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Categoria: Contratto e Retribuzione
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Sembra esserci un accanimento da parte del Governo verso il personale della scuola con la ormai nota vicenda della richiesta da parte del MEF della restituzione degli scatti maturati, con Carrozza che corse in TV da Fazio a rassicurare, seguita dal twitt di Letta dal tono perentorio: "Non vanno restituiti le 150 euro !", promettendo un decreto che avrebbe evitato la restituzione per i già bassi stipendi di docenti e personale Ata.

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Ebbene il decreto del Consiglio dei ministri n. 3 del 23-01, non solo è una soluzione parziale del problema per quanto riguarda i docenti e Ata circa gli scatti stipendiali, prevedendo che:

Ma in più, per le I e II Posizioni economiche del personale ATA, non da alcuna soluzione in relazione alle nuove posizioni stipendiali acquisite a partire dall’anno scolastico 2011/12.

E’ utile ricordare per i compensi della I e II posizioni stipendiali che con una nota del Miur del 9 gennaio, il governo fermava il prelievo forzoso previsto per il personale ATA da una precedente nota del 7 gennaio. La nota però confermava che detti compensi (salario accessorio) cessano dal 1 settembre 2013, rinviando ad  un ulteriore provvedimento normativo, senza il quale, restava la richiesta di restituzione anche per le somme già percepite, si noti bene, per prestazioni aggiuntive a quelle proprie del profilo di appartenenza effettivamente svolte. Ricapitolando gli effetti delle due note:

  1. nel 2012 e 2013 i fondi per il salario accessorio sono stati decurtati per pagare gli scatti d’anzianità;
  2. il governo prima paga gli scatti con i soldi che ha tolto dal salario accessorio, poi minaccia di riprenderseli;
  3. il governo non si riprende più i soldi, ma chiede in cambio che si rinunci ad un altro pezzo di salario accessorio.

Ma questo significa disconoscere l’accordo successivo del 12/5/2011 firmato dai sindacati che riconosceva le posizioni stipendiali. Cos’è stato allora l’accordo, un BLUFF ?! 

Ma vediamo cosa sono le posizioni economiche del personale ATA


Da anni le poche risorse messe a disposizione per il rinnovo dei contratti finiscono nel salario accessorio anziché nello stipendio base uguale per tutti, per cui bisogna dare prestazioni aggiuntive per avere uno stipendio di sopravvivenza. Una corrente di pensiero, sostiene che bisogna premiare i meritevoli e non appiattire i lavoratori in livelli tutti uguali. In questa logica dell'Amministrazione, pienamente condivisa e sostenuta dai sindacati concertativi che sottoscrivono i contratti, per gli ATA è stata individuata una specie di carriera interna alle qualifiche con l'istituzione di “posizioni economiche” (1^ per i collaboratori e 2^ per gli assistenti). In sostanza un compenso aggiuntivo al personale a tempo indeterminato, previo superamento di prove selettive e formazione specifica, in cambio di ulteriori e più complesse mansioni, in aggiunta ai compiti previsti dai profili professionali. Inoltre va evidenziato che il personale che usufruisce di tali compensi non può avere alcun incarico specifico retribuito con il Fondo d’Istituto, dovendo quindi rinunciare, per contratto, a tale opportunità! Quindi danno e beffa per questi ATA: da un lato dovrebbe prestare ulteriori mansioni gratis (visto che ora avrebbero dovuto restituire tutto, da un minimo di 1800 euro (i bidelli), fino a 5600 euro gli assistenti!!), dall’altro sono stati esclusi dai compensi spettanti per gli incarichi specifici.
Siccome il decreto n. 3 del 23-01 non ha affrontato minimamante il problema, ora in assenza di ulteriori provvedimenti normativi rispetto alla nota del 9/1/2014, arriva puntuale la rchiesta "estorsiva" del Miur attraverso la nota n. 263 del 28-1-14, con la quale si dispone che:

In pratica si dà subito il via al recupero delle somme già percepite da settembre fino ad ora e non si procede al pagamento di chi, pur avendo superato la formazione e svolto gli incarichi aggiuntivi, non ha ancora ricevuto il beneficio economico per gli storici ritardi dell'amministrazione ad adeguare le retribuzioni dei lavoratori.
Ma è possibile affrontare con tanto dilettantismo, superficialità e approssimazione provvedimenti che interessano lavoratori che hanno leggittimamanete maturato e percepito compensi per un diritto sancito da accordi di contrattazione sindacale ?
Ma allora a cosa servirà raggiungere un accordo per il futuro rinnovo contrattuale se poi a posteriori il governo si arroga il diritto di mettere le mani nelle tasche dei lavoratori sottraendogli quanto già percepito ?