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Categoria: Sostegno
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La proposta dell'esperto per una vera integrazione: trasformare gran parte degli attuali docenti di sostegno in curriculari, mantenendo un corpus di 15mila specialisti itineranti con alta competenza tecnica. In autunno in Trentino si sperimenta

 

ROMA - Dall'autunno prossimo in Trentino si sperimenta: per due anni scolastici quindici classi praticheranno un modello di scuola che prevede "l'evoluzione dell'insegnante di sostegno". Ne dà notizia Dario Ianes, docente di Pedagogia e didattica speciale all'università di Bolzano. "Cambiare qualcosa nella scuola non è semplice - commenta - e bisogna fare ricerca specifica. L'innovazione ha bisogno di verifiche sul campo e di una critica severa". Della proposta di "superamento, evoluzione in termini positivi" del docente di sostegno Ianes tratta in un intervento sull'ultimo numero della rivista del Centro psicopedagogico per la pace.Una figura professionale preziosa, quella del 101.000 docenti di sostegno attuali in Italia, "uno dei pochi Paesi al mondo in cui tutti gli alunni con disabilità sono nella scuola normale, e questa è una grande conquista di civiltà". E allora? Allora c'è la delega. "All'origine dei sempre più frequenti fenomeni di delega al sostegno da parte degli insegnanti curriculari e delle sempre più presenti micro-esclusioni di alunni disabili dalle loro classi, penso che sia la presenza speciale e dedicata di un insegnante speciale, anche specializzato, che in buona o cattiva fede si fa carico in prima persona del 'caso', cioè l'alunno con disabilità, che di fatto con la sua diagnosi ha generato quel posto di sostegno. Se c'è chi ha studiato per questo, che è stato nominato per questo, sia lui ad occuparsene!".Per contrastare questi fenomeni che Ianes definisce "degenerativi dell'integrazione", ribadisce (cosa che era già stata sollevata nel 2011 in un lavoro edito da Erickson) la sua idea di "evoluzione positiva" del sostegno, cosa che porterebbe lo stato anche a "spendere meglio". In cosa consiste? "I 101.000 insegnanti di sostegno cambiano ruolo in due direzioni diverse: 85.000 - cifre ipotetiche - entrano nella scuola come insegnanti curriculari a tutti gli effetti, rafforzando l'offerta formativa per tutti. Gli altri circa 15-16.000 diventano specialisti, figure itineranti di alta competenza tecnica che forniscono consulenza, materiali, strategie, aiutano, monitorano, valutano tutti i colleghi curriculari ai quali tutti è demandata l'integrazione, come è nello spirito delle leggi e anche nella Costituzione". Come dovrebbe essere la consulenza tecnica? "Un lavoro insieme - spiega Ianes - con contenuti di expertise che non ricalcano le varie disabilità - autismo, ritardo mentale, etc. - ma riguardano le metodologie per realizzare strategie di apprendimento cooperativo, meta-cognitivo, per adattare materiali, usare nuovi linguaggi e modi di comunicazione, aiutare i cambiamenti comportamentali difficili, sfruttare al meglio e in maniera inclusiva le nuove tecnologie. In questo modo - conclude Ianes - tutti gli insegnanti riuscirebbero a introdurre quel tanto di 'specialità' di cui la 'normalità' ha bisogno per rispondere in modo efficace ai bisogni degli alunni con disabilità". Con un obiettivo che resta quello supremo: apprendimenti significativi e buona partecipazione sociale dei ragazzi dentro e fuori la scuola. 

 

Fonte http://www.superabile.it/web/it/CANALI_TEMATICI/Scuola_e_Formazione/Dossier/info-1417448318.html