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La fisica in quanto disciplina scientifica non può separarsi dalla sua storia, dalla storia del pensiero umano. Quella che vi racconterò oggi è un viaggio emozionante fatto di errori, esperimenti,  ipotesi… con al centro una donna: Emilie du Chatelet.

Siamo all’epoca dei lumi, periodo di grande fermento politico, artistico, soprattutto scientifico. 

Buongiorno, la rubrica di Fisica procederà un pò a singhiozzo per i vari impegni del sottoscritto.

Oggi vi presento un esperimento che può essere proposto in una classe 4 o 5 di liceo Scientifico, ma può essere adattato anche in un biennio di  Secondaria di II grado (indirizzo tecnico e professionale) ed in maniera qualitativa per gli altri ordini di scuola: il moto di un magnete in un tubo metallico.

L'esperienza così presentata è un estratto di un lavoro più ampio sul magnetismo presentato alla Mostra Sperimentando 2015 a Padova.

L'approccio utilizzato può essere l'IBSE o il PBL, più in generale qualunque metodologia che faciliti l'analisi per scoperta da parte dell'alunno del fenomeno.

Il costo di tutto il materiale non supera i 20 euro totali , ma permette di far lavorare fino a 7 gruppi classe.

Il moto di caduta di un magnete all'interno di un tubo metallico è un fenomeno complesso ma che ha un effetto stupefacente quando viene mostrato agli studenti. Le forze in gioco sono la forza peso ed una forza che non è facilmente interpretabile, la "forza elettromotrice indotta" (anche se andrebbe indagato meglio il concetto di forza in questa frase).

cadutamagnete

Chiudiamo la terza parte del laboratorio povero di fisica dedicato all'energia con le schede finali. Questa è la parte più importante, perchè si discute con i ragazzi, si chiariscono le misconcezioni, il docente ricercatore didattico prende appunti e registra le competenze acquisite in itinere. Se volete sperimentare questa o altre attività scrivetemi ad Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Buona lettura

Continuiamo l'esperienza di laboratorio povero sull’energia con la seconda parte. In questa fase si continuano gli esperimenti e vengono affrontate (anzi discusse) le varie forme di energia, in un modo assolutamente originale e multidisciplinare.

Buona lettura e se avete curiosità o domande scrivetemi ad Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Buongiorno,

oggi vi presento un corposo lavoro (per questo l’articolo sarà diviso in tre parti) sul tema dell’energia, tema cruciale sia nelle scuole secondarie di primo che di secondo grado. Sull’energia si potrebbe scrivere tantissimo e si possono fare molteplici esperimenti , oggi  indagheremo in particolar modo alcune misconcezioni legate all’energia e stabiliremo gli obiettivi ed i contenuti per l'attività sull'energia stessa.

In questa sede vi presento un mio lavoro di gruppo sperimentato in terza media. Per qualsiasi dubbio scrivetemi ad Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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Buongiorno, all'inizio dei miei primi articoli, quando questa rubrica era agli inizi, scrissi un articolo sulla misura della densità dei corpi solidi e liquidi che passò inosservato, anche a causa della sua brevità !!

In rete esistono molti esperimenti, spesso fuorvianti, che coinvolgono massa, densità e galleggiamento.

Un docente è prima di tutto un professionista della didattica e pertanto occorre trovare il modo per veicolare certe conoscenze e competenze. Sono numerose, specie in fisica, le misconcezioni degli studenti: quale differenza tra massa e densità? i corpi più densi pesano di più?

Il concetto di massa può essere introdotto su due piani: quante molecole, quante cose, quante particelle oppure legandolo al concetto di forza peso e quindi alla sua "proprietà" di essere attratto da altre masse!

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foto0100 1Buongiorno,

avrei potuto chiamare questo articolo LA TECNOLOGIA AL SERVIZIO DELLA SCIENZA!

I telefoni cellulari sono uno strumento tecnologico che tutti, o quasi, i nostri alunni possiedono. Vedremo in un serie di successivi articoli quanta scienza e soprattutto quanta fisica si può fare con un cellulare, oggi ci “accontentiamo” di testarlo su un fenomeno fisico noto (o si spera) agli studenti del triennio delle superiori: la gabbia di Faraday! L’attività però può anche essere sperimentata alle scuole medie o nel primo biennio delle superiori.

Quanto segue è frutto di dibattiti ed esperimenti svolti da miei alunni di terza superiore indirizzo agrario.

Procuriamoci il seguente materiale: foglio di alluminio, due cellulari, 1 microonde , se disponibile fogli di rame o ferro, fogli di carta!

Chiediamo ai nostri alunni: come comunichiamo tra due cellulari? Come è possibile che avvenga la trasmissione della nostra voce? In che modo un cellulare trasmette i suoi dati?

Un telefono cellulare lavora su frequenze delle microonde per la trasmissione dei suoi segnali , intorno ad 1Ghz per quelle voce, 2,45 Ghz per il bluetooh o il wifi ad esempio.

Facciamo partire una chiamata tra due cellulari. Avvolgiamo uno dei due dentro un foglio di carta come se volessimo schermarlo: cosa accade? Come spiegheresti il fenomeno?

