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Categoria: Lettere in redazione
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Professionisti Scuola pubblica due lettere inviate in redazione in cui si manifesta il proprio dissenso verso l'emendamento al decreto legge 104 in discussione in questi giorni circa l'area unica di sostegno.
I
l contributo, pubblicato a beneficio di un più ampio e sereno confronto sul tema, giunge dopo l'altra pubblicazione della lettera a favore dell'unificazione redatta dal gruppo fb "Area Unica Sostegno"

Qui l'emendamento ancora in discussione in Commissione

Di seguito il testo delle due lettere inviate in redazione:

inviato da Matteo Munafò - L' accorpamento delle 4 aree del sostegno pone alcuni gravi problematiche di carattere didattico:

La sua legittimità dal punto di vista didattico-educativo è opinabile. In diverse occasioni e da diverse parti in causa questo provvedimento è stato caldeggiato, adducendo diverse motivazioni, prima fra tutte il fatto che la funzione del docente specializzato sia prevalentemente di mediazione, tra l'alunno, gli altri docenti, l'istituzione scolastica stessa. Tuttavia non bisogna dimenticare che il docente specializzato è prima di tutto un DOCENTE, e come tutti i docenti si occupa e si deve occupare di attività didattica: deve tradurre l’attività formativa del gruppo classe a un livello adatto all’alunno disabile, in modo che possa interagire positivamente ed apprendere, pur in modo semplificato, alcuni o (in alcuni casi – PEI Semplificato) tutti i saperi disciplinari dell’attività formativa comune. In quanto il docente specializzato sa bene e lo ricorda costantemente con il suo fare educativo-didattico ai colleghi e non solo che l’art.13, comma 3 della Legge 104/92 afferma che “L’integrazione scolastica ha come obiettivo lo sviluppo delle potenzialità della persona handicappata: 1) Nell’apprendimento; 2) Nella comunicazione; 3) Nelle relazioni ; 4) Nella socializzazione”. L’esercizio del diritto all’educazione e all’istruzione NON può essere impedito da difficoltà di apprendimento né da altre difficoltà derivanti dalle disabilità connesse all’handicap”. Questa “traduzione dell’attività formativa” del docente specializzato non può prescindere dalle sue conoscenze e competenze di base, dalla sua formazione umanistica o scientifica o tecnica, sebbene il corso di Sostegno frequentato abbia fornito a tutti indistintamente le medesime competenze di legislazione, didattica e pedagogia speciale.

Questo principio è sancito anche da una recente sentenza del Consiglio di Stato: «Un'ora di sostegno per ognuna di lezione da far svolgere ad insegnanti dell'area umanistica e scientifica». Lo ha stabilito la sentenza del Consiglio di Stato che ha accolto il ricorso dei genitori di una studentessa disabile del liceo scientifico di Lanciano, che contestavano la disposizione del ministero, dell'ufficio scolastico regionale e della scuola, di assegnare alla figlia un insegnante di sostegno solo per nove ore settimanali e per giunta dell'area psico-motoria. «E' una sentenza unica in Italia, che fa giurisprudenza», dicono i legali Paolo Sisti e Fausto Troilo, «sancisce due principi fondamentali: il diritto all'istruzione del disabile e quello ad avere insegnanti di sostegno con competenze
specifiche». «Vista la gravità della patologia documentata», si legge nell'ordinanza, «in considerazione della rilevanza che assume a livello costituzionale e internazionale il diritto all'istruzione del disabile, alla minore deve essere assicurata un'ora di sostegno per ogni ora di frequenza scolastica e che tale attività deve essere svolta da docenti appartenenti all'area umanistico-linguistica e all'area scientifico-fisico-matematica…». (Fonte: Press-IN - anno IV / n. 953 – 19/04/2012)

Questo dimostra che le competenze di base sono imprescindibili - ancor di più nella Scuola Secondaria di 2° grado - e che se un alunno ha un deficit marcato nell'area logico matematica ha diritto a un docente che provenga da quella area disciplinare; se il deficit è nell'area del linguaggio e della comunicazione, ha diritto a un docente che provenga dall'area linguistico-umanistica, e così via. Allo stesso modo, è previsto e prevedibile che a uno stesso alunno che abbia difficoltà in più ambiti siano attribuite un certo numero di ore con un docente di una determinata area ed eventualmente altre ore con un docente di altra area. E ancora, nella legge quadro n. 104/1992, articolo 13 comma 5, viene affermato che “nella scuola secondaria di primo e secondo grado sono garantite attività didattiche di sostegno (con priorità per le iniziative sperimentali di cui al comma 1, lettera e), realizzate con docenti di sostegno specializzati, nelle aree disciplinari individuate sulla base del profilo dinamico-funzionale e del conseguente piano educativo individualizzat”.

