Polis

1) L'arrivo dei Dori in Grecia, oltre a porre fine alla civiltà micenea, già indebolita da un secolo caratterizzato da notevoli eventi sismici, peggioramenti climatici, contrasti entro e fra i vari regni, e conseguente spopolamento, provocò un regresso sociale, economico e culturale attestato dalla povertà dei reperti archeologici e dall'assenza di fonti scritte, che rende il relativo periodo di quattro secoli (dal XII all'VIII a. C.) per più versi "oscuro", e perciò suggestivamente definito, in analogia con quello intermedio fra il tramonto dell'impero romano e la lenta affermazione della società borghese, "medioevo ellenico": i Micenei, profondamente influenzati dai Cretesi, che poi avevano conquistato, proprio come sarebbe accaduto ai Romani con i Greci, come quelli furono travolti da popolazioni indoeuropee che determinarono un arretramento dello sviluppo locale, la cui ripresa, senz'altro condizionata dalle nuove fisionomie etniche e "geopolitiche", sarebbe stata caratterizzata dall'affermazione di città-Stato animate da classi sociali non aristocratiche, "imprenditoriali", che sostennero l'instaurazione di forme politiche protodemocratiche.

Iscriviti alla nostra Fan page

2) In Grecia come nel Vicino Oriente – dove nel frattempo si andavano affermando le popolazioni neocananee ("fenicie") ed ebraiche – questo periodo fu caratterizzato dalla transizione dall'età del bronzo a quella del ferro, il cui utilizzo fu brutalmente introdotto dai Dori, in parte superiori sul piano tecnologico e la cui produzione, stimolata dal tramonto delle civiltà palatine che da quella del precedente metallo erano state connotate, acquisiti i procedimenti tecnici di base era più semplice ed accessibile anche a "piccoli artigiani di villaggio o ambulanti", assecondando in tal modo le esigenze di – e rendendo dunque possibili – formazioni politiche di dimensioni minori, senz'altro basate su agricoltura e pastorizia come quelle micenee, ma non caratterizzate da accentramento produttivo e burocratico, estremamente frammentate e dominate da una rissosa aristocrazia guerriera, sprezzante il lavoro manuale, spesso dedita alla pirateria e in ogni caso poco controllabile dai sovrani nominali ("basileus"), figure istituzionali simili, più che ai "wa-na-ka" micenei, ai loro amministratori locali ("qa-si-re-u"), molto meno potenti.

 

3) La presenza dorica determinò direttamente la fuga di parte dei micenei verso l'Attica e la costa della Palestina e indirettamente il rafforzamento dell'emigrazione delle altre popolazioni già presenti nella penisola ellenica verso la costa dell'Asia Minore, dove, parallelamente ai Frigi, contribuirono a travolgere l'impero ittita.

 

4) Fu così che gli Eoli, della Tessaglia, si insediarono nella sua parte settentrionale, "che da loro prese il nome di Eolia, e nell'isola di Lesbo, dove fondarono le città di Mitilene e Metimna; gli Ioni, [dell'Attica, in quella] centrale, detta appunto Ionia, dove sorsero Mileto ed Èfeso, e le isole di Samo e di Chio".

 

5) Si costituì in tal modo "una cultura unitaria in tutto il Mar Egeo"...

 

 

Per la lezione completa in PDF: Dal "medioevo ellenico" al "rinascimento" delle polis

Per qualsiasi dubbio, suggerimento, proposta scrivete a:  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Guarda anche le altre lezioni o vai all'indice