Contratto e Retribuzione

bonus meritoIl bonus premiale ai docenti torna a far discutere. Troppi sono i nodi da sciogliere e lo scontento è diffuso tra gli insegnanti. In molti chiedono al legislatore d’intervenire o, in alternativa, scelgono la strada del ricorso alla magistratura. Tuttavia, tra pronunce spesso contrastanti, tra articoli volti a creare più confusione che chiarezza, vi è un’assoluta certezza normativa che proviene dalle leggi in materia. Procediamo con ordine, partiamo dalla spiegazione sintetica del bonus merito.


Cos’è il bonus merito? 
Il “Bonus premiale” è stato introdotto con la riforma della scuola. Trattasi di un premio annuale, istituito con la Legge 107 del 2015, comma 126 dell’art. 1, che concretamente si traduce in una somma economica volta a valorizzare il merito dei docenti. Detto in altri termini, esso è uno strumento con il quale il MIUR ha voluto dare un riconoscimento economico aggiuntivo ai docenti che si sono distinti nel corso dell’anno per la qualità del loro insegnamento.

calendario gare 2018Sui permessi del personale scolastico, purtroppo, è necessario mettere “i puntini sulle i”, dato che non sono pochi i casi di “presunte concessioni” da parte dei dirigenti scolastici.

E’ diffuso, difatti, un particolare modo di operare dei D.S. consistente nell'esigere dai propri docenti, attraverso circolari amministrative, documentazioni e/o certificati specifici per la “concessione” dei permessi retribuiti richiesti.
Dunque, appare utile nell’immediato precisare che non vi è alcuna normativa di legge che preveda la facoltà da parte dei dirigenti di esplicare un’indagine approfondita sulla veridicità delle dichiarazioni e/o certificazioni presentate dal personale docente al fine di richiedere un permesso.
Ma procediamo con ordine andando ad analizzare dettagliatamente cosa prevedono le fonti normative che regolano il diritto del personale scolastico a fruire dei permessi retribuiti.

Elaborazione PSN Aumenti e arretrati netti docenti ontratto scuola 2016 18Sono tanti i docenti che si chiedono quali saranno gli aumenti e gli arretrati netti in busta paga che percepiranno dopo il rinnovo del contratto del comparto scuola siglato tra Governo e sindacati. Le cifre che sono state diffuse dai sindacati e dagli organi di stampa riportano sempre le cifre al lordo e non al netto e soprattutto omettono un particolare non da poco: gli aumenti lordi accordati sono riconosciuti per intero solo da marzo 2018 attribuendo invece cifre molto inferiori per gli anni 2016 e 2017. Un particolare non da poco perché calcolando l'aumento medio netto su tutto il triennio 2016-2018 le cifre già esigue diventano ridicole e offensive.
PSN ha infatti elaborato in esclusiva una tabella, scaricabile da qui, in cui sono indicati al netto gli arretrati e gli aumenti spettanti ai docenti per ciascun grado scolastico e per ciascun fascia di anzianità evidenziando che gli arretrati netti che saranno percepiti in busta paga andranno tra i 248 e 359 euro per gli insegnanti di infanzia e primaria e tra 271 e 412 euro per i docenti della scuola secondaria di II Grado.
Ma ad essere ancora più ridicoli sono invece gli aumenti netti: se da marzo 2018 i docenti di infanzia e primaria percepiranno un aumento netto sullo stipendio tra 40 e 46 euro e quelli della secondaria di II grado un aumento netto tra 40 e 52 euro, considerando però gli aumenti netti mensili spalmati su tutto il trienni 2016-18 saranno tra 18 e 22,76 euro per insegnanti di infanzia e primaria e tra 18 e circa 26 euro per i docenti di scuola secondaria.

E' questo dunque l'aumento reale netto mensile che viene accordato nel triennio ai docenti rispetto alle cifre sbandierate da Governo e sindacati visto che le 85 euro lorde, come disposto nelle tabelle allegate al contratto, sono riconosciute solo da marzo 2018 ed assicurate grazie ad un elemento perequativo soltanto fino a dicembre 2018 non avendo copertura completa già a partire dal gennaio 2019.
Per gli anni 2016 e 2017 fino a tutto febbraio 2018 sono invece riconosciuti aumenti ben più bassi: tra i 6,30 e 10,80 euro di aumento lordo mensile per il 2016, tra i 19,20 e i 32,70 euro di aumento lordo mensile per il 2017, arrivando poi agli aumenti promessi solo a partire dal marzo 2018.
E' proprio grazie a questo meccanismo progressivo che gli arretrati netti in busta paga saranno così magri mettendo dunque in atto una vera e propria truffa ai danni dei lavoratori che si aspettavano arretrati ben più sostanziosi facendo leva su un aumento medio promesso di almeno 85 euro.
E invece con questo meccanismo truffaldino, oltre a dare ai docenti una mancetta come arretrati, si avranno aumenti medi netti molto inferiori a quelli sbandierati per motivi elettorali.