Questa affermazione evidenzia come l'azione dei docenti di sostegno debba privilegiare determinate aree disciplinari, adeguatamente individuate nel PDF, a seconda delle necessità educative specifiche dell'alunno a cui il PDF è riferito. Molto spesso si obietta riguardo all'esistenza della suddivisione in aree disciplinari, affermando che il loro utilizzo nella scuola spesso è improprio, soggetto a favoritismi, a discrezione del D.S., dettato da esigenze di organico e non dettato da reali esigenze didattiche. A nostro
parere sono queste gravi storture che devono essere corrette, fissando delle regole. Le aree disciplinari non solo andrebbero mantenute, ma la loro corretta assegnazione andrebbe monitorata e garantita, affinchè non rappresentino uno strumento di potere in mano, ma uno strumento di integrazione e di buona qualità dell'insegnamento.

Infine, per molti docenti l'accorpamento significherebbe essere scalzati improvvisamente da decine e decine di colleghi di altre aree disciplinari in cui la graduatoria è più numerosa. Sebbene ci siano differenze di punteggio, comunque al momento dell'iscrizione in graduatoria tali docenti hanno acquisito una posizione che rappresenta il diritto di essere assunti a tempo indeterminato in un determinato momento. Che ne sarà di questo diritto acquisito? Questi docenti non sono altrimenti meritevoli di tutela?

Unificare le aree significherebbe, inoltre, sganciare l’attività di sostegno – in particolare nella Scuola Secondaria di 2° grado - dalla professionalità docente, la quale appare fondata sulle competenze e conoscenze curriculari: non è una specializzazione in “tuttologia”!

Inoltre se si considera tale attività semplicemente come una generica attività di mediazione, per quale motivo essa dovrebbe essere affidata a degli insegnanti e non ad altre figure professionali, come assistenti sociali, educatori, psicologi, ecc, che, in questa prospettiva, in certi casi potrebbero avere strumenti più adatti a realizzare quest’opera di “mediazione”?

Insomma, sarebbe bene concentrarsi su questioni ben più urgenti e impellenti rispetto all'accorpamento delle aree disciplinari sul sostegno, la cui questione rischia inoltre di mettere sostanzialmente i docenti l'uno contro l'altro in una perenne lotta tra poveri da cui il Governo ha, come sempre, da guadagnare!

Gruppo Facebook No all'area unica sul sostegno"

inviato da Pino Rena - "Chiediamo la non approvazione dell'emendamento 15.2 AC (On. Centemero) a favore dell'area unica di sostegno

Gentili Onorevoli,
siamo un gruppo di docenti precari che da anni lavorano sul sostegno. E’ risaputo che il sostegno didattico agli allievi diversamente abili presso la scuola secondaria di II grado è suddiviso in quattro aree disciplinari: AD01 (area scientifica); AD02 (area linguistico-letteraria); AD03 (area tecnica); AD04 (area motoria).

In questo periodo in particolare sono state avviate da tanti colleghi dell’area AD03 (area tecnica) numerose iniziative al fine di abolire la suddivisione delle aree. Noi, al contrario, ci poniamo contro una tale unificazione, poiché essa, a nostro avviso, non contiene alcuna valenza didattica e non comporta alcun vantaggio per gli allievi diversamente abili.

Pertanto vi chiediamo di votare CONTRO L'EMENDAMENTO 15.2 AC 1574 (On. CENTEMERO e altri) AL DL 104/2013, CHE PREVEDE L'UNIFICAZIONE DELLE AREE per i motivi che di seguito riportiamo:

Agli allievi diversamente abili verrebbe negato un diritto acquisito con grande fatica in passato: essere assistiti nelle varie aree da specialisti dei vari settori dell’indirizzo che essi frequentano. In tal modo si creerebbe un’ulteriore discriminazione nei confronti degli allievi diversamente abili, contravvenendo inevitabilmente all’articolo 3 della Costituzione. Di fatti mentre i docenti di base continuerebbero ad essere tutti specialisti al servizio della classe, quelli di sostegno ai diversamente abili diverrebbero generici insegnanti non competenti in ogni campo. Inevitabili sarebbero nuovi contenziosi di docenti e genitori per il regresso creato.

