Mobilità

mobilità valigiaNuovo terremoto sulla mobilità, il TAR, con diverse sentenze appena pubblicate, respinge i ricorsi contro l'O.M. 241/2016 che ha regolato i trasferimenti dei docenti. Ricorsi a cui tantissimi docenti avevano partecipato dopo la pubblicazione degli esiti in cui si erano visti traferire sparati via dalle province di assunzione come palle da cannone. Il Tar del Lazio, dopo aver in un primo momento emesso ordinanze cautelari favorevoli, ravvisando un fumus boni iuris (quindi una fondatezza del ricorso)con le sentenze che PSN mostra in anteprima, ha invece respinto i ricorsi, invocando il difetto di giurisdizione in merito e indicando quale organo competente il tribunale del lavoro.
Tutto da rifare quindi per i docenti che speravano di vedere risolta per via giudiziaria al Tar la controversia sulla loro titolarità sugli ambiti territoriali decisi dall'oscuro algoritmo che li ha sparati a caso nelle varie province d'italia senza uno straccio di trasparenza come dovrebbe essere in una qualsiasi procedura ad evidenza pubblica riguardante un dipendente statale.
E dovranno iniziare tutto da capo, con costi molto più alti, tentando la via giudiziaria al giudice del lavoro con tempi che sono ben più lunghi del TAR visto che in alcune province i tribunali ordinari sono oberati di liti pendenti con tempi che vanno facilmente oltre i 5 anni.

mobilitàdocentiDopo l'incontro sindacale del 7 dicembre 2016 sembra esserci disponibilità  da parte dell'amministrazione affinché la contrattazione possa anche quest´anno lasciare la preferenza per la scelta di  sedi scolastiche oltre a quelle per gli ambiti, almeno nella fase provinciale.

Inoltre sembra esserci anche volontà a derogare il vincolo triennale di permanenza nella sede di titolarità in considerazione di quanto avvenuto lo scorso anno scolastico. E' prevista una convocazione del tavolo negoziale già a partire dalla prossima settimana.

emendamentoE’ di questi giorni la notizia che migliaia di docenti finiti lontano da casa grazie al famigerato algoritmo stanno coltivando come una speranza infinita: esiste la concreta possibilità che il vincolo triennale sulla provincia di immissione venga derogato per la mobilità relativa al prossimo anno scolastico.

Andiamo con ordine: ai sensi dell’art.399 comma 3 della legge 297/94, i docenti immessi in ruolo non possono chiedere il trasferimento ad altra sede nella stessa provincia prima di due anni scolastici e in altra provincia prima di tre anni scolastici.

mobilità valigiaSi è tenuto ieri 2 novembre 2016 il primo incontro tra i rappresentati sindacali e il MIUR per cominciare a definire il nuovo Contratto Nazionale Mobilità 2017.

Per il momento l’unica precisazione che è stata fatta è che per il 2017 si dovrà dare piena attuazione a quanto prevede la legge 107 in materia di titolarità.

Ma cosa prevede la 107?

Il comma relativo alla titolarità è il comma 73, che nella mobilità 2016 è stato derogato, per i docenti assunti prima del 2015, ai quali è stata data per l’ultima volta la possibilità di chiedere trasferimento e passaggio di cattedra o di ruolo provinciale, nelle singole scuole (o comuni).

Dall’anno prossimo non sarà più così, in quanto tutti coloro che chiederanno trasferimento, passaggio di cattedra o di ruolo, o addirittura che risulteranno soprannumerari, finiranno nell’ambito territoriale. Questo significa che non potranno più chiedere la singola scuola in cui desiderano trasferirsi, ma solo l’ambito territoriale.

Sentenza GdLContinuano a essere protagoniste sui social di PSN e non solo le vicende giudiziarie legate al riconoscimento del punteggio per il servizio svolto nelle scuole paritarie. Nei giorni scorsi abbiamo pubblicato una nostra lettura dell’ordinanza del giudice del lavoro di Napoli che di fatto ha dichiarato riconoscibili i servizi (ai fini della mobilità e della ricostruzione di carriera) prestati come docente presso una scuola parificata pareggiata campana, per la precisione un ITC di Napoli gestito dalla Regione Campania. Il nostro articolo ha suscitato un vivace confronto tra gli amici della nostra fanpage e quindi abbiamo pensato che meritasse un ulteriore approfondimento. Grazie appunto agli spunti suggeriti da alcuni utenti, abbiamo nuovamente riletto il dispositivo del GDL di Napoli, ritenendo utile evidenziare alcuni punti.

L’ordinanza è stata emessa in seguito al ricorso ex art. 700 CPC del docente, che dalla decisione dell’Usp di Napoli di non riconoscergli gli anni di servizio della paritaria correva il rischio di ricevere gravi danni (periculum in mora). L’altra condizione per poter esperire la procedura d’urgenza è che il diritto del ricorrente deve apparire fondato sulla base di un semplice giudizio di carattere sommario (fumus boni iuris)In altre parole, gli deve essere riconosciuta la “ragione” senza dover ricorrere a un’istruttoria accurata e a prove particolarmente complesse. Diversamente, verrebbe meno la stessa struttura celere e immediata del giudizio d’urgenza.

