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Categoria: Sostegno
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Louis Braille

L’inclusione, il superamento delle barriere e degli ostacoli alla conoscenza devono essere sempre la nostra priorità”, così si è espressa la Ministra Valeria Fedeli, in occasione della Giornata internazionale dedicata all'alfabeto Brailleche coincide con il giorno di nascita del suo inventore, Louis Braille (4 gennaio 1809 - 6 gennaio 1852), colui che rivoluzionò l'approccio alla lettura per i non vedenti tramite l'invenzione del sistema di scrittura che prende appunto il suo nome.

 All'età di quattro anni, infatti, Braille dopo un infortunio avvenuto nell'officina del padre divenne accidentalmente cieco, perdendo prima un occhio e, successivamente, a causa dell'estendersi dell'infezione, anche l'altro. Dopo aver vinto una borsa di studio dall'età di 10 anni frequentò a Parigi, la Institution des Jeunes Aveugles, uno tra i primi istituti specializzati per giovani non vedenti. Qui venivano insegnati alcuni mestieri, ma soprattutto veniva impiegato il metodo di Valentin Haüy, ovvero, un sistema che permetteva di leggere tramite l'uso del tatto, i caratteri della stampa in nero messi in risalto da un filo di rame posto sull'altro lato del foglio; come pecca, però, il sistema non permetteva alle persone di scrivere.

 

Nel 1821, ispirato da Charles Barbier de la Serre (un militare in visita a scuola), che gli spiegò il metodo impiegato per trasmettere dispacci notturni basato su dodici punti in rilievo che rappresentavano differenti suoni, ebbe l'ispirazione che portò all'invenzione dell'ormai famoso metodo Braille basato sui sei punti, con cui vengono rappresentate tutte le lettere dell'alfabeto e che, rispetto a quello di Haüy, permetteva di leggere e scrivere.

Peculiarità del sistema è il fatto che il codice braille viene scritto al contrario di come si legge, da destra verso sinistra. Lo stesso metodo fu successivamente esteso alla rappresentazione della notazione musicale (Codice musicale Braille) ed alla matematica (Nemeth Braille). Bravissimo come suonatore di organo, nel 1827 divenne lui stesso docente presso l' Institution des Jeunes Aveugles.

Morto a Parigi, nel 1852 dopo aver contratto una gravissima forma di tubercolosi,Braille ricevette alcuni riconoscimenti postumi, tra cui ricordiamo quello avvenuto nel 2008 quando a Torino gli venne dedicata un'area verde in zona Nizza-Millefonti; quella nel 2009 (al duecentenario della sua nascita), quando Italia e Belgio gli hanno dedicato una moneta commemorativa da due euro e quando nel febbraio del 2014, Piacenza gli intitolò una strada.

Dal 1952 la sua salma si trova al Pantheon di Parigi come riconoscimento della grandissima invenzione fatta a favore dell'umanità, in quanto ideatore di uno strumento storico nel processo di integrazione dei non vedenti all'interno della società.

 

In Italia la scuola è in cammino da tempo sulla strada dell’inclusione e del superamento delle barriere. Tutti insieme dobbiamo continuare a lavorare per migliorare la qualità dell’apprendimento e della vita scolastica degli alunni con disabilità. Dobbiamo farlo in sinergia con le famiglie, le associazioni, il territorio, consapevoli che ogni differenza può trasformarsi in occasione di arricchimento e crescita per l’intera comunità scolastica”- ha concluso La Fedeli nel suo intervento.