Stati regionali

1) La situazione conflittuale che determinò l'evoluzione interna dell'età comunale avrebbe gradualmente condotto all'affermazione del potere – estremamente precario nel XIII secolo, definitivo nel XIV – di un "Signore", che talvolta "poteva essere un podestà che si era guadagnato, con la sua opera, il consenso dei cittadini e ne aveva approfittato per imporre un dominio duraturo; oppure l'esponente più autorevole di una famiglia prestigiosa, dotata di vasto seguito nella cittadinanza; poteva anche trattarsi di un individuo che si era impadronito del governo con un colpo di mano".

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2) "Nella sostanza, il potere signorile era un potere quasi assoluto, che operava in totale autonomia. La stessa origine di questo potere obbligava tuttavia il Signore a presentarsi [analogamente ai sovrani europei] come un mediatore tra gli interessi contrapposti della cittadinanza", senza tutelare in maniera cieca gli interessi della propria parte, ma talvolta addirittura contrastandoli e avendo in ogni caso sempre cura di mantenere l'apparenza di un' "investitura" dal basso, da parte degli antichi organismi comunali, e dunque fondata sul consenso "popolare"; al quale si aggiunse la nomina a "principe" (e dunque il conseguimento del diritto di trasmissione ereditaria del potere) da parte del papa o dell'imperatore – la qual cosa, data la debolezza delle relative istituzioni al tramonto, che dal canto loro acconsentivano a simile pratica soltanto per esigenze di cassa, non comportava certo la subordinazione ad essi del Signore, ma forniva soltanto un'ulteriore verniciatura di legittimità formale a centri di potere che scaturivano pur sempre da esperienze politiche che non trovavano agevole collocazione nella mentalità tardomedievale.

 

3) "Il Signore, continuando con maggiore risolutezza la politica del comune, estende il dominio della città sui territori circostanti: si formarono in questo modo, come si vedrà, alcuni Stati regionali. Nel nuovo contesto politico le antiche milizie cittadine vennero sciolte: per provvedere alle esigenze della difesa e dell'espansione si arruolarono compagnie mercenarie di ventura. Consolidato il suo potere, il Signore si circonda di uno stuolo di funzionari: sorgono i primi apparati burocratici. Nelle 'corti' si raccolgono anche artisti, letterati ed intellettuali; alcune di esse diventano il centro di quel rinnovamento culturale che fu proprio della vita italiana tra Duecento e Trecento".

 

4) Per soddisfare le conseguenti necessità economiche, va segnalata l'innovativa gestione delle finanze pubbliche, che anzitutto si cercò di svincolare dalla dipendenza dagli esosissimi banchieri – da cui ancora dipendevano i maggiori Stati europei – mediante la creazione di un debito pubblico perpetuo, sicura, anche se modesta (5%) fonte di investimento per i risparmiatori privati, che in questo modo, peraltro, diventavano "oggettivamente" sostenitori delle nuove istituzioni; fu quindi fondamentale il sistema dell'estimo, ovvero della rilevazione a fini fiscali delle effettive ricchezze della popolazione: un'altra riprova dell'ampiezza della visione di necessità che pure erano classisticamente determinate.

 

5) Delle varie realtà in cui si affermarono i regimi signorili noi considereremo soltanto quelle che, sulla lunga durata, sarebbero state le principali protagoniste – assieme allo Stato della Chiesa ed al Regno di Napoli, le cui vicende furono tuttavia relativamente autonome – della storia della nostra penisola

 

Per la lezione completa in PDF: Gli Stati regionali italiani

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