Sentenza GdLUna recente ordinanza del Tribunale di Napoli, ripresa come al solito in maniera superficiale da numerose testate giornalistiche e dai social, ha riaperto accese discussioni sul tema scottante della valutazione del servizio nelle scuole paritarie nelle operazioni di mobilità a distanza di quasi un mese dalla pubblicazione dei bollettini  dei trasferimenti.

Stando ai titoli e a quanto scrivono i media si aprirebbe una nuova stagione di contenziosi visto che sarebbero tanti i docenti che pur avendo dichiarato il servizio prestato nella scuola paritaria non ne hanno ottenuto la valutazione ai fini della mobilità 2016/2017.

Ovviamente tale notizia non poteva passare inosservata tra i docenti, soprattutto tra coloro che, a causa del mancato riconoscimento del punteggio per il servizio svolto nella scuola paritaria, si sono ritrovati con un bagaglio di punti davvero esiguo che in molti casi li ha portati lontani dalla provincia prescelta. Ma è davvero una ordinanza rivoluzionaria che può creare un precedente a favore di chi ha insegnato per anni in scuole paritarie ?
PSN ha letto (a differenza degli altri, forse) l'ordinanza e in questo articolo chiarisce i termini della vicenda consigliando ai docenti di verificare realmente la possibilità di ricorrere ed ottenere una vittoria in giudizio senza fidarsi dei facili entusiasmi di siti anche specialistici.  

mobilità valigiaE' sempre più caos nella saga della mobilità docenti con il Miur costretto a dare attuazione ad un decreto del Tar che sospende gli esiti dei trasferimenti riassegnando alcuni docenti alle province di immissione. Una guerra a colpi di ordinanze con un nuovo capitolo tutto da scrivere e che per ora segna una vittoria, seppure ancora provvisoria, dei docenti che avevano impugnato il contratto di mobilità sottoscritto tra Miur e sindacati. I docenti ricorrenti che, a seguito della pubblicazione della mobilità, erano stati assegnati in Sardegna e Toscana, invece, resteranno nella provincia di Roma assegnata provvisoriamente lo scorso anno con l'immissione in ruolo del 2015/16 in attesa della pronuncia nel merito da parte del TAR
Un decreto, quello del Tar, che restituisce la titolarità sulla precedente provincia di immissione per alcuni docenti che avevano ricorso evidenziando il contrasto con i principi dell’ordinamento e l’illegittimità dell’agire della Pubblica Amministrazione
riguardo la questione della mobilità, regolata dal comma 108 dell’art. 1 della legge 107/2015 e dall'accordo contrattato con i sindacati che ha lasciato molti scontenti.
Una contrattazione che se da un lato ha previsto per migliaia di docenti immessi in ruolo con il piano straordinario di assunzioni previsto dalle legge 107/2015, una mobilità obbligatoria, su tutto il territorio nazionale per i docenti provenienti dalle Graduatorie ad esaurimento, dall'altro ha previsto importanti deroghe discriminatorie con titolarità su sede per i vecchi immessi e accantonamento di posti in provincia di immissione senza obbligo di mobilità nazionale per gli idonei immessi da concorso.

classe vuotaSono tanti i docenti che, alla vigilia dell'inizio dell'anno scolastico, non hanno ancora chiaro dove dovranno presentarsi domani 1 settembre per la presa di servizio. Complice il caos generato anche da avvisi equivoci e poco chiari degli USP e le assegnazioni d'ufficio, previste solo oggi 31 agosto, per chi non è stato destinatario di proposta di incarico con chiamata diretta e che riceverà la mail meno di 24 ore prima dell'inizio dell'anno scolastico, con grave disagio per chi a seguito di mobilità è stato spedito fuori regione. 

L’inizio d'anno quindi non è dei migliori: c’è un sistema che non riesce a scrollarsi di dosso ritardi ed errori macroscopici o microscopici, che tuttavia hanno l’effetto immediato di seminare insoddisfazione e rabbia tra i docenti disorientati da informazioni poco chiare e contraddittorie.
In ordine di tempo, gli ultimi problemi che si sono presentati, sono quello dei docenti  dei docenti in esubero a livello nazionale, che non hanno ancora trovato collocazione e quello  dei docenti non scelti o che non hanno aderito alle procedure della chiamata diretta.

Per i sovrannumerari, occorre distinguere tra coloro che non sono neoimmessi e quelli che invece, in quanto neoimmessi, non hanno trovato posto in alcun ambito nazionale.
Gli uffici scolastici in queste ore si stanno davvero impegnando in comunicati più o meno oscuri e indecifrabili ad una prima lettura, cercando di proporre una soluzione ad hoc.