TertullianoAgostino Carpaccio

 

1) Il fatto che il cristianesimo, in quanto religione rivelata, non fosse il risultato di una ricerca filosofica, non significava certamente che non gli si ponesse la necessità di chiarificare e sistemare organicamente le proprie concezioni; questo, insieme alle "esigenze di interpretazione dei testi sacri (ricchi di esempi, immagini figurate, allegorie) e di chiarificazione di punti complessi della dottrina, così come il confronto di alcuni [suoi] concetti fondamentali con quelli elaborati dalla filosofia" imponeva necessariamente un tipo di riflessione, a suo modo "filosofica", che avrebbe dunque potuto giovarsi della concettualità greca. Non ne sarebbe derivata, ovviamente, una ricerca indipendente – la sua "verità" (il messaggio evangelico), infatti, non consisteva in un risultato conquistato, ma in un presupposto accolto – attuata da intellettuali relativamente isolati, ma piuttosto un'attività di incessante riaffermazione e chiarificazione, in "aggiornamento" continuo, della dottrina fondamentale, messa in atto da pensatori variamente inquadrati nella Chiesa, nel contesto del suo confronto con i problemi di volta in volta storicamente posti.

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2) Ovviamente queste problematiche iniziarono a porsi non in astratto, ma solo nel momento in cui la predicazione paolina si sforzò di conferire al cristianesimo un respiro universale, ponendo la necessità di superarne la dimensione locale di "semplice" corrente del messianismo ebraico e di renderlo accessibile, comprensibile ed accettabile nel contesto della romanità, notevolmente più vasto, dove i suoi presupposti non sarebbero certo stati accettati tacitamente, in virtù del legame con la tradizione.

3) L'incontro con la cultura "classica", il dialogo e lo scontro con essa, e il suo finale inglobamento in un pur "occidentalizzato" cristianesimo, fu realizzato dai cosiddetti "Padri della chiesa", ovvero da quegli intellettuali, vissuti tra la fine del I secolo e l'VIII, che per primi operarono in vista delle suddette necessità, elaborando il corpus delle dottrine fondamentali della Chiesa cattolica, inizialmente allo scopo di difenderla dagli attacchi polemici degli intellettuali pagani (apologetico), quindi a quello "offensivo" di conquistarle nuovi adepti tra le classi colte mostrandone il rilievo per le loro esigenze "spirituali" e sociali, e infine a quello "dottrinario" di mantenerla unita e metterla al riparo da "deviazioni" dotandola di una chiara visione del mondo.

4) L'estrazione sociale e culturale degli esponenti della patristica, nonché il contesto nel quale essi operavano, determinò (nel contesto della cosiddetta "patristica greca", corrente risultata vittoriosa) la risoluzione del problema del rapporto con la filosofia greca nei termini della continuità e del superamento (ad esempio "Giustino affermava la concordanza tra il racconto della Genesi  il mito del Timeo, in quanto leggeva nell'attività del Demiurgo la prefigurazione della creazione"): e così, sulla base del presupposto che Dio avesse dotato tutti gli uomini di un'unica facoltà razionale, si poteva affermare che gli autori dell'antichità si erano potuti interrogare su problemi fondamentali (l'origine del mondo, il suo ordinamento intrinseco, l'esistenza di una dimensione sovrasensibile, l'immortalità dell'anima, il retto agire dell'uomo) ai quali, tuttavia, solo il cristianesimo era in grado di dare una risposta.

5) Questa posizione, nella storia del pensiero cristiano, avrebbe avuto una lunga fortuna, e si può dire che sia ancora sostanzialmente dominante; non va però dimenticata, per il suo periodico ripresentarsi (si pensi alle elaborazioni di Ockham, Lutero, Pascal, Kierkegaard), quella della "patristica latina", ad essa nettamente contrapposta, che, rivendicando la totale "originalità della rivelazione cristiana nei confronti della sapienza pagana", sosteneva l'inconciliabilità di fede e ragione. Il suo primo esponente fu, nel II secolo, Tertulliano (155-230), che "contestò la possibilità della ragione di penetrare i misteri della realtà, affermando che l'unica verità e l'unica salvezza per l'uomo stanno nella fede", a sua volta fondata sull'immediatezza del sentimento...

Per la lezione completa in PDF: La Patristica e Sant'Agostino

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