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Categoria: Didattica Fisica
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Buongiorno,

abbiamo già parlato di cosa si intende per energia in fisica.

L’energia è qualcosa che si conserva, essa non si crea, ma si trasforma (in altre forme di energia).

Sembra un concetto ovvio no?

Eppure molti nostri studenti e non solo sognano di poter creare un sistema (spesso dei motori) per poter creare energia dal nulla o ancora poter generare energia dalle “cose”.

In rete ci sono tantissimi siti e video che parlano di free Energy, molti di questi video fanno riferimento ai magneti (chissà perché) o a congegni più esotici .

Solo trucchi o una nuova fisica è all’orizzonte?

Francesco Arcidiacono, amico virtuale ed appassionato di Fisica ci offre due video sulla free Energy, assolutamente illuminanti ! Personalmente trovo il lavoro non solo ben fatto, ma anche ben posto specie per fini didattici (e non solo)!

wiki5

I video seguenti possono essere mostrati ai nostri studenti per affrontare i seguenti nodi concettuali:

Conservazione dell’energia

Le forme di energia

Entropia

Onde elettromagnetiche

La trasmissione delle onde elettromagnetiche.

L’apparato presente nei due video, invece, può essere realizzato completamente da zero (nei video tutte le istruzioni).

Alfonso D’Ambrosio

La free Energy di Francesco Arcidiacono

Guardiamo il seguente video (ha i sottotitoli in Italiano)

 La frottola della Free Energy:

come già anticipato nel post precedente, su youtube girano diversi video che mostrano vari metodi per produrre energia elettrica apparentemente dal nulla ed uno di questi (https://www.youtube.com/watch?v=RAjDsWO5i58) l'ho trovato nella mia bacheca condiviso su facebook da un utente. Ho commentato detto video spiegando che era una burla e, a parte quelli che banalmente utilizzano il trucco dei fili nascosti collegati alla rete elettrica(come rivelato in questo video:https://www.youtube.com/watch?v=R_966UC1QhQ), ho suggerito come poteva essere possibile fare a meno dei fili, utilizzando una tecnica chiamata "Witricity", termine derivato dalla contrazione di "Wireless" ed "Electricity", cioè elettricità senza fili.
Essa consente di trasmettere energia senza fili tra apparecchiature elettriche ed elettroniche, basandosi su un principio dimostrato già da Nikola Tesla nel 1893.Un team del dipartimento di Fisica e di Ingegneria Elettrica del MIT, ha dimostrato sperimentalmente un trasferimento di potenza wireless, potenzialmente utile per l'alimentazione di computer portatili, telefoni cellulari e altri dispositivi elettronici portatili senza fili. Questa tecnologia ha già permesso di accendere una lampadina da 60 Watt a 2 metri di distanza (
https://www.youtube.com/watch?v=MgBYQh4zC2Y), ma i ricercatori stanno mettendo a punto tecniche per portare elettricità a distanze maggiori e con trasferimento ad alta efficienza. Questo non significa ottenere energia elettrica dal nulla, ma semplicemente trasmettere a distanza (quindi senza fili) energia elettrica sotto forma di campo elettromagnetico ad alta frequenza che poi viene captato e riconvertito in energia elettrica da un circuito ricevitore accordato sulla stessa frequenza del trasmettitore(un pò come avviene nella trasmissione e ricezione delle onde radio). A questo punto ho deciso di sperimentare anch'io un circuito di witricity e da quì è nato poi il video-burla "Energia dalle cariche elettriche", dove l'elettroscopio collegato alle prese di corrente per acquisire le cariche elettriche è stata una messinscena (altri per tale scopo hanno usato un accendino piezoelettrico).In questo secondo video spiego dettagliatamente come ho realizzato quanto mostrato nel primo.

Ecco il secondo video

Oscillatore Royer per esperimenti di Witricity:

il circuito scelto è un oscillatore Royer leggermente modificato,comunemente utilizzato negli inverter e nei driver flyback.La tensione di ingresso è stata limitata a 22 Volt per sicurezza,anche perché il circuito tende a diventare instabile a tensioni superiori.I Mosfet Hexfet che ho usato sono IRFZ44N della IR(International Rectifier), ma eventuali altri equivalenti vanno bene;occorre inoltre un dissipatore di alluminio per i due Mosfet.Le induttanze sono da 100μH avvolte su nuclei toroidali di ferrite.Il circuito L-C è la parte dove circola una corrente relativamente intensa e deve essere robusto.Per realizzare la spira ho utilizzato un filo di rame rigido del diametro di 1,5 mm;tale spira ha un diametro di 15 cm e si riscalda durante il funzionamento a causa della intensa corrente ad alta frequenza che vi circola.La capacità è costituita da 8 condensatori in parallelo da 4,7 nF-1500 V; è importante che i condensatori siano con dielettrico in polipropilene perchè altri tipi si riscaldano e possono fondere in questa applicazione.L'oscillatore senza carico oscilla con una frequenza relativamente alta (1,3 Mhz circa).Per il "ricevitore" con la lampadina ho utilizzato due condensatori in parallelo da 47 nF-400 V sempre in polipropilene, una spira di filo di rame rigido identica a quella dell'oscillatore e una lampadina per automobili con il relativo portalampada da 12 Volt-21 Watt. Nel ricevitore collegato alle prese, la "spira" è costituita da un cavetto per piccoli elettrodomestici da 3x1 mm²,in parte avvolto a spirale(3 spire);il diametro di dette spire è circa uguale alla spira dell'oscillatore(15 cm);ci sono poi due condensatori da 10 nF-400 volt connessi in parallelo,una lampada alogena da 12 Volt-14 Watt e due prese. L'alimentatore genera una tensione continua di 22 Volt ed è in grado di erogare una corrente massima di 5 Amper. L'oscillatore Royer,pur essendo relativamente semplice da realizzare, ha però un problema: se la tensione di alimentazione aumenta troppo lentamente, come ad esempio nel caso di alimentatori che hanno il condensatore di filtro di grande la capacità(nell'alimentatore che ho realizzato il condensatore di filtro ha una capacità di 10000 μF),l'oscillatore si blocca e mette in corto circuito l'alimentatore con uno dei due Mosfet sempre in conduzione; pertanto, per ben che vada,salta il fusibile di protezione dell'alimentatore mentre,nel caso peggiore, salta anche uno dei due Mosfet.Questo problema si risolve inserendo un interruttore tra l'alimentatore e l'oscillatore,azionato manualmente,che interrompe temporaneamente la tensione per qualche secondo,in modo da dare il tempo necessario all'alimentatore di raggiungere il valore nominale, e poi chiuderlo: in questo modo si evita il blocco dell'oscillatore. Occorre tuttavia ricordarsi di aprire detto interruttore prima di dare nuovamente tensione all'alimentatore, occorre cioè prima collegare alla rete elettrica l'alimentatore e poi chiudere l'interruttore ed alimentare l'oscillatore Royer.

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