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Categoria: Sostegno
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Mentre il Miur continua a prendere tempo e a dare i "numeri" sulla ripartizione delle immissioni in ruolo sul sostegno nel triennio, nel silenzio assordante dei sindacati stanno avvenendo diverse irregolarità e illegittimità a danno dei docenti precari, specializzati e non, e soprattutto degli alunni disabili. Professionisti Scuola come sempre per fare chiarezza elenca le criticità e le irregolarità che stanno avvenendo nel silenzio più assoluto.

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Iniziamo col dire subito, come abbiamo già spiegato in un nostro articolo, che  i posti messi a ruolo nel triennio sul sostegno sono solo un ATTO DOVUTO visto che era intervenuta una sentenza della Corte Costituzionale che obbligava il Governo a fare queste immissioni in ruolo. Quindi nessun ravvedimento di chi ci governa ma solo l'ottemperanza ad una sentenza !!
Va infatti ricordato che le regole attuali per determinare l'organico di sostegno sono state introdotte con la legge finanziaria n. 244/2007, approvata durante il Governo Prodi, ma dichiarate illegittime dalla Corte Costituzionale con sentenza n. 80/2010
La Legge 24 dicembre 2007, n. 244, art. 2 al comma 413 fissava un tetto ai docenti di sostegno e limitava al 70% il contingente in organico di diritto, tetto che proprio grazie alla sentenza in questione è saltato portandolo al 100% dell'organico dei posti di sostegno complessivamente attivati nell'anno scolastico 2006/2007 pari a 90.032.

Questo per assicurare pari diritto allo studio ai disabili e per garantire  un organico stabile e formato di docenti specializzati.

Ma l'aspetto che a molti sfugge in questo momento e che più dovrebbe preoccupare i tanti precari, che hanno prestato servizio sul sostegno in quanto già specializzati da anni, è la possibilità che il piano triennale istitutito dal decreto 104 che prevede la traformazione di quasi 27.000 posti dall'organico di fatto a quello di diritto con la conseguente assunzione di altrettanti docenti già specializzati sul sostegno, che da anni lavorano con incarico annuale, possa essere disattesso per parecchie migliaia di posti.
Sono infatti circa 8.000 gli esuberi, di cui oltre 7.500 alle superiori, docenti di ruolo in gran parte insegnati tecnico-pratici, quindi solo diplomati, che se riconvertiti nel prossimo triennio con i corsi istituiti a spese del Miur, andranno ad occupare i posti che saranno stati destinati all'organico di diritto dal decreto appena approvato sottraendo quasi 8.000 immissioni ai precari.
Nulla di illegittimo direbbe qualcuno se non fosse che le riconversioni dei docenti in esubero stanno per avvenire senza preselezioni per essere ammessi ai corsi loro riservati.

Il Miur con recente circolare ha dato disposizione per l'avvio dei primi corsi di riconversione riservati per ora ai primi 1.500 docenti in esubero rispetto ad un totale di soprannumerari pari quasi a 8.000.

Sorprende però il fatto che il ministero abbia “dimenticato”, colpevolmente, quanto stabilito nel decreto di riconversione (n. 7 del 16 aprile 2012) e come ammesso più volte anche in questi giorni dall'ispettore del Miur dott. Max Bruschi, anche sulla sua fan page, in riferimento alle modalità di accesso ai corsi: le selezioni sono esattamente le stesse che per i normali corsi in via di attivazione per i docenti precari (o di ruolo non in esubero), così come avevamo già anticipato in questo articolo.

Stupisce come il Miur possa pensare, con la complicità dei sindacati silenti, di disattendere la norma con note e circolari che certamente non possono disapplicare un decreto ministeriale. E stupisce altrettanto il silenzio assordante delle associazioni dei disabili, visto che proprio il DM "specializzazione sul sotegno" del 30 settembre 2011 rassicurava i docenti precari circa la garanzia che i docenti in esubero avrebbero dovuto sostenere le stesse prove di ammissioni previste per i normali corsi di sostegno.

Tali selezioni rappresentano infatti (per tutte le persone coinvolte: alunni con bisogni speciali, soprannumerari e precari) una garanzia di "qualità" ma, a quanto pare, nessuno se ne ricorda più.

Ma mentre ai docenti in esubero ci si appresta a somministrare un corso ridotto di specializzazione sul sostegno, senza alcuna preselezione, un'altra beffa si sta consumando a danno dei precari.
Oltre ad essere vessati dalle università con costi di iscrizione alla preselezione di 200 euro e di frequenza anche fino a 3.500 euro, si sta assistendo in diversi casi a prove preselettive somministrate con batterie di test senza alcuna attinenza rispetto a quanto prescritto e con percentuali di ammessi prossime allo zero in alcune sedi e incredibilmente alte in altre dove pare ci siano stati controlli molto blandi. 

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