encyclopedie1) Come è possibile affermare che gli eventi sociali ed economici dell'età moderna, attraverso gli sviluppi successivi, avrebbero posto le basi sociali ed economiche della società contemporanea, industriale, capitalistica e borghese, così si può sostenere a buon diritto che fu nella cultura settecentesca, l'Illuminismo, che iniziarono a prendere forma precisa le sue principali istanze politiche e culturali.

 

2) Nella società settecentesca la nobiltà era ancora il ceto sociale egemone, e la sua tipica mentalità costituiva un modello di vita attraente per gli strati più elevati della borghesia. Tuttavia lo sviluppo economico realizzatosi nel corso di almeno settecento anni aveva cambiato profondamente l'intera società europea, le cui esigenze più profonde si erano manifestate, dall'età comunale in poi, in istanze culturali che sarebbero culminate nell'Illuminismo settecentesco, eterogeneo movimento culturale in cui confluirono l'ideale umanistico-rinascimentale dell' autoaffermazione mondana dell'uomo, risoltosi nell'esaltazione baconiana della tecnologia e nella rivoluzione scientifica, nel suo duplice aspetto filosofico (esaltazione cartesiana della ragione, temperata dalla consapevolezza baconiana dei suoi limiti e della necessità di un approccio critico all'esperienza) e metodologico (sperimentalismo galileiano): princìpi che, pur conoscendo, in questo secolo, più che uno sviluppo, una volgarizzazione e, talvolta, una semplificazione (a cui vanno tuttavia affiancate le fondamentali innovazioni teoriche del pensiero economico e di quello rousseauiano), uscirono dal chiuso delle discussioni degli intellettuali e conquistarono gruppi sociali sempre più larghi, in nome di un esplicito progetto di trasformazione dell'esistente capace di porsi come punto di riferimento per tutte le classi sociali indipendente dalla sua natura squisitamente borghese.

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3) È importante notare che tale trasformazione non era concepita in senso astratto, ma come attuazione di forme politiche già esistenti – la limitazione "costituzionale" della monarchia, il parlamentarismo e la separazione dei poteri tipici dell'Inghilterra – o liberazione di dinamiche osservate e rese note dai primi studiosi dell'economia politica, che proprio in questo periodo nasce come elaborazione scientifico-teoretica autonoma, svincolata da considerazioni di tipo etico o religioso o troppo immediatamente pratiche, come in fondo era stato il mercantilismo.

4) Quest'ultimo, in effetti, era stato caratteristico di un'epoca in cui lo Stato, interessato ad incrementare la propria disponibilità finanziaria per sostenere una politica di potenza, si era fatto carico della promozione dello sviluppo economico, proteggendo ed incoraggiando le attività di quella borghesia che pure era nata indipendentemente da esso; e la cui crescita avrebbe reso però insofferente nei confronti sia dei controlli dall'alto che dei vincoli tipici dell'antico regime (politiche annonarie, privilegi corporativi, tariffe protezionistiche, divieti feudali)…

 

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