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Categoria: Sostegno
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partigianiMentre prosegue il dibattito sulla 107 relativo alla riforma del sostegno e parallelamente procede l'iter per l'avvio del III ciclo TFA sostegno (lo scorso 14 dicembre il MIUR ha emanato nota  sulle tempistiche da rispettare dagli Atenei per la conclusione del percorso abilitante), i Partigiani della scuola Pubblica insieme a 40 sigle associative e 120 docenti seminaristi, lo scorso 15 dicembre in occasione del convegno “Dall’integrazione all’inclusione: L’attività di sostegno alla luce della delega contenuta nella legge n. 107/2015”,  hanno stilato ed inviato un documento alla ministra Fedeli affinché si fermi la riforma della Buona scuola e con essa la riforma del sostegno, chiedendo al più resto un incontro.

Di seguito il contenuto del documento inviato al Ministro dell'Istruzione:

(...)Oggi 15 dicembre 2016 abbiamo tenuto, insieme all’Associazione nazionale “Per la Scuola della Repubblica, all’Associazione Insegnanti di sostegno e ai Partigiani della Scuola Pubblica, un seminario nazionale di formazione dal titolo “Dall’integrazione all’inclusione: L’attività di sostegno alla luce della delega contenuta nella legge n. 107/2015”.

In occasione di questo convegno conclusosi con un ampio dibattito, abbiamo realizzato un documento che riguarda proprio una delle deleghe con cui il Governo intende perfezionare l’iter prescritto dalla Legge Delega 107 del 2015

Alla luce del risultato referendario del 4 dicembre, inequivocabile segno da parte degli Italiani di volontà di cambiamento rispetto alle politiche fin qui condotte, tra cui quella della riforma detta “buona scuola”, una delle più mal riuscite e avversate, e delle richieste dei sindacati confederali , dopo aver esaminato la proposta dell’Associazione Fish Fand, e dopo aver ascoltato tutte le ultime interviste all’ex sottosegretario Davide Faraone,

CHIEDIAMO

che qualunque norma abbia come obiettivo prioritario sostanziale la centralità dell’alunno con disabilità e che quindi sia garantito il diritto allo studio dello studente con disabilità attraverso l’affiancamento di uno o più docenti specializzati che lo seguiranno in classe durante il suo intero percorso formativo .

 Per fare questo occorre:

Noi siamo professionisti dell’apprendimento/insegnamento e tali dobbiamo rimanere, senza confonderci con altre figure che già intervengono, con ruolo diverso e non solo a scuola, nel Progetto di Vita dei ragazzi con disabilità [operatori socio sanitari (OSS), Assistenti per l’Autonomia e la Comunicazione (ASACOM), assistenti Educativi Culturali (AEC)]

Chiediamo infine, gentilmente, un appuntamento in sede ministeriale, per un confronto sulle tematiche di cui sopra.

 

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