Creta

1) Dopo essere stata a lungo caratterizzata, nel corso del III millennio a. C., dalla tipica economia di villaggio basata sull'agricoltura e l'allevamento di pecore, praticata da una popolazione dalle origini sconosciute (forse anatoliche, sicuramente non indoeuropee), l'isola di Creta andò sviluppando una raffinata produzione artigianale di vino, olio, vasi, tessuti in lana, armi, presto richiesti ben oltre i suoi confini e che, richiedendo in parte l'impiego di materie prime non diffuse sul suo territorio, generò un vero e proprio commercio "internazionale", che avrebbe progressivamente determinato una concentrazione di potere nelle sue città principali, forse a direzione monarchica e non interessate a sopraffarsi reciprocamente, almeno a giudicare dall'assenza di cinta murarie: Cnosso a nord, Festo a sud, Mallia nella parte centro-orientale, Kato Zakros nella punta orientale, Canea ad ovest.

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2) L'isola, lunga 250 km e larga in media trentacinque, costituiva un "crocevia obbligato fra Mediterraneo centrale e orientale trovandosi a metà strada tra Cipro e la Sicilia e tra lo stretto dei Dardanelli, accesso per il Mar Nero, e l'Egitto. Per questo motivo [a partire dal XXIV secolo a. C.] esercitò in forma quasi assoluta – per circa un millennio – il commercio marittimo, instaurando un vero predominio sul mare ['talassocrazia'] che interessò non solo le altre isole dell'Egeo e del bacino orientale del Mediterraneo, ma anche le coste dell'Asia Minore e della penisola ellenica".

 

3) A tal fine i cretesi, che pure avevano esercitato originariamente la pirateria, ne liberarono i mari, e la loro potenza navale fu tale da difendere le proprie coste "senza bisogno di innalzarvi fortificazioni e baluardi", né di eserciti terrestri. Su "navi lunghe una ventina di metri, robuste e veloci, [costruite 'con i cipressi e gli abeti delle loro montagne'] dall'alta poppa e dalla prora ricurva, spinte dai remi e solo eccezionalmente a vela […] trafficavano con l'isola di Cipro, vendendo vasi e armi in cambio di rame e legname", con l'Italia meridionale, con l'Egitto per riceverne avorio, perle, oro e vetri colorati e, dopo il suo impoverimento conseguente all'invasione degli Hyksos (inizi del XVIII secolo), "con la Grecia per l'acquisto di argento, porfido e marmi"…

 

Per la lezione completa in PDF: L'egemonia commerciale delle città di Creta

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