PSN Rinnovo contratto scuolaGoverno e Organizzazioni sindacali hanno firmato questa mattina l’Ipotesi di contratto collettivo nazionale di lavoro per i dipendenti appartenenti al comparto Istruzione e ricerca e che riguarda quasi un milione e 200 mila lavoratori.
Il nuovo contratto si riferisce agli anni 2016, 2017 e 2018 e riconosce aumenti da 84 a 111 euro mensili lordi che però saranno assicurati solo da marzo a dicembre 2018 grazie ad un meccanismo perequativo con il quale si garantisce l'incremento solamente fino al mese di dicembre 2018. In sostanza, avendo i tecnici dell'Aran calcolato  gli aumenti contrattuali considerando una percentuale pari al 3,84% indistintamente senza tenere conto della distribuzione tra il personale delle qualifiche e dell'anzianità di servizio a cui corrispondono stipendi differenti, si sarebbe potuto garantire l'aumento lordo promesso solo a coloro che avessero uno stipendio lordo superiore ai 2 mila. E' per questo che è stato pensato il meccanismo del pagamento con un elemento perequativo dando in busta paga una voce aggiuntiva che corrisponda la differenza tra gli 85 euro lordi promessi. Ad esempio considerando un docente di infanzia nella fascia iniziale con 0-8 anni di anzianità di servizio saranno corrisposti in busta paga 19 euro come “elemento perequativo”. Una truffa semantica orchestrata da Governo e sindacati, che per chiudere la partita prima delle rispettive tornate elettorali previste sia per governo e sindacati (con elezioni RSU ad aprile), hanno pensato bene di trovare i soldi togliendoli proprio agli stessi lavoratori visto che  gli aumenti anziché decorrere dal 1° gennaio 2018, partiranno solo due mesi più tardi a partire dalla busta paga di marzo 2018

E la beffa non finisce qui perché se tale perequazione, finanziata con soldi degli stessi docenti, sarà attuata soltanto fino a dicembre 2018 visto che è scritto nero su bianco nel contratto, all'articolo 37 e tabella D1, che non esistendo nessuna copertura, tale voce in busta paga sarà corrisposta solo fino al mese di dicembre 2018. In concreto se il futuro governo eletto non troverà altri soldi per garantire la perequazione dal gennaio 2019 gli stipendi corrisposti ai docenti con minor anzianità di servizio torneranno a diminuire.
A tutto ciò va aggiunto che, come da tempo già denunciato da PSN, saranno corrisposti arretrati risibili, stimati al momento fino ad un massimo di 600 euro e calcolati solo a partire dal 2016 invece che degli oltre 12 mila euro spettanti per il blocco incostituzionale degli stipendi attuato dal gennaio 2010 e con aumenti mensili ben lontano dalle 200 euro minime che sarebbero state necessarie a compensare il l'aumento del costo della vita.

PSN Rinnovo contratto scuolaL’Aran ha convocato, per giovedì 8 febbraio, le organizzazioni sindacali per la ripresa della trattativa per il rinnovo del contratto del nuovo comparto “Istruzione e Ricerca”. Una ripresa delle trattative che potrebbe portare entro la fine della settimana alla firma del contratto chiudendo la partita prima del 4 marzo, giorno delle elezioni con i miseri aumenti che decorreranno non dal 1° gennaio 2018 ma dal 1° marzo, perdendo anche le prime due mensilità del 2018.
Una soluzione che puzza di mancetta elettorale con la truffa di rinnovo di un presunto "contratto-ponte" per salvare la faccia di Governo e sindacati, che consentirebbe al Governo di affermare, in piena campagna elettorale, di aver chiuso la trattativa nonostante le poche risorse economiche disponibili e ai sindacati di aver strappato un aumento medio di 85 euro (solo teorico, in realtà meno di 35 euro nette mensili) come acconto sul successivo contratto, per il triennio 2019/21, che firmerebbero col Governo che uscirà dalle elezioni.
Ma sarà l'ennesimo schiaffo ad una categoria di lavoratori pubblici, quelli della scuola, bistrattati da troppo tempo, nonostante un preaccordo firmato oltre un anno fa tra Governo e sindacati. Nei prossimi giorni dovrebbe chiudersi anche il contratto degli Enti Locali, ma ad oggi il contratto della scuola resta in sospeso quando si avvicinano inesorabilmente le elezioni politiche del 4 marzo. Un rinnovo del contratto rimandato da quasi un decennio tra il disinteresse dei sindacati e l'inerzia dei governi susseguitisi in questi anni. Il silenzio ha regnato incontrastato e nessuno ha mai parlato concretamente del drammatico blocco stipendiale, se non con sporadici convegni rimasti sempre lettera morta. Adesso, dopo nove anni, la situazione peggiora, e il vento elettorale suona l’armonica del contentino.

