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Categoria: Sostegno
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PSN Compiti Dirigenti Scolastici per inclusioneQuali sono i compiti del dirigente scolastico per garantire e promuovere i diritti costituzionalmente tutelati e per assicurare il successo formativo di tutti gli studenti, dunque anche degli alunni diversamente abili ?

In questo articolo vedremo quali strumenti normativi e quali azioni possono consentire al dirigente scolastico il raggiungimento di questi obiettivi nella sua istituzione scolastica. In merito va tenuto conto che nelle "Linee guida per l'integrazione scolastica degli alunni con disabilità" delI'agosto 2009 si afferma che "il Dirigente scolastico è il garante dell'offerta formativa, che viene progettata ed attuata dall'istituzione scolastica: ciò riguarda la globalità dei soggetti e, dunque, anche gli alunni con disabilità".
Nello stesso documento si fa presente che l’inclusione scolastica è un valore fondativo, un assunto culturale, che richiede una vigorosa leadership gestionale e relazionale da parte del Dirigente Scolastico, figura-chiave per la costruzione di un sistema inclusivo. La leadership dirigenziale si concretizza anche mediante la promozione e la cura di una serie di iniziative da attuarsi di concerto con le varie componenti scolastiche atte a dimostrare l’effettivo impegno del Dirigente e dell'istituzione scolastica in tali tematiche come per esempio:

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corsi di formazione, programmi di miglioramento del servizio scolastico per gli alunni con disabilità, progetti, iniziative per il coinvolgimento dei genitori e del territorio, costituzioni di reti di scuole per obiettivi concernenti l’inclusione, partecipazione agli incontri di GLHO, istituzione del GLH di Istituto (GLHI) e GLI, favorire la continuità educativo-didattica, programmi di miglioramento del servizio scolastico per gli alunni con disabilità, partecipazione alla stipula di Accordi di programma a livello dei piani di zona.

In via generale, in attesa dell'emanazione dei regolamenti attuativi del D.Lgs. n. 66/2017, secondo le linee guida sopra citate sono assegnati al Dirigente scolastico i seguenti compiti::

E' inoltre opportuno valutare se il principio tutelato costituzionalmente del diritto allo studio, interpretato alla luce del Regolamento del Dpr 275 del 1999 sull'autonomia scolastica come diritto al successo formativo per tutti gli alunni, possa realizzarsi anche attraverso rallentamenti in determinati gradi scolastici. È possibile, infatti, tramite gli opportuni raccordi con la famiglia e la NPI (Neuro Psichiatra Infantile), programmare il trattenimento di un anno nella scuola, dell'infanzia o, per un massimo di tre anni, nei cicli successivi (art. 182, comma 2, D.Lgs. 297/1994 T.U. della scuola).

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