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Categoria: Didattica Storia
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Repubblica di Weimar Gustav Stresemann1) L'esito disastroso del conflitto mondiale avrebbe messo a dura prova l'ordinamento sociale della Germania, e spazzato via la plurisecolare monarchia prussiana, le cui forme e pretese "imperiali", determinate dall'unificazione nazionale, non erano durate neppure cinquant'anni, conoscendo e venendo influenzate da una sorte simile allo zarismo russo: "la propaganda socialista e il mito della rivoluzione bolscevica riscuotevano successo. Sin dall'estate del 1918, i soldati dell'esercito e gli operai costituirono dei consigli sul modello dei soviet russi e avviarono [provando ad organizzare la vita civile ('requisizioni e distribuzioni di viveri alle popolazioni, controllo dei luoghi di produzione e dei mercati')] una stagione di lotta che sembrava in grado di innescare una rivoluzione", ed effettivamente riuscì a mettere il kaiser in fuga e a portare, nel novembre 1918, il paese fuori dalla guerra.

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2) A differenza che in Russia, però, le strutture economiche, sociali ed istituzionali su cui si fondava la Germania – il capitalismo, la borghesia e le masse rurali, l'esercito – non erano state travolte dalla guerra, né lo fu il locale partito progressista, la SPD (Sozialdemokratische Partei Deutschlands), che, persuasa della necessità di un compromesso con quelle, in linea con la propria tradizionale politica riformista, riuscì a far stipulare un accordo "tra Carl Legien, presidente della confederazione dei sindacati socialdemocratici (Adgb) e il grosso imprenditore Hugo Stinnes in qualità di rappresentante dei datori di lavoro; il frutto di tale accordo è passato alla storia come la 'comunità centrale del lavoro'. Il passo Stinnes-Legien, con il quale i datori di lavoro per la prima volta accolsero definitive rivendicazioni del movimento sindacale ['la giornata lavorativa di otto ore, l'indennità di disoccupazione, il divieto di licenziamento senza giusta causa, la più ampia libertà di associazione'], fu per così dire la Costituzione sociale della repubblica".

3) Il risvolto politico di tale accordo tra le forze politiche fu la costituzione di una moderna democrazia parlamentare, rispetto alla quale i consigli degli operai e dei soldati furono concepiti come leva, e non assunsero il ruolo di protagonisti di una democrazia diretta nel quadro della rivoluzione socialista propugnata dall'ala più estrema del movimento operaio, rappresentata dai recentemente costituiti USPD (Partito Socialdemocratico Indipendente) e KPD (Partito Comunista Tedesco, ex Lega di Spartaco).

4) La rottura fra queste formazioni, in fondo già formalizzata sul piano teorico dalla polemica che alla fine del secolo aveva visto contrapporsi Eduard Bernstein e Rosa Luxemburg, e su quello pratico con il sostegno della parte predominante del partito all'entrata in guerra del Paese, si fece violenta ed irreversibile quando, nel gennaio 1919, si ebbe in occasione del nazionalmente minoritario e perciò fallimentare (e non condiviso dai leader spartachisti, che pure provarono a capeggiarlo) tentativo delle masse berlinesi "di boicottare le elezioni per l'Assemblea Costituente e di rovesciare il governo", ferocemente represso dal Consiglio dei commissari del popolo, il governo provvisorio presieduto dal socialdemocratico Friedrich Ebert con l'ausilio delle "forze armate [il cui Stato Maggiore lo sosteneva] e dai Freikorps (corpi di volontari formati da militari reduci di guerra) guidati dal ministro della Difesa, il socialdemocratico Gustav Noske; Rosa Luxemburg e Karl Liebknecht furono catturati e uccisi; la stessa sorte toccò a centinaia di spartachisti giustiziati in modo sommario"...

 

Per la lezione completa in PDF: La repubblica di Weimar

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