Sarebbe piuttosto opportuno specializzare ancora di più tali aree con ulteriore suddivisione, per aumentare la qualità del servizio offerto a tali allievi. Anche nella scuola secondaria di primo grado, nonostante vengano richieste competenze meno specifiche rispetto alla scuola secondaria di secondo grado, sarebbe molto vantaggioso introdurre la suddivisione per aree specialistiche.

Un insegnante, per quanto preparato e professionalmente competente, non può vantare doti di onniscienza, in quanto ciascuno ha una propria specializzazione e, laddove anche volesse impegnarsi ad acquisire nuove competenze, le strategie utilizzate, basate sulla mancata esperienza, inficerebbero notevolmente la qualità dell’insegnamento, con conseguente mancato raggiungimento degli obiettivi.

L’unificazione delle aree non contiene alcuna plausibile giustificazione didattica: quali benefici potrebbe mai generare? quali vantaggi per gli allievi diversamente abili? Essa sarebbe soltanto una manovra realizzata allo scopo di favorire un’area (AD03) a danno delle altre tre (AD01, AD02, AD04), non certamente una ottimizzazione delle risorse umane. Unificando le aree, risulterà ancora più difficile garantire agli allievi un servizio valido e diversificato, in quanto le diverse istituzioni scolastiche potranno avvalersi solo raramente di professionalità specializzate nei diversi campi dello scibile.

I colleghi dell’area AD03, che sono sostenitori dell’unificazione delle aree, si appellano al fatto che  “al di là dell’area disciplinare di provenienza dell’insegnante di sostegno, lo stesso è chiamato a svolgere il suo compito seguendo gli alunni in tutte le discipline”. A maggior ragione, dunque, è necessario promuovere strategie di miglioramento, di ottimizzazione, di sviluppo, di ulteriore suddivisione, anziché chiedere, per personale tornaconto, di compiere passi indietro, a danno dell’utenza, che tra l’altro costituisce un ambito delicato e fragile dell’azione didattica.

Nonostante i docenti di sostegno delle diverse aree abbiano conseguito la specializzazione mediante la frequenza di un corso unico, esso era organizzato per dare una formazione complessiva e generale, per l’adozione di strategie generali, non specifiche delle discipline. Ciascun docente specializzato ha alle proprie spalle un percorso diverso che copre un’area specifica dell’insegnamento.

Per i colleghi della AD03 vi sono maggiori disponibilità di cattedre nelle diverse province, proprio a causa del maggior numero di docenti abilitati in quell’area. Ciò implica che non vi è alcuna disparità nel reclutamento. E’ ad ogni modo naturale che lo scorrimento della graduatoria AD03 sia più lento rispetto ad altre aree, soprattutto quella scientifica (AD01), dato che essa conta un gran numero di presenze. E’ naturale che vi siano graduatorie più snelle ed altre sature: ciò dipende dalla scelta del personale percorso di studi. Risultano in numero minore i laureati in materie scientifiche rispetto a quelle tecniche o letterarie; tuttavia vi è grande necessità di insegnamento nel campo scientifico mai come prima d’ora.

Per questi plausibili motivi ci rivolgiamo a Voi, Signori Onorevoli, e VI CHIEDIAMO, al di là della Vostra appartenenza politica, consapevoli della vostra sensibilità nei confronti di un argomento così delicato, di VOTARE CONTRO L'EMENDAMENTO 15.2 AC 1574 (On. CENTEMERO e altri) AL DL 104/2013, CHE PREVEDE L’UNIFICAZIONE DELLE AREE .

Nel nostro paese in questo momento difficile si richiede con maggiore insistenza l’affermazione delle professionalità, l’utilizzo intelligente delle risorse, la messa in campo delle diverse competenze che giungano al comune obiettivo del successo formativo.
I docenti precari che si pongono CONTRO L’AREA UNICA DI SOSTEGNO vi ringraziano dell'attenzione, fiduciosi che questo appello venga compreso e accolto per il bene delle future generazioni .
Distinti saluti."