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Categoria: Mobilità
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mobilità buonascuolaCi sarebbero nuove aperture del miur sulla partita della mobilità, questo quanto riportato nel resoconto della FLC-CGIL sull'incontro tenuto nella serata del 25 gennaio, tra una delegazioni del Miur e le organizzazioni sindacali.
L'apertura riguarderebbe
 la possibilità di consentire ai docenti già assunti entro il 2014/15, nella fase interprovincialedi chiedere il trasferimento anche su scuola e l’oggettività dei criteri per la loro assegnazione alle singole scuole dagli ambiti (eventualmente istituiti).
Le aperture registrate nel corso dell’incontro su entrambi i punti sarebbero sufficienti, secondo le dichiarazioni delle OO.SS a consentire la ripresa della trattativa. In sintesi secondo quanto riportato nel resoconto della FLC, oltre ad aver già ottenuto aperture su questi punti:

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si sarebbe riscontrata una ulteriore apertura del Miur riguardo la possibilità, per chi ha già una scuola di titolarità (e quindi gli immessi entro il 2014/15), di poterne acquisirne una anche in provincia diversa, tra le scuole disponibili nel primo ambito indicato nella domanda.
Va verificato come sarà tradotta dal Miur sul piano tecnico, questo impegno preso nella sequenza contrattuale del CCNI sulla mobilità. 
In sostanza solo per tutti i docenti entrati in ruolo entro il 2014, nella terza fase della mobilità, riferita ai movimenti interprovinciali (in deroga al vincolo triennale di permanenza nella provincia come già previsto dal comma 108 dell’art.1 della legge 107/2015), potranno indicare sia la scelta di alcune scuole, ma solo nel primo ambito di preferenza, e di ambiti territoriali secchi dalla seconda preferenza in poi.

Quindi i docenti di ruolo entro il 2014 che vorranno spostarsi dalla loro attuale provincia di titolarità, potranno indicare scuole del primo ambito scelto mantenendo la titolarità di una scuola e scongiurando, con ogni probabilità, di finire in un ambito territoriale con la chiamata diretta e il conseguente incarico triennale. Solo nel caso in cui nel primo ambito non ci fossero scuole disponibili, allora si passerebbe nel secondo, terzo o così via ambito territoriale. Ma in tal caso si perderebbe la titolarità nella scuola e si passerebbe ad incarichi, del dirigente scolastico, su base triennale.

Resta tutto uguale per i nuovi immessi in ruolo con mobilità obbligatoria su tutto il territorio nazionale per gli immessi in fase B e C da Gae e attribuzione ad ambiti territoriali con chiamata diretta del DS. Ora la trattativa riprende da questo punto con i sindacati che giurano di volersi battere fino alla fine per dare anche agli assunti in fase B e C (c'è da credergli ?) questa possibilità e di regolare l’assegnazione dagli ambiti eventualmente istituiti alle scuole, secondo procedure certe, oggettive e per titoli senza alcuna discrezionalità dei dirigenti in una apposita sequenza negoziale da avviare entro trenta giorni dalla firma dell’intesa.
Un impegno quello assunto dal Miur che fa comunque a pugni con quanto stabilito dalla legge 107 e che andrà verificato in che termini potrà realmente concretizzarsi. 
Una trattativa che va dunque avanti, riprendendo oggi 26/01 alle 15.00, con tutte le sigle sindacali confederali e che ha visto invece tirarsi fuori la Gilda-Unams
ha abbandonato il tavolo ed emesso un duro comunicato sulla riunione del 25 gennaio in cui denuncia che nonostante le ulteriori aperture dell’Amministrazione circa la definizione dei criteri per la chiamata dei DS tramite la sequenza contrattuale e la estensione della titolarità su sede alla mobilità interprovinciale per gli assunti entro il 2014/15, rimane l’ostacolo dell’applicazione della legge 107/15 con particolare riferimento agli ambiti e alla chiamata diretta, determinando una situazione di ambiguità nella quale verrebbero legittimate le disparità di trattamento con l’applicazione della chiamata discrezionale del dirigente scolastico e con la differenziazione dei vari settori dei neo assunti (fase 0 e A e fase B e C).
Sequenza contrattuale ancora tutta da scrivere e il cui iter potrà durare ancora tutto il mese di febbraio tenendo col fiato sospeso oltre cento mila docenti che quest'anno potrebbero essere interessati dalle operazioni di mobilità. 

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