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Categoria: Didattica Speciale
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Chiunque abbia sfogliato anche un sol “Bignami” di scienze umane negli ultimi 10 anni avrà di sicuro letto che “ogni individuo è unico ed irripetibile”. Chiunque abbia avuto a che fare con più di due persone lo sa già :) però quest'importante assioma, che lungi da me sminuire, è la chiave dell'azione didattica e ancor di più lo è della didattica speciale.

(Ho avuto due maschietti a poca distanza l'uno dall'altro,io pensavo di aver imparato qualcosa dal primo, di essere una mamma più preparata insomma, ma non funzionavano neppure le stesse ninnananne!).

I bambini con un quadro nosografico specifico, tipo quelli affetti da trisomia21 (non me ne voglia la buonanima di John Langdon Down ma ha un cognome troppo discriminante! :) ), sono simili tra loro per le caratteristiche somatiche e qualcuna caratteriale ma in ciascuno di loro è riscontrabile un ritardo mentale che può variare da lieve a gravissimo, e ha una sua storia, una sua famiglia in cui è solo o ha più fratelli, strutture che lo seguono con terapisti differenti.... insomma non possiamo pensare di utilizzare la stessa ricetta per tutti i bambini.

In una classe in cui "su 20 alunni mi seguono in 7" (cit. almeno50colleghi), non è una brutta classe è una classe in cui gli alunni sono molto diversi tra loro e necessitano di “ricette speciali”

Una possibile chiave a tale complessità è risolvibile con la teoria di Gardner relativa alle intelligenze multiple.

http://howardgardner.com/multiple-intelligences

Se ogni individuo è portatore di intelligenze diverse e ciascuno di noi le combina in maniera differente, anche nei singoli gesti quotidiani, quello che dobbiamo trarre da Gardner è la ricerca della modalità intellettiva in cui i nostri alunni, di sostegno e non, si esprimono al meglio.

Ho seguito lo scorso anno una bimba bellissima affetta da Trisomia21 a cui era associato un RM molto grave. Gran “pigrona” da un punto di vista linguistico, ti parlava solo se ne aveva un'immensa necessità. Per il resto tutta la comunicazione avveniva con una spiccata intelligenza motoria(mimico-gestuale) ed un'esuberante intelligenza musicale (era sorprendente quante canzoni memorizzasse, quanto i concetti in esse espressi, e quanto fosse dotata nel ballo).

Quindi attraverso la modalità intellettiva maggiormente sviluppata in un soggetto posso favorire lo sviluppo delle intelligenze in cui è meno dotato.

Quando invitiamo i nostri alunni ad alzarsi dai banchi ed uscire dall'aula per svolgere attività motoria riscuotiamo sempre un grandissimo successo. Tra le ore scolastiche svolte con più piacere di sicuro ricordiamo tutti quelle di educazione fisica. Questo avviene sia perchè muoverci ci è semplicemente congeniale (se conoscete un bimbo sano dai 5 ai 12 anni che senza costrizioni sta seduto 5 ore sono pronta a scambiarlo con uno dei miei, considerato che difficile anche trovare un adulto!) sia perchè muoversi, giocare è semplicemente piacevole!

L'intelligenza motoria in quest'ottica si dimostra di sicuro un motore fondamentale per l'acquisizione di altre forme intellettive. Questo avviene quando si fa realmente psicomotricità, questo avviene quando applichiamo alla didattica quanto detto a proposito delle neuroscienze.

Ecco in allegato immagini un progetto di ricerca svolto da me in una scuola paritaria con bambini affetti da D.S.A., che muove proprio da tali assunti teorici
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