Egitto1

1) L'area più popolata dell'Egitto, che lo ha sempre definito, è quella interessata dal corso del fiume Nilo, che "ha le sue sorgenti nel cuore dell'Africa, all'altezza dei grandi laghi (Nilo Azzurro [proveniente dal Lago Vittoria in Uganda]), ma riceve grande copia d'acqua anche dall'altopiano etiopico (N. Bianco)" e si svolge per circa duemila chilometri al centro di "una valle larga da 5 a 20, incassata tra due pareti di roccia che salgono ad ovest verso il Deserto libico, ad est verso il Deserto arabico […], allargandosi, all'altezza del Cairo [fondata alla fine del X secolo, in età araba], nell'ampio Delta alluvionale", e fertilizzata due volte all'anno da esondazioni periodiche (giugno e settembre secondo il calendario odierno) in ragione non solo delle "tonnellate di fanghiglia [limus in latino] ricca di fosfati e nitrati naturali" riversatevi, ma anche della "permanenza della terra sott'acqua, per cui, grazie all'azione del sole, si forma una rete fittissima di screpolature profonde che permettono l'aereazione mantenendo l'umidità. Si verifica quindi una reazione chimica più estesa di quanto non permetterebbe lo scasso tradizionale con il vomero; l'ossigeno, l'ozono, l'anidride carbonica e specialmente l'azoto si combinano tramite l'azione fisica dell'argilla porosa e le proprietà comburenti dell'ossido di ferro delle colline di Assuan, trasformandosi in prodotti fertilizzanti naturali".

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2) Se a questo si aggiunge che "il limo che giungeva al delta del fiume e si riversava in mare forniva un ricco nutrimento al plancton, l'insieme dei microrganismi animali e vegetali sospesi nelle acque marine, che costituisce il nutrimento dei pesci", si capisce per quale motivo la flora e la fauna della zona sono sempre state assai rigogliose, attirandovi sin "dal 5000 a. C. tribù diverse, che […] esercitavano la caccia ai margini del deserto, la pesca nel fiume, e sfruttavano le risorse disponibili e la raccolta nella stretta striscia di terra periodicamente inondata dalle acque".

3) Col passare del tempo e l'avvento dell'agricoltura, sui terreni interessati (trentamila km2) i contadini iniziarono a spargere semi, interrati da "maiali e capre lasciati liberi sul terreno a rivoltare le zolle. […] [Sarebbero tuttavia occorsi] secoli e secoli, prima che il fiume si scavasse il suo letto, prima che le piene fossero regolamentate – in modo che le inondazioni non trascinassero con sé ogni volta le capanne, le colture e il bestiame – […] [dal] lavoro umano che, alzando argini, scavando canali, costruendo dighe e soprattutto creando ampi serbatoi, come il lago artificiale di Meride, riuscì a regolare e a distribuire la piena delle acque; un lavoro, tuttavia, che andava ripetuto ogni anno per riparare argini e dighe e ripulire i canali insabbiati".

4) Tale necessità di sistemazione idraulica avrebbe determinato, sul lunghissimo periodo, il contrasto interno alla quarantina di centri urbani politicamente autonomi e controllanti i villaggi circostanti che insistevano nell'area intorno al IV millennio: in simili contesti, infatti, "è la stessa natura dei fatti idrici a stimolare il collegamento tra le varie 'isole': la sistemazione di un tratto a monte condiziona la possibilità di sistemare un tratto più a valle, l'apertura di un canale, la deviazione di un ramo fluviale, la destinazione di una bassura a bacino di raccolta o di sfogo, se vanno a favorire certi terreni andranno anche a danneggiarne altri, sicché le iniziative locali entrano in conflitto se non vengono coordinate ovvero se il conflitto non si risolve a favore di uno dei contendenti"…

 

Per la lezione completa in PDF: Il primo Stato burocratico, l'Antico Egitto

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