 

Buongiorno,

oggi faccio un piccolo regalo per la Befana ai miei lettori : la consueta rubrica domenicale di laboratorio povero di fisica esce in edizione straordinaria! Anche per festeggiare la nascita del nuovo gruppo Facebook Professionisti Scuola Didattica.

Se avessi potuto scegliere con quali studenti svolgere i miei esperimenti di fisica non avrei avuto dubbi: con i bambini delle scuole elementari! Ho avuto (poche volte) la fortuna di mostrare loro degli esperimenti e ciò che mi colpisce, al di là delle loro domande intuitive, è lo stupore e la meraviglia con cui si pongono di fronte ai fenomeni naturali.

E’ ai docenti colleghi delle elementari (e ai bambini piccoli) che dedico questi piccoli esperimenti di oggi (lo confesso li faccio anche in prima superiore!). Sono esperimenti qualitativi ma a cui può seguire una interessantissima discussione anche matematica!

Oggi diventiamo un po’ bambini anche noi nel ritagliare fogli e costruire barchette di carta, povatelo ora a casa vostra!

I moti convettivi: la circolazione dell’aria

Materiali

  • Carta velina (io ho usato della carta tagliata in fogli larghi massimo 1 cm)
  • Forbici
  • Scotch

Cosa fare

Dopo aver costruito l’apparato in foto, apri la finestra della tua casa o scuola (l’esperimento riesce bene in una giornata di inverno).

Se poni l’apparato dalla parte bassa della finestra, osserverai che i nastri di carta si piegano verso l’interno della stanza, mentre se posti in alto si piegano verso l’esterno.

suonoBuongiorno, il laboratorio povero di fisica non è soltanto un modo di fare esperimenti utilizzando oggetti di uso quotidiano, ma è anche una metodologia nella quale l’analisi di un fenomeno fisico avviene per scoperta e viene ricercato in fenomeni apparentemente diversi tra loro. Il laboratorio povero diventa necessario nelle scuole dove mancano alcune strumentazioni (ma anche se si ha un laboratorio attrezzato io lo consiglio). La fisica però è da sempre aperte alle nuove tecnologie e chi fa didattica non può non confrontarsi con esse.

Oggi vi presenterò un modello di lezione che solitamente affronto utilizzando applet e programmi reperibili in rete. E’ una lezione che può essere fatta senza ausilio di particolari strumenti, non solo con una Lim ma anche con un semplice proiettore ed una cassa!
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Buongiorno,

questa settimana la rubrica consueta di laboratorio povero si interrompe momentaneamente, per fare il punto su quanto fatto finora.

E’ da un anno che il sottoscritto, con discreto successo, pubblica i propri lavori, frutto di anni di ricerca, sulle esperienze laboratoriali di fisica a scuola, soprattutto utilizzando materiali di riciclo.

E’ ora però che più voci possano dire la propria. Utilizzando il forum di PSN, scrivendo al sottoscritto ad Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., è possibile, come sempre, non solo esprimere dubbi, chiedere informazioni riguardo le attività proposte, ma soprattutto da oggi ognuno potrà proporre le proprie esperienze laboratoriali in Fisica, Matematica e non solo.

Credo che siano molti i colleghi che sperimentano ogni giorno semplici o più complesse attività laboratoriali. E’ solo, però, condividendo tali esperienze che possiamo arricchirci e crescere nella nostra formazione di insegnanti.

Buongiorno, proseguiamo oggi con l’analisi dei dati ottenuti dall’esperimento di laboratorio povero sulla misura della velocità della luce con il quale abbiamo ricevuto il premio speciale alla mostra Sperimentando 2014 ottenendo i seguenti risultati: misura della velocità della luce in aria con un errore dell'1%, determinazione della velocità della luce in acqua e in altri liquidi (sapone). L'esperimento può essere facilmente relaizzato con materiali di riciclo, necessitando di un comune forno a microondelampadina e fili elettrici. La linea di Lecher e stata ideata proprio per misurare la velocita della luce , intorno al 1880. La linea di Lecher e un vero e proprio circuito con una sua resistenza. Le onde elettromagnetiche all’interno del circuito subiscono varie riflessioni. La linea di Lecher permette anche di discriminare varie frequenze, in letteratura e stato dimostrato che la linea mostra una resistenza che dipende dalla frequenze dell’onda [1], in particolare taglia le frequenze basse, mentre riflette bene le onde ad alte frequenze, per questo viene usato come ricevitore VHF (Tv e Radio).

Variando la lunghezza della linea di Lecher, acceso il microonde, notiamo che la lampadina si accende ad intervalli spaziai regolari. Tali intervalli corrispondono alla lunghezza d’onda dell’onda elettromagnetica del microonde.

Buongiorno, oggi vi presento l’esperimento con il quale abbiamo ricevuto il premio speciale alla mostra Sperimentando 2014. L'esperimento in esame si confronta con una delle misure delle costanti più importanti in natura: la velocità della luce. L'esperimento può essere facilmente costruito con materiali di riciclo, necessitando di un comune forno a microonde, lampadina e fili elettrici. Sono stati ottenuti i seguenti risultati: misura della velocità della luce in aria con un errore dell'1%, determinazione della velocità della luce in acqua e in altri liquidi (sapone). L'estrazione di energia da un microonde ha permesso di incalanare l'energia elettromagnetica in un circuito mobile, che ha permesso l'accensione di una lampadina.