ricostruzione 3Il 31 dicembre, termine di scadenza per la presentazione della domanda di ricostruzione di carriera, è alle porte e il cattivo funzionamento della sezione di Istanze on Line relativa alla dichiarazione dei servizi sta rovinando il periodo natalizio a moltissimi insegnanti.

Sono in tanti infatti i docenti che, avendo superato l’anno di prova, soprattutto negli ultimi due anni, si sono dedicati alla ricostruzione di carriera, tuttavia, restano ancora molti dubbi da sciogliere. Vediamo i principali:

-La ricostruzione di carriera ha lo scopo di inserire gli anni di preruolo nell’anzianità di servizio, in modo da abbreviare, dove possibile, il transito da un gradone stipendiale all’altro.

- Gli anni di preruolo vengono riconosciuti non in maniera completa.  Innanzi tutto ricordiamo che il 2013 (solare) è ancora bloccato (come ampiamente spiegato qui su PSN) e quindi non fa parte del conteggio. Inoltre, occorre considerare che solo i primi quattro sono calcolati per intero, mentre per gli altri viene considerata solo una parte (per la precisione, solo i due terzi). Facciamo un esempio pratico:

PSN soldi arretrati contratto

Continua il teatrino di Governo e sindacati impegnati in una farsa sul rinnovo del contratto del pubblico impiego ancora lontana dalla conclusione e che riguarda anche i docenti, tra i meno pagati d'Europa, con la previsione di un misero aumento di 85 euro mensili lorde, ma a regime solo dopo tre anni, che scremato di tasse e contributi previdenziali si ridurrebbe ulteriormente fino a diventare appena 25 euro mensili netti. Tutto ciò a contraddire, palesemente, le promesse sull’adeguamento degli stipendi dei docenti a quelli europei, con il silenzio assordante di governo e sindacati sugli arretrati spettanti che possono arrivare fino a 12.000 euro come già chiarito in questo articolo di PSN
Il tutto nonostante una petizione dei docenti, firmata già da quasi 80 mila docenti, abbia sfiduciato completamente le organizzazioni sindacali diffidandole dal sottoscrivere un aumento inferiore ad almeno 200 euro mensili nette. 
Nel mentre, s
ono tantissimi i docenti che ci hanno contattato chiedendo di aderire all'azione giudiziaria collettiva contro il blocco degli stipendi e che non sono riusciti a portare a termine la loro adesione entro la avvenuta chiusura del primo ricorso. 
PSN e AGC hanno pertanto previsto una riapertura dei termini per una seconda tranche di adesioni, tenuto conto che non ci sono scadenze prescrizionali per poter aderire. 

Ricordiamo che nonostante una sentenza del 2015 della Corte costituzionale abbia eliminato dal nostro ordinamento la norma che disponeva il blocco stipendiale, il rinnovo del contratto non è ancora avvenuto.

Dopo ben oltre due lunghi anni dalla sentenza nulla è stato fatto per adeguare gli stipendi dei docenti italiani e di tutti i dipendenti pubblici, nonostante un conclamato diritto di ottenere l’adeguamento stipendiale con effetto retroattivo dal mese di gennaio 2010. Solo facili proclami e promesse ad oggi completamente disattese sul rinnovo contrattuale discutendo da oltre un anno di somme comunque risibili e mai retroattive. 

Per questo PSN – Professionisti Scuola Network, in convenzione con AGC – Sblocca Stipendi, ha deciso di procedere con un'azione giudiziaria collettiva, cui è possibile aderire su tutto il territorio nazionale italiano, per l’ottenimento dell’adeguamento delle retribuzioni dei docenti di ruolo e precari, a tutt'oggi bloccate da gennaio 2010 e per il recupero fino a 12.000 euro di arretrati quali somme spettanti a titolo di indennizzo e risarcimento.

