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Categoria: Mobilità
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sommersi dalle domande cartaceeE’ caos a Napoli per l’assegnazione della sede di titolarità ai docenti DOS, ovvero della ex Dotazione Organica di Sostegno afferente alla Scuola Superiore di Secondo Grado.

Molti docenti si sono visti negare la conferma nella propria sede di servizio, nonostante avessero prodotto regolarmente domanda e nonostante fossero ancora disponibili posti nelle sedi indicate. Al contrario è stata loro assegnata una sede d’ufficio a punteggio zero.

Fino all’anno scorso tali docenti non avevano una sede di titolarità, ed ogni anno dovevano chiedere l’utilizzazione alle scuole della provincia, con domanda cartacea al USP di appartenenza.

Quest’anno, invece, il comma 2 dell'articolo 7 del C.C.N.I. dell'8 aprile 2016 ha stabilito che

"Il personale di ruolo nel sostegno della scuola secondaria di secondo grado attualmente della dotazione organica di sostegno è assegnato, a domanda, in titolarità alla scuola di attuale servizio se disponibile in organico di diritto".

 

La Nota Ministeriale n. 11729 del 29 aprile 2016, dedicata alle Dotazioni organiche del personale docente per l'anno scolastico 2016/2017 - Trasmissione schema di Decreto Interministeriale, così precisava ulteriormente, in uno dei suoi ultimi paragrafi: "si ricorda che dall'anno scolastico 2016/17 in applicazione al CCNI sulla mobilità del personale della scuola sottoscritto in data 8 aprile 2016 i docenti di sostegno di ruolo della scuola secondaria di secondo grado immessi in ruolo sino all'a.s. 2014/15 o nelle prime due fasi di immissione in ruolo del 2015/16 acquisiscono la titolarità su scuola, nei limiti del possibile nelle scuole di attuale servizio all'interno delle provincie nelle quali sono titolari".

Secondo tale nota “utilizzando l’apposita funzione del SIDI, gli uffici regionali e le relative diramazioni territoriali provvederanno ad istituire i posti in organico necessari rispettando il parametro di un posto ogni due alunni disabili in organico di fatto.”

Il 18 maggio una nota dell'USR Campania, ribadendo quanto prima ricordato sul numero di posti, ha invitato i Dirigenti degli Istituti Secondari di II grado di Napoli e Provincia ad inviare le domande dei DOS chiedenti conferma della sede di utilizzazione, compilando un "Elenco dei docenti DOS che hanno richiesto per l'a. s. 2016-17 la titolarità nell'attuale sede di servizio", alla luce del fatto che "dall'anno scolastico 2016/17 in applicazione al CCNI sulla mobilità del personale della scuola sottoscritto in data 8 aprile 2016 i docenti di sostegno di ruolo della scuola secondaria di secondo grado immessi in ruolo sino 2014/15 o nelle prime due fasi di immissione in ruolo del 2015/16 acquisiscono la titolarità su scuola, nei limiti del possibile nelle scuole di attuale servizio all'interno delle provincie nelle quali sono titolari".

Coerentemente con quanto sopra l’USP avrebbe dovuto provvedere a calcolare il numero di posti di sostegno disponibili nell’organico dell’autonomia, indicando in tal modo i docenti di sostegno confermati e quelli soprannumerari. Questi ultimi avrebbero dovuto avere la possibilità di fare domanda di mobilità per il trasferimento d’ufficio, secondo l’articolo 22 (da comma 5 a seguire) del CCNI mobilità.

Niente di tutto questo è accaduto: non solo in diverse scuole della provincia non è stata data conferma ai DOS in assegnazione che avevano presentato domanda (nonostante la disponibilità di posti), ma a questi ultimi non è stata neanche data la possibilità di presentare domanda di trasferimento d’ufficio, nella quale indicare il proprio punteggio e le preferenze sulle sedi.

Il risultato è stato che tali docenti si sono trovati assegnati d’ufficio a punteggio zero in sedi non richieste.

Resta da capire il motivo per il quale non sono arrivate le conferme ufficiali richieste dai docenti di sostegno: l'unico che riusciamo a trovare è un possibile errore da parte del CSA che ha "dimenticato" di prendere in considerazione le domande cartacee

Come abbiamo più volte detto su PSN, sarebbe stato più semplice se tutti i docenti avessero prodotto normale domanda di mobilità fase A, attraverso la funzione di istanze online, anziché complicare le cose con una procedura cartacea non ben definita.

 

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