piattaforma WEBEX, lo strumento innovativo fornito da Cisco in accordo con Apple che consente di avere in linea migliaia di scuole per svolgere attività didattiche a distanza, via computer o smartphone, con un potente sistema di videoconferenza. “La piattaforma - chiarisce Lucia Fortini, assessore regionale alla Istruzione, Politiche Giovanili e Sociali Campania - rappresenta uno strumento innovativo che consente di avere in linea migliaia di scuole anche contemporaneamente, caricare contenuti, fare videoconferenze, webinar e tutto ciò che occorre per fornire un utile supporto nella progettazione di attività didattiche a distanza. Anche in questo momento di grande emergenza, l’amministrazione regionale testimonia impegno e vicinanza per la scuola e la sua comunità “.
Gli scenari possibili:
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- Scritto da Paola Five
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Il Ministero dell’Istruzione viene incontro alle esigenze dei docenti, che si stanno prodigando per assicurare forme di didattica a distanza e non perdere il contatto con i propri alunni.
“Da domani e fino al 31 marzo 2020 sarà possibile acquistare con la Carta del docente anche webcam e microfoni, penne touch screen, scanner e hotspot portatili”. Lo annuncia la Ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina spiegando che “l’intervento di ampliamento degli hardware acquistabili con la Carta ha l’obiettivo di sostenere l’aggiornamento professionale degli insegnanti per migliorare l’organizzazione delle diverse forme di didattica a distanza in questo momento di emergenza”.
La Ministra precisa anche che questa è solo una delle misure che il Ministero sta mettendo in atto per supportare le azioni che scuole e docenti stanno attivando, in queste ore, per garantire il diritto allo studio di tutti gli alunni.
Significativa appare l’estensione all’acquisto di hotspot portatili, in quanto l’utilizzo degli applicativi per la didattica a distanza in modalità webinar richiede una connessione stabile e veloce. Resta, però, a carico del docente l’acquisto della sim dati e il relativo consumo di traffico.
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- Scritto da Redazione PSN
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Il nuovo DPCM del 9 marzo estende a tutto il territorio nazionale le disposizioni già previste per la zona rossa indicate nel DPCM dell'8 marzo. Di seguito riportiamo Faq (risposte a dei quesiti più frequenti) che possono chiarire alcuni passaggi del DPCM dell’8 marzo 2020 contenente misure mirate al contenimento dell’epidemia da CORONAVIRUS.
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- Scritto da Imma Paone
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Visti i decreti degli ultimi giorni, il MIUR ha emanato una nuova nota con indicazioni operative sugli ATA. Nella nota sono contenute indicazioni dettagliate per la gestione del personale ATA in questa emergenza.
Tenuto conto della necessità di assicurare il funzionamento dell'istituzione scolastica, e considerando la sospensione delle attività scolastiche, il DS concede il lavoro agile al personale amministrativo, tecnico e ausiliario, adottando ogni forma di gestione flessibile del lavoro.