AGC – Azioni Giudiziarie Collettive è il Dipartimento dello Studio Legale degli Avvocati Vincenzo Rocco e Francesca Testini, Cassazionisti, esperti nella individuazione e proposizione di azioni collettive giudiziarie, con comprovata esperienza in tale modalità di esercizio giurisdizionale dei diritti collettivi.

Il ricorso è fondato sulla sentenza della Consulta n. 178 del 24.06.2015 che ha sancito l’illegittimità costituzionale delle norme che hanno disposto il blocco della contrattazione collettiva nel pubblico impiego.

PSN richiesta part timeSono tanti i docenti con contratto part-time che ci scrivono in redazione per avere chiarezza sul monte ore delle attività funzionali che sono effettivamente obbligati a svolgere. La questione si pone perché purtroppo le informazioni reperibili in rete sono spesso contraddittorie e anche le interpretazioni dei Dirigenti Scolastici a volte vanno molto al di là di quanto prevede la scarna normativa in merito. Gli USR stessi, alle molte richieste di chiarimenti, spesso rispondono con pareri che non si possono dire “chiari e inequivocabili”, quasi avessero timore di schierarsi dall'una o dall'altra parte.

Con questo articolo di approfondimento facciamo pertanto chiarezza per evitare che i docenti part-time siano oggetto da parte dei DS, illegittimamente, di richieste di svolgimento di ore di attività funzionali in eccedenza rispetto a quanto effettivamente dovuto tenendo presente che la norma fondamentale di riferimento, stabilendo il principio di non discriminazione, è il D.Lgs 25 febbraio 2000, n. 61, richiamato nel CCNL all’art.39, attuazione della Direttiva Comunitaria 97/81/CE, e che si applica ai rapporti di lavoro di tutte le amministrazioni pubbliche.

Spid PSNLa cifra non spesa del bonus da 500 euro della carta docente di ciascun anno scolastico potrà essere utilizzata al massimo entro un biennio e si potrà cumulare con l'importo dell'anno successivo solo per un anno a differenza di quanto era stato lasciato intendere dall DPCM del 28 novembre 2016. E' questa la novità appena emersa nel corso dell'ultima riunione del 6/11 con le organizzazioni sindacali, in cui il Miur  ha comunicato l’intenzione di limitare al massimo per un biennio l’utilizzo degli importi stanziati e non utilizzati per ogni singolo anno scolastico.
Il Miur ha giustificato la decisione riferendo di una presunta difficoltà nel rendicontare le cifre non utilizzate ad anno scolastico anziché ad anno solare. Nel corso della riunione è stato anche chiarito che presumibilmente gli importi non spesi nell’a.s. 16/17 saranno riaccreditati nel borsellino del docente entro il mese di dicembre p.v. ma che però dovranno essere spesi necessariamente entro il 31/08/18 altrimenti andranno persi.

L’Amministrazione ha inoltre riferito che nonostante la normativa vigente preveda la registrazione del docente sul portale della carta docente entro il 30 ottobre di ogni anno, al fine di poter utilizzare gli importi stanziati, sarà ancora possibile registrarsi anche successivamente nei prossimi giorni e per tutto l'anno scolastico 2017-18.

soldi paritarie

Stiamo lavorando, in primis il ministro Fedeli, per convincere il Governo e il Ministero dell'economia a mettere in bilancio le risorse per il nuovo contratto, dando per acquisiti gli 85 euro. Parlo di un minimo di 1,6mld (vanno ad aggiungersi agli 1,2 miliardi già a disposizione).

PSN SbloccaStipendi Finoa12000euroSono già tantissime le adesioni all'azione giudiziaria collettiva di PSN-AGC per il recupero degli arretrati spettanti dal 2010 ad oggi e che possono arrivare fino a 12.000 euro, come già chiarito in questo articolo di PSNa causa del blocco degli stipendi e del mancato rinnovo del contratto. Blocco che permane a tutt'oggi, nonostante sia stato dichiarato incostituzionale da una sentenza del 2015, nulla è stato fatto per adeguare gli stipendi dei docenti italiani e di tutti i dipendenti pubblici, nonostante un conclamato diritto di ottenere l’adeguamento stipendiale con effetto retroattivo dal mese di gennaio 2010. Solo facili proclami e promesse ad oggi completamente disattese sul rinnovo contrattuale discutendo da oltre un anno di somme comunque risibili e mai retroattive. 

