Globalizzazione Spagna Portogallo

1) Oltre al Portogallo, di cui parleremo a breve, la penisola iberica, dopo la battaglia di Las Navas di Tolosa (1212), comprendeva i regni di Castiglia (al centro), Aragona (ad est), Navarra (a nord-est, presto entrato nella sfera d'influenza francese) Granada (a sud, residua presenza araba); nei cinquant'anni successivi tutte le città arabe dell'Andalusia erano cadute nelle mani della prima, che divenne il più importante regno iberico ed ereditò "il problema costituito dalla presenza di due fortissime [perché 'culturalmente ed economicamente più evolute', L'operazione storica] minoranze etniche e religiose, i mori musulmani e gli ebrei", che pure, ancora per quasi un paio di secoli, per le loro abilità imprenditoriali (commerciali, finanziarie e manifatturiere), sarebbero stati protetti dai nuovi re.

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2) In quel regno, agli inizi del '300, Alfonso XI aveva avviato una politica accentratrice, contro la grande nobiltà e godendo dell'appoggio di quella piccola e della borghesia artigiana e mercantile, presente soprattutto nelle città; alla fine del suo regno, però, prima la peste nera decimò la popolazione ed inflisse all'economia un danno da cui si sarebbe ripresa molto lentamente, e poi scoppiò una guerra civile suscitata dalla nobiltà che, per riaffermare le proprie prerogative, aveva appoggiato due diversi pretendenti al trono, Pietro il Crudele ed Enrico di Trastamara, giovandosi sia dei bollenti reduci della guerra contro Granada (come si vede, una situazione simile a quella inglese) che di "bande mercenarie inglesi e francesi".

 

3) Nonostante la vittoria di Enrico II, a questa situazione sarebbe stato posto fine del tutto solo nel corso del '400, quando negli antichi organismi rappresentativi, le Cortes, in cui erano rappresentati i tre ordini della società, fecero sentire il proprio peso le "fratellanze" di città, vere e proprie "organizzazioni di autodifesa di fronte all'arroganza nobiliare che sfocia spesso in atti di vero banditismo", e che si prestarono così agevolmente a sostenere l'opera centralizzatrice della monarchia.

 

4) Comunque sia, indebolitesi anche le pestilenze, la popolazione tornò a crescere, si ricostituirono i grandi allevamenti di pecore e ripresero i traffici mercantili, volti verso l'Atlantico. Tuttavia i suoi "disordini si estesero anche ai due regni confinanti", anzitutto il Portogallo, e quindi, almeno nella sua parte più interna, agricola e feudale, l'Aragona, che per il resto era sempre stata il regno più dinamico della penisola iberica, grazie alle attività commerciali sviluppatissime in Catalogna, favorite dal controllo su isole Baleari, Sardegna, Sicilia e Regno di Napoli (conquistato da Alfonso il Magnanimo nella prima metà del '400), che assegnava al paese un'indiscutibile egemonia sul Mediterraneo.

 

5) In ogni caso, come abbiamo detto più sopra, ultima ad uscire dalla crisi interna sarebbe stata la Castiglia, e soltanto dopo un'altra guerra di successione fra due aspiranti regine, figlie di Enrico IV, una moglie del re di Portogallo e l'altra, Isabella, di Ferdinando (1469), erede al trono dell'Aragona. Proprio costei, nel 1479, sarebbe risultata vincitrice, e da ciò sarebbe nato il nuovo regno di Spagna...

 

Per la lezione completa in PDF:La Spagna, il Portogallo e le scoperte geografiche

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