Per questo PSN – Professionisti Scuola Network, in convenzione con AGC – Sblocca Stipendi, ha deciso di procedere con un'azione giudiziaria collettiva, cui è possibile aderire su tutto il territorio nazionale italiano, per l’ottenimento dell’adeguamento delle retribuzioni dei docenti di ruolo e precari, a tutt'oggi bloccate da gennaio 2010 e per il recupero fino a 12.000 euro di arretrati quali somme spettanti a titolo di indennizzo e risarcimento.
Tantissimo l'interesse dimostrato dai docenti, Ata e dipendenti pubblici in generale testimoniato anche dalle numerose domande arrivate in redazione e ai legali sui diversi aspetti dell'innovativa azione giudiziaria collettiva, su come poter aderire e in particolare come fare a recuperare il cedolino dal 2010 in poi. A queste e a numerose altre domande o dubbi abbiamo dato risposta nelle faq di seguito elencate:

  1. D: Come posso recuperare una busta paga a partire dal gennaio 2010 ?

    R: Al fine di consentire il recupero di buste paga riferite a periodi antecedenti gli ultimi quattordici mesi, PSN-AGC ha messo a disposizione per chiunque aderisca all'azione collettiva giudiziaria un modello per delegare i legali a richiedere ed ottenere, in nome e per conto di ciascun ricorrente, dalla Ragioneria Territoriale dello Stato di appartenenza, che provvederà a rilasciare dei certificati stipendiali sostitutivi dei cedolini di paga veri e propri.
    Leggi le altre FAQ:

Aggiornato 16/10/2017 viste le richieste pervenute concessa breve proroga al 31/10/2017

Aggiornato 26/09/2017 con delega direttamente ai legali per la richiesta delle copie cedolini

PSN soldi arretrati contratto

Aggiornato 16/10/2017 viste le richieste pervenute concessa breve proroga al 31/10/2017

Aggiornato 26/09/2017 con delega direttamente ai legali per la richiesta delle copie cedolini

E' ancora lontana la conclusione della trattativa per il rinnovo del contratto del pubblico impiego e che riguarda anche i docenti, tra i meno pagati d'Europa. Una contrattazione che si dilunga da oltre un anno prevedendo un misero aumento di 85 euro a regime solo dopo tre anni che scremato di tasse e contributi previdenziali si ridurrebbe ulteriormente fino a diventare appena 25 euro mensili netti. E questo senza considerare che gli aumenti degli stipendi, per tanti docenti con reddito tra i 24 e 26 mila euro, andrebbero ad azzerarsi con la conseguente perdita del bonus di 80 euro che, tra l’altro, è versato al netto. 
Tutto ciò a contraddire, palesemente, le promesse sull’adeguamento degli stipendi dei docenti a quelli europei, con il silenzio assordante di governo e sindacati sugli arretrati spettanti che possono arrivare fino a 12.000 euro come già chiarito in questo articolo di PSN
Nonostante una sentenza del 2015 della Corte costituzionale abbia eliminato dal nostro ordinamento la norma che disponeva il blocco stipendiale, il rinnovo del contratto non è ancora avvenuto.

Dopo due lunghi anni dalla sentenza nulla è stato fatto per adeguare gli stipendi dei docenti italiani e di tutti i dipendenti pubblici, nonostante un conclamato diritto di ottenere l’adeguamento stipendiale con effetto retroattivo dal mese di gennaio 2010. Solo facili proclami e promesse ad oggi completamente disattese sul rinnovo contrattuale discutendo da oltre un anno di somme comunque risibili e mai retroattive. 

Per questo PSN – Professionisti Scuola Network, in convenzione con AGC – Sblocca Stipendi, ha deciso di procedere con un'azione giudiziaria collettiva, cui è possibile aderire su tutto il territorio nazionale italiano, per l’ottenimento dell’adeguamento delle retribuzioni dei docenti di ruolo e precari, a tutt'oggi bloccate da gennaio 2010 e per il recupero fino a 12.000 euro di arretrati quali somme spettanti a titolo di indennizzo e risarcimento.

AGC – Azioni Giudiziarie Collettive è il Dipartimento dello Studio Legale degli Avvocati Vincenzo Rocco e Francesca Testini, Cassazionisti, esperti nella individuazione e proposizione di azioni collettive giudiziarie, con comprovata esperienza in tale modalità di esercizio giurisdizionale dei diritti collettivi.

Il ricorso è fondato sulla sentenza della Consulta n. 178 del 24.06.2015 che ha sancito l’illegittimità costituzionale delle norme che hanno disposto il blocco della contrattazione collettiva nel pubblico impiego.